Di ritorno dalla Libia. Intervista a Gilles Munier
Gilles Munier, noto per il suo sostegno al popolo iracheno nelle guerre del Golfo e durante l’embargo, ha appena trascorso una settimana a Tripoli, città bombardata quotidianamente dai caccia della NATO. Egli ha in progetto di ritornarvi “per raccogliere testimonianze dei leader locali sul ruolo giocato dai servizi segreti occidentali e dagli interessi petroliferi nello scoppio e nella repressione delle rivolte arabe”, ed inoltre per aggiornare il suo ultimo libro: Le spie dell’oro nero.
Bombardamenti umanitari? Gli obiettivi geostrategici della guerra alla Libia
Si è svolta sabato 25 giugno 2011 a Milano, presso il Centro Culturale San Fedele, la conferenza Bombardamenti umanitari? Gli obiettivi geostrategici della guerra alla Libia, organizzata dall'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie. Sono intervenuti, davanti ad alcune decine di persone, Aldo Braccio (redattore di "Eurasia"), Maurizio Cabona (giornalista e saggista), Roberto Giardina (redattore del "Quotidiano Nazionale"), Luca Tadolini (difensore di Nuri Ahusain) e Joe Fallisi (testimone oculare dello scoppio della guerra). Di seguito i video integrale dell'evento.
Al-Qaida e la ribellione libica
Un nuovo rapporto di due think tank francesi conclude che i jihadisti hanno giocato un ruolo predominante nella ribellione della Libia orientale contro il governo di Muammar Gheddafi, e che i "veri democratici" rappresentano solo una minoranza della ribellione. Il rapporto, inoltre, mette in discussione le giustificazioni addotte per l'intervento militare occidentale in Libia, sostenendo che essi sono in gran parte basati su esagerazioni dei media e su "una sfacciata disinformazione."
Il ruolo del Consiglio di Cooperazione del Golfo nel panorama del Vicino Oriente
Un'analisi dell'evoluzione di un'organizzazione regionale sempre più rilevante nel panorama vicinorientale, il Consiglio di Cooperazione del Golfo. Alla luce di possibili nuove adesioni e degli scenari che mutano al mutare stesso degli interessi geostrategici e delle convergenze con il partner d'oltre oceano, gli Stati Uniti.
Rivoluzioni arabe: la parola agli esperti
In questi mesi Agenzia Stampa Italia ha ovviamente dedicato ampio spazio alle rivolte scoppiate nel basso Mediterraneo offrendo spesso delle visioni molto diverse da quella ufficiali e politicamente corrette offerte dei media embedded. Questa volta per dare ai nostri lettori una visione ancora più precisa abbiamo incontrato due esperti di geopolitica: Daniele Scalea e Pietro Longo che proprio di recente hanno pubblicato, per le Edizioni Avatar, il saggio “Capire le rivolte arabe – Alle origini del fenomeno rivoluzionario”.
"Capire le rivolte arabe": una recensione
Quanto sta accadendo da allora in Nord Africa e nel Vicino Oriente non può che catturare l'attenzione di chi non solo vuole comprendere l'evolversi dell'attuale scenario quanto ciò che vi è dietro le “rivolte arabe”: il contesto geopolitico, il ruolo del “grande gioco” tra le potenze, le congiunture economiche globali, l'avanzata del nazionalismo e dell'Islamismo quali fattori essenziali per una comprensione più accurata. Questo compito viene facilitato dal libro Capire le rivolte arabe. Alle origini del fenomeno rivoluzionario, opera congiunta di Daniele Scalea e Piero Longo.
Il piano di destabilizzazione della Siria
Il tentativo di rovesciare il governo siriano, per molti aspetti è simile a quanto è stato fatto in Libia, sebbene i risultati siano assai diversi a causa delle particolarità sociali e politiche. Le operazioni condotte contro la Libia e la Siria mobilitano gli stessi attori e le stesse strategie. Ma i loro risultati sono molto diversi perché questi stati non sono comparabili. Thierry Meyssan analizza il parziale fallimento delle forze coloniali e contro-rivoluzionarie e pronostica un nuovo passaggio del pendolo nel mondo arabo.
«Macché Twitter, i ribelli sono islamisti» – D. Scalea a "Il Secolo d'Italia"
Daniele Scalea, redattore di "Eurasia" e segretario scientifico dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), è stato intervistato da Adriano Scianca per "Il Secolo d'Italia" a proposito del suo ultimo libro - Capire le rivolte arabe. Alle origini del fenomeno rivoluzionario - scritto assieme a Pietro Longo (redattore di "Eurasia", ricercatore IsAG). Riproduciamo qui l'intervista e l'articolo di corredo di Adriano Scianca, entrambi apparsi nell'edizione odierna del quotidiano.
La Siria sotto attacco
Le rivoluzioni arabe ribattezzate “dei gelsomini” o “primavere” strumentalizzano l’aspirazione sincera dei popoli ad uguaglianza, giustizia, fine del nepotismo e soprattutto al lavoro per poter vivere decentemente e per abbattere i regimi che contestano la visione americana del mondo e in particolare della sua regolamentazione del conflitto israelo-palestinese. Tutto ciò sul modello delle rivoluzioni “arancioni”.
Le guerre segrete dell'alleanza saudita-israeliana
I legami degli al-Saud con Tel Aviv sono diventati, negli ultimi anni, sempre più visibili e pervasivi. Questa alleanza segreta israelo-saudita esiste nel contesto della più ampia alleanza Khaliji-Israele. L'alleanza con Israele è stata instaurata attraverso la cooperazione strategica tra le famiglie regnanti dell'Arabia Saudita e degli sceiccati arabi del Golfo Persico. Insieme, Israele e le famiglie dominanti Khaliji, formano la prima linea di Washington e della Nato contro l'Iran e i suoi alleati regionali.

















