L’Egitto dopo la “rivoluzione del 25 gennaio”

Il successo dei partiti che rappresentano l’Islam politico al primo turno delle elezioni parlamentari in Egitto merita una certa attenzione. Le nuove forze politiche, che si erano formate dopo la rivoluzione del 25 gennaio e che non sono legate al regime corrotto di Mubarak, godono della fiducia del popolo. È abbastanza probabile che esse riusciranno a trovare un linguaggio comune con gli intellettuali egiziani dotati di maggior esperienza nella politica del mondo arabo, e che riusciranno a costruire una società più equa basata sulle tradizioni della cultura islamica.

LA MEMORIA NASCOSTA DI NELSON MANDELA

La disinformazione e l’ipocrisia con cui continua a essere celebrata la figura di Nelson Rolihlahla Mandela hanno dell’incredibile. Un uomo che ha trascorso più...

Africa Occidentale: il Nuovo Centro di Transito della Cocaina verso l’Europa

I recenti rapporti pubblicati dall’UNODC (l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga ed il crimine) rivelano come l’Africa Occidentale sia, ad oggi, l’imprescindibile rotta di transito dei traffici di cocaina dall’America Latina verso l’Europa.

CONFERENZA SU "LA CRISI IN AFRICA": RESOCONTO, FOTO E VIDEO

“LA CRISI IN AFRICA”, SABATO 10 NOVEMBRE A BRESCIA Sabato 10 novembre si è svolta a Brescia la conferenza su "La crisi in Africa", organizzata...

UE: OSSERVATORI IN GUINEA BISSAU PER LE PROSSIME ELEZIONI E UNA NUOVA STRATEGIA PER...

Dopo l’indipendenza dal Portogallo, conseguita nel 1974, la Guinea Bissau ha sperimentato una continua situazione di instabilità, con frequenti colpi di stato e conflitti...

RUANDA – Secondo il rapporto francese non furono i Tutsi ad abbattere l’aereo di...

Nel 1994, il missile che colpì l’aereo dell’allora presidente del Ruanda Juvenile Habyarimana (sostenuto dalla Francia), il cui abbattimento fu la scintilla che scatenò il genocidio ruandese, non venne sparato dai ribelli tutsi, ma da alcuni ufficiali hutu, desiderosi di bloccare l’applicazione del trattato di pace che il presidente aveva appena firmato ad Arusha, in Tanzania.

Dopo le rivolte arabe: il nuovo Mediterraneo

Proponiamo qui la registrazione video integrale dell'evento che ha inaugurato il Ciclo 2011-2012 dei Seminari di Eurasia, la conferenza Dopo le rivolte arabe: il nuovo Mediterraneo tenutasi a Brescia sabato 17 settembre scorso. Sono intervenuti come relatori Tiberio Graziani (presidente dell'IsAG e direttore di "Eurasia"), Daniele Scalea (segretario scientifico dell'IsAG e co-autore di Capire le rivolte arabe), Aldo Braccio (redattore di "Eurasia" e autore di Turchia, ponte d'Eurasia) e Stefano Vernole (redattore di "Eurasia" e saggista). L'organizzazione è stata a cura dell'IsAG e dell'associazione "Nuove Idee".

Intervista a Mahdi Darius Nazemroaya

L’articolo che segue è la traduzione italiana dell’intervista rilasciata da Mahdi Darius Nazemroaya a “Life Week”, un’importante rivista cinese con base a Pechino. Nazemroaya è stato intervistato da Xu Jingjing per il servizio speciale di “Life Week” riguardante l’AFRICOM e la Libia il 1 Aprile.

Libia al collasso

La separazione di fatto della Libia in due parti riapre ferite che si credevano ormai rimarginate. Anche qualora il leader libico venisse ucciso o il regime implodesse, non si avrebbe l’unificazione della Libia sotto un governo democratico, ma uno “stato fallito” nel quale tribù, clan e bande armate si fronteggerebbero in un crescente disordine. Il mancato impegno negoziale e diplomatico dei paesi occidentali e la folle scelta dell’intervento armato sembrano preludere a questo scenario devastante.

Eurasia intervista Paolo Sensini sulla Libia

Abbiamo intervistato Paolo Sensini, autore dell’opera “Libia 2011” . Un saggio molto interessante che offre nella prima parte un’agile narrazione di cento anni di storia libica incastonati fra due eventi luttuosi per il paese: la guerra coloniale italiana del 1911 e l’intervento umanitario (rectius neocoloniale) del 2011. La seconda parte è invece una disamina ben documentata degli eventi legati proprio all’intervento militare scaturito dalla Risoluzione ONU 1973, corredata anche dalla testimonianza diretta dell’autore, giunto in Aprile nei luoghi del conflitto e partecipe dei lavori della commissione d’inchiesta sui fatti di Libia (Fact Finding Commission on the Current Events in Lybia).
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