Parola chiave: Stati Uniti
VERSO UN NUOVO COLPO DI STATO OCCIDENTALE IN ALGERIA?
Ci hanno già provato nel mese di gennaio e nel mese di agosto-settembre 2011. La crisi libica, l'attacco contro la Siria e le operazioni...
LA RIPROGETTAZIONE DELLA MAPPA DEL VICINO ORIENTE
Jeremy Salt è professore di Storia e Politica del Medio Oriente all’Università di Bilkent presso Ankara. Il suo libro La distruzione del Medio Oriente...
AN INTERVIEW WITH FABIO FALCHI
28/08/2012, GLOBAL REVOLUTIONARY ALLIANCE
GRA: Western media confidently say that the fall of the current Syrian regime is inevitable. In your opinion, how well founded...
INTERVIEW ON SYRIA
GRA: Western media confidently say that the fall of the current Syrian regime is inevitable. In your opinion, how well founded this prediction is,...
ESCALATION
Tra gli altri innumerevoli contraccolpi, la caduta dell’Unione Sovietica sortì indubbiamente l’effetto di rinsaldare l’asse Washington-Tel Aviv, dettato dall’esigenza statunitense di imporre una testa...
IL MEDITERRANEO, UN MARE “IN MEZZO ALLE TERRE”
E' un luogo comune della cultura contemporanea ritenere che il Mediterraneo, dopo una lunga e nobile storia, all'inizio dell'età moderna sia diventato un mare...
GLI USA E IL TERRORISMO INTERNAZIONALE
Amin Hoteit, 7 agosto 2012, Tayyar - Mondialisation
Arriva un momento in cui le parole più semplici traducono le situazioni più complicate, perché finiscono per non dare adito...
CCG – Iran: un altro scenario di guerra nel Vicino Oriente
Le commissioni di esperti leader nel mondo hanno già offerto pareri sui possibili effetti ed implicazioni che potrebbe comportare lo scontro Siria -Turchia. I...
I Fratelli Musulmani invocano la guerra dell'Occidente in Siria
Tony Cartalucci, Land Destroyer, 28 maggio 2012
Ci si aspetterebbe che presunti oppositori di Stati Uniti e Israele rappresentassero l’antitesi di qualsiasi politica estera congiunta USA-israeliana, soprattutto quando...
Il Canale di Suez alla luce della “primavera egiziana”
Il Presidente della Suez Canal Port Authority ha recentemente annunciato che, nonostante la grave crisi economica che ha colpito l’Egitto negli scorsi mesi e la diminuzione del numero di navi che hanno attraversato il Canale, i guadagni provenienti dai traffici nel 2011 sono aumentati di quasi mezzo milione di dollari rispetto all’anno precedente. Il Canale di Suez oltre ad essere una delle più importanti fonti di reddito del Paese è anche un indicatore delle attività commerciali mondiali. Gli interessi vitali che gravitano attorno ad esso coinvolgono, oltre all’Egitto, vari attori della comunità internazionale, a cominciare da Israele e Stati Uniti.












