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Cipro, un enigma da risolvere per la Turchia
Il ministro per gli Affari europei di Ankara, Egemem Bağış, ha sottolineato sulla stampa nazionale e in incontri pubblici la soluzione più gradita alla Turchia della questione cipriota: l’unificazione dell’isola, nella traccia di quel piano Annan del 2004 (previsione di uno Stato federale unito e indipendente) accolto dal 64,9 % dei turcociprioti e bocciato dal 75,8 % dei grecociprioti, con conseguente fallimento del progetto sostenuto dall’ONU.
La Turchia alle prese con la questione cipriota
Qualunque sarà l’esito delle elezioni legislative in Turchia del 12 giugno (la vittoria dell’AKP è data per certa) l’approccio del governo turco alla questione cipriota rimarrà immutato. Il governo Erdoğan non ha interesse a riconoscere l’indipendenza della TRNC. A quasi trentasette anni dall’invasione, l’indipendenza della parte nord dell’isola di Afrodite è una realtà di fatto. Sebbene riconosciuta solo dalla Turchia la TRNC è un membro della TURKOY ed è osservatore dell’OCI
Cipro: antiche sfide e nuovi sviluppi
È di pochi giorni fa la notizia che il primo ministro della “Repubblica Turca di Cipro del nord” (TRNC), Irsen Kicuk, si è recato ad Ankara dichiarando la volontà di conseguire un accordo commerciale con Cipro sud. Si parlerebbe, infatti, di aprire i porti ai ciprioti greci, cercando, di conseguenza, di riaprire le trattative con l’UE, per l’annessione della Turchia all'Unione Europea.
La questione cipriota: quali scenari dopo l’elezione di Eroglu?
La vittoria elettorale dello scorso aprile ottenuta da Dervis Eroglu, nelle presidenziali svoltesi nella Repubblica turca di Cipro del Nord, fa affiorare numerose incognite in merito a quello che sarà il corso dei negoziati avviati, sotto l’egida delle Nazioni Unite, nel settembre 2008 tra le parti greco e turco cipriote.












