Il Kuwait si avvicina alla fine della crisi politica?
Il piccolo emiro del Kuwait non rimane estraneo ai sentimenti di protesta che attraversano il bacino Mediterraneo da un anno. Certo, la sua storia politica interna, con evidenti influenze sia sull'atteggiamento di politica estera che sull'approccio economico di un paese che ha trovato nel petrolio il proprio oro, permette di condurre un'analisi che comprende le peculiarità del sistema politico interno, valutando spiragli che conducano all'affermarsi di una genuina monarchia costituzionale.
Le manovre dei paesi del Golfo contro il popolo siriano
Stando a quanto detto da una personalità vicina al Segretario Generale della Lega Araba, Nabil Arabi, emerge l’espressione, durante una riunione formale, della sua reale inquietudine a riguardo dei piani d’integrazione della Giordania e del Marocco all’interno del Consiglio di Cooperazione dei Paesi del Golfo (CCG). Egli suggerisce al proprio uditorio l’esistenza di un pericolo tangibile per la Lega Araba, poiché ne risulterebbe una nuova partizione del Mondo Arabo, con le monarchie e i principati da una parte, il resto dei paesi arabi dall’altra.
Qatar: quanto potere in una striscia di sabbia?
Grande come la Campania, il piccolo Qatar è sempre più potente. Amico degli islamici e degli Usa, il suo ruolo dalla Libia alla Siria è sempre più cruciale. Stretto fra le due potenze più grandi e più reazionarie della regione: l’Arabia Saudita a Sud e l’Iran a Nord- con cui condivide il più grande giacimento di gas naturale del mondo- può contare anche sul potere mediatico garantito da Al Jazeera, il principale canale televisivo della regione.
L'IsAG al Forum italo-turco: l'intervento di Aldo Braccio
Tre rappresentanti dell'IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) hanno partecipato all'VIII Forum di Dialogo Italo-Turco, svoltosi a Istanbul i giorni 24 e 25 novembre scorsi presso l'Hotel Hilton: il segretario scientifico Daniele Scalea, il ricercatore Pietro Longo e il redattore di "Eurasia" Aldo Braccio. Presentiamo di seguito il testo dell'intervento pronunciato da Aldo Braccio durante la sessione a porte chiuse.
Dopo la “Primavera”. Dalle rivolte arabe ai nuovi assetti globali
Presentiamo di seguito l'intervento pronunciato da Giacomo Guarini, ricercatore presso l'IsAG, alla conferenza “Dopo la Primavera: dalle rivolte arabe ai nuovi assetti globali”, svoltasi a Fontenuova (RM) il 26 novembre scorso presso la Biblioteca Provinciale. L'evento è stato organizzato dall'associazione culturale Millennium in collaborazione con l'IsAG e Fuoco Edizioni.
L'enigma del Qatar: un gigante del gas dalla spada nana
Mi va di raccontare di un enigma, un piccolo paese per superficie, ma dalla attuale enorme capacità di fare danni, che è sorto dal nulla, allo stesso modo in cui petrolio e gas sgorgano dal sottosuolo consegnandogli una malvagia rendita immeritata. Il Qatar è un emirato del Medio Oriente con una superficie di 11427 kmq per 300000 indigeni e un milione di stranieri che hanno uno status poco invidiabile, soprattutto se non sono occidentali. Piccolo produttore di petrolio, è anche il terzo produttore di gas naturale nel mondo, dopo l'Iran e la Russia. Dopo la dominazione dai Persiani per migliaia di anni sul Bahrein, poi gli ottomani o ancora gli inglesi, il Qatar è diventato uno Stato indipendente il 3 settembre 1971.
“Occupy Iran”?
Il nuovo rapporto rilasciato l’8 novembre scorso dall’Agenzia Internazionale per l’energia amica (AIEA) accusa l’Iran di lavorare a un programma nucleare con finalità militari, senza però fornire prove schiaccianti al riguardo. L’Iran ha prontamente smentito e giudicato il rapporto “sbilanciato, poco professionale e motivato politicamente”. Tuttavia sembra che questo basti per giustificare un intervento militare israeliano, non escluso neanche da Usa e Gran Bretagna. Rimangono contrarie Russia e Cina.
“Dopo la Primavera”: il 26 novembre a Fontenuova
Sabato 26 novembre 2011, alle ore 16, si terrà a Fontenuova (RM), presso la Biblioteca Provinciale di Via Machiavelli, la conferenza Dopo la “Primavera”. Dalle rivolte arabe ai nuovi assetti globali. Interverranno come relatori: Giacomo Guarini (ricercatore presso l’IsAG), che parlerà di “Medio e Vicino Oriente dopo le rivolte”, e Fabrizio Di Ernesto (giornalista dell’ASI e saggista), che tratterà de “Il caso libico”. L’organizzazione è a cura dell’Associazione Millennium, in collaborazione con l’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) e Fuoco Edizioni.
Siria, la porta strategica dell'Occidente per la supremazia militare globale
La Lega degli Stati Arabi (Lega Araba) ha sospeso la partecipazione della Siria all'organizzazione il 12 novembre, come fece con la Libia il 22 febbraio di quest'anno. Nel caso della Libia, la cui appartenenza è stata reintegrata dopo che la NATO ha bombardato per mettere al potere i suoi ascari, alla fine di agosto, all'epoca gli Stati membri di Algeria e Siria si erano opposti all'azione, ma si piegarono al consenso sotto la pressione da parte di otto paesi arabi governati da famiglie reali - Bahrain, Giordania, Kuwait, Marocco, Oman, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, che a tutti gli effetti ora sono la Lega Araba, con gli altri membri formali, sia vittime dei recenti cambi di regime o sia probabilmente oggetto di un simile destino.
La Siria nel mirino
È in corso un tentativo di stabilire tramite il caos un riassetto del Medio Oriente funzionale agli interessi dell’imperialismo e dei suoi alleati locali. Gli Usa sfruttano la loro ampia esperienza nella strategia di frantumazione delle nazioni puntando su forze endogene disgregatrici. Bisogna avere coscienza che queste forze possono esistere e manifestarsi in qualsiasi paese. Qualsiasi Stato-nazione è composto da elementi più o meno eterogenei e basta un momento di crisi e del volgare mercenariato politico per accendere la miccia. Ancora una volta gli Usa, paladini dell’Occidente, cantori dell’esportazione della democrazia o profeti dello scontro di civiltà a seconda delle convenienze propagandistiche, si alleano con i terroristi islamici contro un paese laico.

















