A chi giova la tesi della cosiddetta "unicità" del genocidio ebraico?
Faccio riferimento a due pagine del Corriere della Sera del 31 agosto e del 1° settembre 2011, con interviste di Stefano Montefiori a Pierre Nora e Claude Lanzmann, e commento dell’intellettuale di regime Pierluigi Battista. Essi si indignano per il fatto che sui manuali francesi di storia la parola “Shoah” sia stata sostituita da termini come genocidio, sterminio ed annientamento, perché temono che dietro questa vaga terminologia ci sia una strategia non certo di “negazionismo”, ma anche soltanto di relativizzazione e di “banalizzazione” (termine usato in Francia) della cosiddetta “unicità” del genocidio ebraico.
L'anacronismo di Israele
Mentre i paesi europei si accingevano a chiudere la lunga parentesi coloniale ritirando progressivamente i propri vessilli dai paesi dell'Africa e dell'Asia, un gruppo di ebrei d'Europa si apprestava a dar vita a un impero coloniale nel cuore del mondo arabo, a ridosso delle città sante dell'Islam.
Due bandiere
Giancarlo Paciello riflette sui cosiddetti "diritti umani" e la "primavera araba"
Islam e Europa: una reazione uguale e contraria
Piuttosto che lo “scontro tra civiltà” evocato dagli islamofobi, coloro che vorrebbero una giustizia sociale ed economica possono trovare ispirazione nelle eterne verità dell’Islam, guardando all’eredità –passata e presente—islamico-cristiana propria dell’Europa per scoprire un’alleanza di civiltà che rifiuta la guerra, il furto, la degenerazione morale e il razzismo. Questa è la lezione che il Ramadan offre all’Occidente oggi.
L’attualità di Friedrich List
Uno dei più attenti e lucidi osservatori dell'inarrestabile crescita economica statunitense scaturita dalla Rivoluzione Americana fu senza ombra di dubbio lo studioso tedesco Friedrich List. List insegna a comprendere come l’unipolarismo imperniato sugli Stati Uniti abbia prodotto numerosi attriti tra gruppi di dominanti che hanno aperto una serie di faglie spesso coincidenti con i confini delle singole nazioni. L’odierna fase capitalistica consacra infatti il ruolo centrale dello Stato, unica entità in grado di attingere alle proprie risorse per ergersi a punta di lancia delle forze strategiche garanti degli interessi corrispondenti a quelli nazionali.
Marco Costa, Soviet e sobornost. Correnti spirituali nella Russia sovietica e postsovietica
Questo saggio di Marco Costa ci presenta il quadro storico dei rapporti intercorsi tra autorità religiosa e potere politico nella Russia del Novecento.
L'asse russo-germanico contro l'Occidente bancario
Diceva Oswald Spengler che il pericolo che già ai suoi tempi incombeva sulla civiltà bianca era doppio: da una parte c’era l’imminente “rivolta dei...
Programma Access Cairo
Programma "Access Cairo"
Il programma Access Cairo e' stato inaugurato nell'Agosto del 2009 da un gruppo di professionisti e volontari egiziani impegnati nell' Ong...
Stati Uniti: i pilastri di una nazione
Un luogo comune generalmente diffuso parte dall'assunto che Europa e Stati Uniti affondino entrambi le radici in un medesimo terreno storico e culturale, laddove si tratta di due entità distinte e profondamente antitetiche. Gli Stati Uniti nacquero infatti da una volontà di rottura con l'Europa, dall'intento di scrollarsi di dosso l'ingombrante e disprezzata eredità del Vecchio Continente.
Johann von Leers, Contro Spengler
Johann von Leers, Contro Spengler, Introduzione di C. Mutti
Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 2011, pp. 64, € 8,00 ISBN: 9788890473678
Quando Spengler pubblicò Jahre der...

















