Il ‘Muro d'acciaio’ egiziano con Gaza, tra critiche e giustificazioni

Diversi parlamentari egiziani, sia vicini ai Fratelli musulmani che altri, indipendenti, hanno criticato il ‘Muro d'acciaio’ egiziano “a prova di bomba” che finirà per sigillare la Striscia di Gaza. Essi hanno perciò chiesto una sessione parlamentare urgente per discutere del muro, definito “un favore ad Israele”, mentre i vari direttori dei giornali egiziani hanno difeso il muro sostenendo che la “sovranità dell'Egitto” è più importante della resistenza…

Khamenei: “Gli occupanti israeliani saranno sconfitti se aggrediranno di nuovo Gaza”

La Guida della Rivoluzione islamica iraniana, l’Ayatollah Sayyed Ali Khamenei, durante un incontro con il Capo dell'ufficio politico di Hamas Khaled Meshaal, tenutosi domenica 15 dicembre, ha dichiarato che l'Entità Sionista riceverà una sonora sconfitta in caso di un nuovo attacco contro la Striscia di Gaza.

Siria e Turchia difendono i piani nucleari dell'Iran

l presidente siriano Bashar al-Assad ha difeso il programma nucleare dell'Iran, durante una visita a Damasco da parte del capo negoziatore sul nucleare dell'Iran, Saeed Jalili, e ha promesso che la cooperazione tra i due paesi continuerà. Assad ha affermato "il diritto dell’Iran e degli altri paesi firmatari della non proliferazione nucleare, ad arricchire l’uranio per scopi civili", ha detto l'agenzia di stampa ufficiale Sana. Il commento di Assad ha fatto seguito ai commenti dall’ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani, che sollecitavano il suo paese ad essere unito di fronte alle pressioni esterne su Teheran, per via del suo programma nucleare.

La pace auspicabile

Fonte: Fohla de S. Paulo 26 novembre 2009 Nello spazio di due settimane, il Brasile ha ricevuto la visita dei presidenti di Israele, dell’Autorità palestinese...

Lo scontro Arabia Saudita – Yemen (Guerra di Saada)

Lo scontro che sta coinvolgendo in queste settimane, la Repubblica dello Yemen e il regno dell’Arabia Saudita, ha origine dalle tensioni socio-economiche all’interno della repubblica di Sana’a. Tensioni che sono sfociate in scontri tra fazioni islamiste; da una parte il al-Tajammu al-Yamani li l-Islah (Raggruppamento Yemenita per le Riforme), movimento wahabita finanziato da Riyadh, la cui ascesa nello Yemen viene contrastata dall’imam Yahya al-Houthi, leaders di un movimento estremista zaidita (una corrente locale derivante dallo shiismo). Fu il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh che dal 1994 armò e finanziò al-Houthi, inviandolo nella città di Saada, affinché contrastasse il diffondersi delle scuole wahabite. Ma col tempo le posizioni tra Sana’a e il movimento zaidita di al-Houthi mutarono, tanto che nel 2004 quest’ultimo ha iniziato a pretendere l’autonomia della provincia di Saada dall’autorità centrale.

Daniel Pipes: "La Turchia non è più un alleato"

Lasciamo la parola a Daniel Pipes, direttore del Middle East Forum – il potente think tank sorto per “promuovere gli interessi americani in Medio Oriente” – nonché membro della Task Force in materia di terrorismo e tecnologia al Dipartimento della Difesa USA e “specialista in Islam e musulmani, come sanno anche i miei critici”, secondo una sua orgogliosa affermazione già pubblicizzata nell’anno 2000.

Perché l’Europa ha bisogno della Turchia?

Accanto a quella che può essere considerata la più grande delle potenze euroasiatiche, la Russia, bisogna affiancare la più piccola ma altrettanto importante Turchia,...

Turchia: Un nuovo accordo per la politica globale

Casualmente, senza il rumore dei media, un grande evento in termini di geopolitica, con pesanti conseguenze per l'equilibrio del mondo, è appena accaduto. La Turchia si stanca... Si è a lungo parlato dell’ ingresso della Turchia nell'Unione europea. Ma alcuni stati sono particolarmente riluttanti, in particolare Francia e Germania che, tuttavia, ospitano una grande comunità turca E le cose si trascinano, gli anni passano, la Turchia molla. Tuttavia, Erdogan ricorda costantemente che è interesse dell'Unione europea includere la Turchia tra i suoi membri, in modo che tenda un ponte tra il mondo musulmano di oltre 1,5 miliardi di persone, e, attraverso l’Europa, il resto del mondo.

Scoperti dei dispositivi spionistici israeliani nel sud del Libano

E’ la resistenza che ha informato l'esercito libanese della presenza di tre sistemi di spionaggio israeliani installati nella valle di al-Ank, tra le frazioni di Hula e Meis Eljabal, che si trova a circa un migliaio di metri dalla posizione dell'esercito israeliano di Al-Abbad. Ed è allora che Tzahal ha iniziato ad assediare la regione, quando dei droni israeliani sono arrivati sulla scena. Intorno alle 20:20 di sabato notte, una prima bomba è esplosa. Sabotato il dispositivo, sembra che sia stato fatto detonare a distanza, dalla Palestina occupata. Hezbollah e l'esercito libanese hanno accusato il nemico sionista di averlo distrutto, per non essere smantellato e decodificato.

L'Iran nella strategia del ragno

Il momento è decisivo. Teheran ha chiesto ancora alcuni giorni per decidere se accettare la proposta di compromesso uscita dai negoziati di Vienna sul suo programma nucleare. Ripercorrere la cronistoria degli avvenimenti dell'ultima settimana fa capire quanto delicato e pericoloso sia questo frangente.
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