Introduzione

La Repubblica di Bielorussia, situata nell’Europa Orientale e resasi indipendente dall’Unione Sovietica nel 1991, spesso dimenticata e sotto i riflettori, è salita alla ribalta sui telegiornali occidentali ed italiani a seguito delle proteste antigovernative del 2020 ed in seguito al coinvolgimento e concessione del passaggio di truppe russe dal suo territorio verso l’Ucraina, nel febbraio del 2022.

Da allora la nazione slava dall’Occidente è sottoposta alle stesse sanzioni a cui è sottoposta Mosca, e ciò a portato Minsk da un lato a ridurre i rapporti bilaterali con l’Unione Europea ed Occidente in generale ed a rafforzare ulteriormente i già ben saldi rapporti bilaterali con la Federazione Russa.

Ma oltre a questi due poli geopolitici, Minsk sta puntando ed investendo altrove, con l’obiettivo di diversificare le sue esportazioni estere e uscire dal parziale isolamento.

 

Gli investimenti esteri in Russia e non solo…

Se con l’Unione Europea il commercio bilaterale, fortemente limitato a causa delle tensioni politiche, si attesta ad un misero 5%, la Bielorussia, dal canto suo, ha dirottato e investito le sue ingenti risorse altrove. Giova ricordare che il paese slavo mantiene tuttora un impianto economico fortemente statale, dove solo il 40% della ricchezza del paese è generato da aziende private, mentre il resto da aziende e imprese statali.

La Bielorussia, dopo il 2022, ha deciso di investire pesantemente sull’estremo oriente russo e Asia in generale. A mo’ di conferma di questo cambio di rotta in campo economico lo dimostrano alcune novità riportate dal quotidiano BelTa, specialmente quest’anno Minsk ha siglato numerosi accordi di notevole importanza nel campo dell’economia, geopolitica e delle relazioni internazionali.

Il presidente bielorusso Aljksandr Lukashenka, nel febbraio del 2025, ha incontrato il governatore del territorio russo di Khabarovsk, Dmitry Demeshin.

Le due parti (Bielorussia e Khabarovsk) in seguito ai colloqui, in quell’occasione firmarono un accordo di cooperazione, dove era previsto che Minsk forniva alla regione russa non solo prodotti alimentari ma anche i famosi camion BelAZ, macchine per la costruzione di strade AMKODOR e MAZ ed altri veicoli speciali bielorussi, attrezzature antincendio e veicoli per la manutenzione di tutti gli aeroporti del territorio di Khabarovsk. Tali velicoli, apprezzatissimi per la loro qualità, sono stati anche particolarmente richiesti durante la costruzione della linea principale Baikal-Amur (BAM-2) in Siberia. Non è la prima volta che la Bielorussia fa questo genere di accordi di cooperazione. In precedenza, tempo fa, la Bielorussia fece più o meno gli stessi investimenti con le regioni russe di Sakhalin e Vladivostok.

La nazione slava, a maggio del 2025, stava pesantemente investendo in tutta l’Africa e Asia (parallelamente agli investimenti in ambito economico e commerciale nell’estremo oriente russo) e, come riportato sempre dal quotidiano BelTa, riuscendo a firmare cospicui e importanti accordi commerciali, tra cui:

1) La regione bielorussa di Brest forniva ingenti quantità di prodotti agricoli e caseari allo stato africano dello Zimbabwe.

2) il governo bielorusso firmò una partnership strategica con il Vietnam, che prevedeva addirittura la possibile apertura dei primi voli diretti tra Minsk e Hanoi, oltre all’apertura in Vietnam di una fabbrica di assemblaggio di trattori MAZ bielorussi.

3) il governo indonesiano affermò di voler ampliare gli scambi commerciali con la Bielorussia.

A giugno dello stesso anno, in occasione del “Forum Economico Eurasiatico” svoltosi nella capitale bielorussa Minsk, Aljaksandr Lukashenka colse l’occasione dello svolgimento del suddetto forum per inserire Minsk nei circuiti commerciali latinoamericani. Al Forum fu invitato anche il presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez, il quale nel suo discorso ha proposto la creazione di un grande centro logistico e di investimenti per i paesi dell’UEE (Unione Economica Eurasiatica) con i paesi latinoamericani.

Come riportato da TeleSur, il centro logistico sarà creato a ovest della capitale cubana, dove è già presente una ZES (Zona Economica Speciale) adiacente, al fine di sfruttare la strategica posizione centrale di Cuba nell’area caraibica e latinoamericana.

Inoltre L’Avana e Minsk, in seguito alle dichiarazioni e proposte del presidente cubano, concordarono di intensificare gli scambi commerciali in vari settori, in particolare nel settore farmaceutico e agricolo.

Sempre durante il forum, il Nicaragua ha riconosciuto la crescente importanza geopolitica ed economica della Bielorussia e dei paesi eurasiatici, e ha formalmente chiesto lo status di osservatore nell’Unione Economica Eurasiatica con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione bilaterale, come affermato dal rappresentante nicaraguense Laureano Facundo Ortega Murillo.

