Il paradigma storico del capitalismo borghese (inglese)

Il declino del capitalismo borghese (inglese) di fine Ottocento potrebbe elevarsi a modello di consunzione, tra un vecchio capitalismo che arretra, ed un nuovo (Usa) che avanza: un metodo empirico che non ha la pretesa di costruire un modello social.

RATINGCRAZIA

La profonda crisi economica in cui versa il mondo occidentale è ben lungi dall’essere al capolinea. I più ottimisti continuano a parlare di un’ipotetica...

Il pretesto climatico: 2. L'ecologia di mercato (1982-1996)

Seconda puntata d’un trittico in cui Thierry Meyssan analizza criticamente la questione ecologica e le campagne ambientaliste, evidenziando la loro strumentalizzazione a fini politici, geostrategici ed economici da parte di centri di potere statuali e non.

La guerra in Libia, il potere degli Stati Uniti e il declino del sistema...

Dietro al dichiarato timore per l'incolumità dei civili libici vi è una preoccupazione più profonda difficilmente riconoscibile: la difesa occidentale dell'attuale economia globale dei petrodollari, ormai in declino..

Il nodo nucleare

La controversia internazionale legata al programma nucleare iraniano è salita agli onori della cronaca fin dal 2003 e da allora gli organi di informazione occidentali hanno rigorosamente funto da cassa di risonanza ai malumori statunitensi ed israeliani relativi alla sua messa a punto. Ma quanto le preoccupazioni in merito sono legittime e quanto invece strumentali ad argomenti di tipo strategico, ovvero l'aspirazione a un dominio atlantico e occidentale consolidato nella regione?

BP e il gioco di potere Rosneft-Gazprom

Il recente share swap tra la compagnia petrolifera russa Rosneft e la britannica British Petroleum non va inquadrato esclusivamente come un mero accordo economico, in quanto trattasi di un evento dai risvolti politici potenzialmente imprevedibili.

Il sottosuolo polacco: la nuova scacchiera energetica

Dipendenti dagli approvvigionamenti di idrocarburi provenienti dalla Russia, i paesi dell’Europa Orientale si sono sentiti sotto scacco per parecchi anni dalla fine della Guerra fredda. Con la scoperta di immensi giacimenti di gas non convenzionale estraibile tramite la frattura idraulica di scisti, alcuni paesi celebrano con euforia la fine della dipendenza energetica – e politica – da Mosca. Probabilmente tali festeggiamenti, dei quali beneficia anche il mercato finanziario dell’energia e il flusso di investimenti esteri, sono giustificati più da auspici che da certezze.

Italy and Russia: a strong partnership

Over the last few years the relationships between Russia and Italy have achieved excellence and among European Union countries Italy is the one whit...

G7 di Roma: VERTICE ministeriale sull’energia

Il 5 e 6 maggio, a Roma, si sono incontrati i ministri competenti in materia energetica di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna...

Prepararsi al futuro: le nuove possibilità

La crisi finanziaria in corso dipende dagli squilibri tra interessi divergenti, e va osservata attraverso il prisma delle dinamiche geo-economiche mondiali, che mostrano uno spostamento di potenza economica dall'Atlantico all'Asia. Il primato economico dell'Occidente dipende dal ruolo del dollaro come valuta di riserva mondiale, che garantisce enormi profitti agli USA e al FRS. La domande del dollaro come merce è tendenzialmente in calo, e la crisi è un metodo drastico per rilanciarla creando penuria del bene. Tuttavia, la sorte del dollaro è segnata, anche se non sono escluse possibili tensioni internazionali di vasta portata se la NATO scegliesse di ricorrere alla forza. La tendenza è ad una regionalizzazione dei sistemi economici e valutari, e la Russia pare decisa a creare una propria zona geo-economica.
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