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Parola chiave: israele

La Siria nel mirino

È in corso un tentativo di stabilire tramite il caos un riassetto del Medio Oriente funzionale agli interessi dell’imperialismo e dei suoi alleati locali. Gli Usa sfruttano la loro ampia esperienza nella strategia di frantumazione delle nazioni puntando su forze endogene disgregatrici. Bisogna avere coscienza che queste forze possono esistere e manifestarsi in qualsiasi paese. Qualsiasi Stato-nazione è composto da elementi più o meno eterogenei e basta un momento di crisi e del volgare mercenariato politico per accendere la miccia. Ancora una volta gli Usa, paladini dell’Occidente, cantori dell’esportazione della democrazia o profeti dello scontro di civiltà a seconda delle convenienze propagandistiche, si alleano con i terroristi islamici contro un paese laico.

Palestina, in caso di stato

A neverending story: la Palestina è uno Stato? La recente ammissione quale nuovo membro dell'UNESCO crea uno scompiglio internazionale del tutto diplomatico e filosofico, piuttosto che fattuale e di sostanza. Ecco un'analisi senza timori e pregiudizi che tocca tutti gli aspetti cruciali della questione. Indubbia la centralità del rapporto stesso tra Israele e ANP, ed è forse proprio in questo rapporto che si può cercare la soluzione.

Netanyahu visto da Obama e Sarkozy

Réseau Voltaire A seguito di un errore tecnico dei servizi della Eliseo, alcuni minuti di conversazione tra i presidenti Barack Obama e Nicolas Sarkozy sono...

Il baratto umano, mossa tattica israeliana

Il fatto che Tel Aviv abbia accettato di scambiare il sergente Gilad Shalit tenuto in ostaggio da Hamas con ben 1.027 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane è indice, infatti, dell’asimmetria che domina qualsiasi rapporto di forza tra israeliani e palestinesi, con i primi che dal 1957 ad oggi hanno rilasciato 13.509 prigionieri per ottenere la liberazione di 16 soldati da parte dei secondi.

Israele e Libia: Preparare l’Africa allo “scontro di civiltà”

Ancora una volta, Mahdi Darius Nazemroaya toglie via la patina di legittimità e di inganno che avvolge il genocidio USA/NATO in corso in Libia. Nel suo primo articolo, Nazemroaya ha esposto il meccanismo con cui il mondo è venuto a “conoscere” la necessità di un intervento umanitario nella Jamahirya araba libica e le ammissioni USA/NATO dei tentativi di assassinio mirato contro il leader della rivoluzione libica del 1969, Muammar Gheddafi.

La Sfida di Abū Māzen: la Palestina nell'ONU

Sono passati 37 anni dal momento in cui, per la prima volta, venne rivendicato il diritto di autodeterminazione del popolo palestinese nel più grande consesso internazionale. Da allora ad oggi, l’annosa questione ha attraversato numerose trattative senza mai giungere alla costituzione dello stato palestinese né all’approvazione del tanto agognato diritto al ritorno. Il travagliato processo di pace dimostra oggi il suo insuccesso: per la terza volta, il leader palestinese si presenta all’ONU per chiedere il riconoscimento ufficiale dello stato palestinese.

Cause e conseguenze dell’allontanamento tra Turchia e Israele

La recente crisi dei rapporti diplomatici tra Turchia e Israele può essere spiegata in diversi modi. Vi sono delle ragioni di carattere geopolitico, ma anche della cause connesse alle strategie in politica estera adottate negli ultimi anni dai gruppi politici al potere ad Ankara e Tel Aviv, intenti a potenziare il ruolo regionale dei rispettivi paesi. La crisi diplomatica s’inserisce, inoltre, in un delicato contesto, connesso alla questione palestinese, alle rivolte arabe e all’attuale situazione in Siria ed Egitto, alla competizione tra l’Iran e l’Arabia Saudita, nonché agli interessi statunitensi nel Vicino Oriente.

Stato di Palestina: una catastrofe da scongiurare?

“Riconoscere ai palestinesi parità di cittadinanza e dunque diritto di voto” sarebbe una “catastrofe per il futuro di Israele e la stabilità del Medio...

Il significato geopolitico di Bushehr: D. Scalea al "Secolo d'Italia"

Dopo 36 anni di tentativi falliti, allarmi e minacce, ieri, a Bushehr, l’Iran ha inaugurato la sua prima centrale nucleare. La reazione nella comunità internazionale è stata minima. Vi sarebbero precise ragioni geopolitiche, che si riassumono nel tentativo di allentare le tensioni con Teheran. Si tratterebbe di un’azione combinata e sottotraccia che coinvolge principalmente Usa e Russia. A spiegarlo è il segretario scientifico dell’Isag, l’Istituto di alti studi in geopolitica e scienze ausiliarie, Daniele Scalea.

L'anacronismo di Israele

Mentre i paesi europei si accingevano a chiudere la lunga parentesi coloniale ritirando progressivamente i propri vessilli dai paesi dell'Africa e dell'Asia, un gruppo di ebrei d'Europa si apprestava a dar vita a un impero coloniale nel cuore del mondo arabo, a ridosso delle città sante dell'Islam.
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