In Marocco il nuovo Premier è un Fratello Musulmano
Le analogie tra la situazione marocchina e quella egiziana di transizione alla democrazia sono forti: in entrambi i Paesi, i movimenti giovanili hanno mosso dure critiche in merito alle rispettive elezioni, considerate “specchietti per le allodole”, un espediente che lascerebbe il potere reale (potere di veto in ambito legislativo, nomine governative, controllo del sistema di sicurezza nazionale) nelle mani del Re, nel caso marocchino, e dell’esercito, nel caso egiziano. Molti giovani hanno così optato per il boicottaggio delle elezioni, continuando a chiedere il passaggio del potere nelle mani di un governo civile. A differenza di quanto accaduto in Egitto, in Marocco il Partito islamista Al-Adl Wa Al-Ihsan si è unito alla protesta dei giovani laici boicottando le elezioni.
Il mondo arabo e le rivolte: eterogeneità e complessità
La sera di venerdì 8 luglio si è tenuta presso il Centro Culturale Italo-Arabo “Dar Al Hikma” la conferenza “Capire le rivolte arabe”, organizzata dall'IsAG nell'ambito del Ciclo 2010-2011 dei Seminari di Eurasia. Sono intervenuti come relatori Daniele Scalea (segretario scientifico IsAG e co-autore del libro Capire le rivolte arabe), Enrico Galoppini (redattore di “Eurasia”) e Giovanni Andriolo (ricercatore IsAG). Si riporta di seguito la trascrizione del suo intervento.
LA GUERRA ECONOMICA PER LE RISORSE IDRICHE
Ad aprile 2011, l'Etiopia lancia un progetto faraonico e strategico per costruire una nuova diga chiamato "Renaissance Dam" sulle acque del Nilo Azzurro. Questo...
Lo “scontro di civiltà” in Costa d’Avorio
Nell’indifferenza totale della diplomazia internazionale, vaticana compresa, continuano le atrocità “postelettorali” in Costa d’Avorio. Città, villaggi e campagne ne sono stati gravemente interessati. La Chiesa cattolica non è sfuggita a questi crimini, ma i cantori dello “scontro di civiltà” non sono interessati a lanciare l’allarme trattandosi di un regime golpista, quello di Alassane Ouattara, insediato e sostenuto con la forza da Francia e Stati Uniti d’America. In un documento riservato di cui siamo venuti in possesso¹, c’è l’elenco dettagliato di tutti gli attacchi condotti dai miliziani delle Forze Repubblicane della Costa d’Avorio (FRCI) contro i sacerdoti e le proprietà dell’Arcidiocesi di Gagnoa.
Elezioni egiziane: primo turno elettorale
Una lettura attenta dei risultati di questa prima tornata elettorale suggerisce alcune considerazioni. La prima riguarda il risultato ottenuto dai Partiti islamisti (i quali hanno raggiunto complessivamente un sostegno di oltre il 60%). E’ innanzitutto utile contestualizzare la vittoria dei movimenti islamisti all’interno di un percorso caratterizzato dalla svolta partecipazionista dell’Islam politico moderato e segnato dalla vittoria del movimento islamista palestinese di Hamas alle consultazioni del 2006. L’intento partecipazionista dimostrato da Hamas è stato riproposto, sebbene in tempi più lenti, dai Fratelli Musulmani egiziani del Partito di Libertà e Giustizia.
Libia: l'impero contrattacca
Il problema in Libia è che il cattivo di turno non solo ha rifiutato di andarsene per godersi il denaro rubato - come gli è stato offerto - ma ha iniziato a vincere la partita. L'obiettivo reale di tutto questo è il controllo del petrolio.
Libia : rischio calcolato o imprudente avventura
Con l’entrata nel terzo mese di conflitto bellico, l’opinione pubblica mondiale sembra essere sempre più scettica sulle motivazioni e sul risultato dell’intervento militare occidentale. Mentre, ad un primo sguardo, l’operazione militare occidentale è sembrata arrivare in risposta alla simultanea convergenza di una crisi umanitaria con pressanti interessi strategici, un’indagine più approfondita suggerirebbe un’interpretazione più complessa.
Tawergha, genocidio nella "nuova" Libia
Insieme a Sirte assediata e distrutta, Tawergha, la città dei neri libici, diventa il simbolo della Libia “liberata” grazie alla Nato. Situata a qualche decina di chilometri da Misurata, Tawergha contava circa 30mila abitanti, in gran parte libici di pelle nera: nacque nel XIX secolo come città di transito nel traffico degli schiavi. E “schiavi” (abeed) è l’insulto che più ricorre sui muri della città dopo la conquista in agosto da parte delle truppe dei “ribelli della Nato” provenienti da Misurata. Il suo nome è stato cancellato sul cartello stradale e sostituito da “Nuova Misurata”.
L’UCCISIONE DI SAIF AL-ISLAM GHEDDAFI
Introduzione
La morte di Saif al-Islam Gheddafi, avvenuta a Zintan nel febbraio 2026 in circostanze ancora oscure, non costituisce un episodio isolato del caos libico,...
INTERVISTA A OMAR MIH, RAPPRESENTANTE DEL FRONTE POLISARIO
Spina nel fianco dell’assetto geopolitico del Maghreb, e non solo, ma anche dei rapporti degli Stati africani con quelli europei, il Sahara Occidentale, per...
















