Dopo la “Primavera”. Dalle rivolte arabe ai nuovi assetti globali

Presentiamo di seguito l'intervento pronunciato da Giacomo Guarini, ricercatore presso l'IsAG, alla conferenza “Dopo la Primavera: dalle rivolte arabe ai nuovi assetti globali”, svoltasi a Fontenuova (RM) il 26 novembre scorso presso la Biblioteca Provinciale. L'evento è stato organizzato dall'associazione culturale Millennium in collaborazione con l'IsAG e Fuoco Edizioni.

L'enigma del Qatar: un gigante del gas dalla spada nana

Mi va di raccontare di un enigma, un piccolo paese per superficie, ma dalla attuale enorme capacità di fare danni, che è sorto dal nulla, allo stesso modo in cui petrolio e gas sgorgano dal sottosuolo consegnandogli una malvagia rendita immeritata. Il Qatar è un emirato del Medio Oriente con una superficie di 11427 kmq per 300000 indigeni e un milione di stranieri che hanno uno status poco invidiabile, soprattutto se non sono occidentali. Piccolo produttore di petrolio, è anche il terzo produttore di gas naturale nel mondo, dopo l'Iran e la Russia. Dopo la dominazione dai Persiani per migliaia di anni sul Bahrein, poi gli ottomani o ancora gli inglesi, il Qatar è diventato uno Stato indipendente il 3 settembre 1971.

“Occupy Iran”?

Il nuovo rapporto rilasciato l’8 novembre scorso dall’Agenzia Internazionale per l’energia amica (AIEA) accusa l’Iran di lavorare a un programma nucleare con finalità militari, senza però fornire prove schiaccianti al riguardo. L’Iran ha prontamente smentito e giudicato il rapporto “sbilanciato, poco professionale e motivato politicamente”. Tuttavia sembra che questo basti per giustificare un intervento militare israeliano, non escluso neanche da Usa e Gran Bretagna. Rimangono contrarie Russia e Cina.

“Dopo la Primavera”: il 26 novembre a Fontenuova

Sabato 26 novembre 2011, alle ore 16, si terrà a Fontenuova (RM), presso la Biblioteca Provinciale di Via Machiavelli, la conferenza Dopo la “Primavera”. Dalle rivolte arabe ai nuovi assetti globali. Interverranno come relatori: Giacomo Guarini (ricercatore presso l’IsAG), che parlerà di “Medio e Vicino Oriente dopo le rivolte”, e Fabrizio Di Ernesto (giornalista dell’ASI e saggista), che tratterà de “Il caso libico”. L’organizzazione è a cura dell’Associazione Millennium, in collaborazione con l’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) e Fuoco Edizioni.

Siria, la porta strategica dell'Occidente per la supremazia militare globale

La Lega degli Stati Arabi (Lega Araba) ha sospeso la partecipazione della Siria all'organizzazione il 12 novembre, come fece con la Libia il 22 febbraio di quest'anno. Nel caso della Libia, la cui appartenenza è stata reintegrata dopo che la NATO ha bombardato per mettere al potere i suoi ascari, alla fine di agosto, all'epoca gli Stati membri di Algeria e Siria si erano opposti all'azione, ma si piegarono al consenso sotto la pressione da parte di otto paesi arabi governati da famiglie reali - Bahrain, Giordania, Kuwait, Marocco, Oman, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, che a tutti gli effetti ora sono la Lega Araba, con gli altri membri formali, sia vittime dei recenti cambi di regime o sia probabilmente oggetto di un simile destino.

La Siria nel mirino

È in corso un tentativo di stabilire tramite il caos un riassetto del Medio Oriente funzionale agli interessi dell’imperialismo e dei suoi alleati locali. Gli Usa sfruttano la loro ampia esperienza nella strategia di frantumazione delle nazioni puntando su forze endogene disgregatrici. Bisogna avere coscienza che queste forze possono esistere e manifestarsi in qualsiasi paese. Qualsiasi Stato-nazione è composto da elementi più o meno eterogenei e basta un momento di crisi e del volgare mercenariato politico per accendere la miccia. Ancora una volta gli Usa, paladini dell’Occidente, cantori dell’esportazione della democrazia o profeti dello scontro di civiltà a seconda delle convenienze propagandistiche, si alleano con i terroristi islamici contro un paese laico.

Palestina, in caso di stato

A neverending story: la Palestina è uno Stato? La recente ammissione quale nuovo membro dell'UNESCO crea uno scompiglio internazionale del tutto diplomatico e filosofico, piuttosto che fattuale e di sostanza. Ecco un'analisi senza timori e pregiudizi che tocca tutti gli aspetti cruciali della questione. Indubbia la centralità del rapporto stesso tra Israele e ANP, ed è forse proprio in questo rapporto che si può cercare la soluzione.

Dove va la Turchia? Intervista ad Aldo Braccio

Europeanphoenix incontra Aldo Braccio, turcologo, studioso della Turchia contemporanea e redattore della rivista di Studi Geopolitici “Eurasia”, autore di vari saggi ed articoli pubblicati sia sulla rivista che sul suo sito. Di recente pubblicazione è il suo “Turchia ponte d’Eurasia – Tra Mediterraneo e Asia centrale il ritorno di Istanbul sulla scena internazionale”: http://turchiapontedieurasia.blogspot.com/

La stabilità del Golfo dipende dal Bahrain

Il Regno Dei Due Mari alla prova della sopravvivenza. Anch'esso colpito dall'ondata di proteste popolari, si ripercorrono le tappe fondamentali della sua storia per cercare di capire il perché di quanto sta accadendo. Senza dimenticare un contesto regionale di rilievo che grande attenzione riserba nei confronti di questo piccolo regno, dall'Arabia Saudita, agli Stati Uniti alla Repubblica Islamica d'Iran.

Il linciaggio di Gheddafi: il ritorno del sacrificio umano

Il trattamento del cadavere di Muhammar Gheddafi è stato indicativo della tragedia vissuta dal popolo libico. La sua salma è stata oggetto di un trattamento doppiamente d’eccezione, di una doppia violazione dell’ordine simbolico in cui si inserisce questa società. Invece di essere inumato il giorno stesso, come prevede il rito musulmano, il suo cadavere, al fine di essere lasciato sotto gli occhi dei visitatori, è stato esposto per quattro giorni in una camera fredda. A tale esibizione è poi seguita la sepoltura in un luogo segreto, malgrado la richiesta di avere indietro il cadavere fatta all’ONU dalla moglie. Questa doppia decisione del nuovo potere libico inserisce la popolazione in una situazione già trattata dalla tragedia greca.
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