Anche il Brasile e la Bielorussia hanno concordato di rafforzare la cooperazione economica bilaterale in vari settori, specialmente in quello degli aerei. L’azienda brasiliana Embraer, terzo produttore mondiale di aerei, è attualmente e sarà anche in futuro parte attiva del processo di rinnovamento della flotta aerea della Belavia, la compagnia aerea nazionale bielorussa.

 

Il disgelo dei rapporti con gli Stati Uniti d’America

A proposito di aerei, la Bielorussia e gli Stati Uniti d’America, il 13 settembre, raggiunsero un accordo che, come riportato dal quotidiano L’indipendente, prevedeva il rilascio di 52 prigionieri ed oppositori politici da parte bielorussa ed in cambio gli USA revocavano le sanzioni alla compagnia aerea nazionale bielorussa, ovvero la Belavia, affinchè quest’ultima potesse anche acquistare aerei o pezzi di ricambio di fattura statunitense.

Inoltre il diplomatico e inviato speciale statunitense John Coale si recò nel paese slavo e incontrò il presidente bielorusso Aljaksandr Lukashenka ed hanno discusso circa la possibilità della riapertura e miglioramento dei rapporti bilaterali, il che se fosse concretizzato sarebbe una novità geopolitica. In seguito Lukashenka ha anche ricevuto da Coale una lettera scritta proprio da Donald Trump, dove quest’ultimo esprime il suo desiderio di appacificarsi diplomaticamente e porge le sue congratulazioni per la recente vittoria della tennista bielorussa Aryna Sabalenka agli US Open di New York.

Tali toni distensivi tra Minsk e Washington potrebbero essere interpretati come un buon segnale, vista e considerata la tesissima situazione in Europa orientale tra Polonia, Ucraina, Bielorussia e Russia a causa del conflitto in Ucraina. Inoltre si segnala che oltre a a questo disgelo, nello stesso periodo i paesi Baltici e la Polonia hanno chiuso le frontiere con la Bielorussia a causa dello svolgimento delle esercitazioni militari russo-bielorusse chiamate “Zapad 2025”.

Per tranquillizzare gli animi già surriscaldati a causa del conflitto russo-ucraino, il Segretario di stato del consiglio di sicurezza della Bielorussia, Aljaksandr Valfovich, pensò bene di affermare che le esercitazioni erano a scopo puramente difensivo e non sono una minaccia per l’Occidente.

Inoltre Minsk ha annunciò che, nonostante la Polonia e altri paesi avessero chiuso le proprie frontiere e che Varsavia abbia inviato 40 mila soldati ai confini, quelle bielorusse rimanevano aperte.

 

La Bielorussia sigla uno storico accordo bilaterale con l’Oman

Il sultano dell’Oman, Haytham bin Tariq bin Taymur Al Busaidi, l’8 ottobre, con al seguito una delegazione di funzionari e ministri per la prima volta nella storia ha effettuato una visita ufficiale di due giorni nella Repubblica di Bielorussia, dove è stato accolto dal presidente Aljaksandr Lukashenko con tutti gli onori e formalità del caso.

Un evento completamente ignorato dai mezzi di informazione occidentali.

In seguito alla visita e ai colloqui, come riportato dal quotidiano Times Of Oman, sono stati firmati due accordi commerciali, quattro memorandum d’intesa e un memorandum di cooperazione.

Suddetti accordi e memorandum prevedono scambi e collaborazione in molti settori, ovvero economico, commerciale, industriale, sanitario, scientifico, giudiziario, agricolo, sicurezza alimentare, settore del legname ed una reciproca esenzione dei visti e passaporti omaniti e bielorussi. E perfino una cooperazione nel campo del turismo, un rafforzamento dei voli commerciali e civili tra Minsk e Salalah ed è prevista la futura apertura reciproca delle reciproche ambasciate.

La novità di questo accordo sta nel fatto che l’Oman, uno degli stati arabi più stabili del Medio Oriente e che storicamente ricopre un ruolo di mediatore diplomatico in molti teatri geopolitici, al fine di uscire dal parziale isolamento e raggiungere mercati ha trovato un terreno fertile e una visione comune con la Bielorussia.

E infatti per la prima volta nella storia le due nazioni hanno siglato suddetto accordo che contribuirà e aiuterà Minsk e Mascate reciprocamente a raggiungere nuovi mercati finora mai raggiunti.

 

La centralità eurasiatica di Minsk nei rapporti internazionali

Il governo di Lukashenka, al fine di accrescere il prestigio del Paese a livello internazionale, sfrutta anche la strategica posizione centrale geografica della Bielorussia, come arena e luogo di incontri ed eventi a livello mondiale.

Lo dimostra la “Terza Conferenza Internazionale di Minsk sulla Sicurezza Eurasiatica”, che si terrà il 28 e 29 ottobre 2025 nella capitale del paese slavo, dove si discuterà di questioni urgenti inerenti alla stabilità regionale e globale.

A suddetta conferenza, come riportato da BelTa, parteciperanno oltre 40 nazioni del mondo, ben 7 organizzazioni internazionali e numerosi esperti ed accademici da tutto il mondo.

Tra i vari paesi spicca la singolare partecipazione di Péter Szijjártó, il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio dell’Ungheria, unico paese europeo a parteciparvi e l’unico paese noto per avere un’alleanza con l’Occidente (faccio riferimento alla Nato).

 

Conclusioni

In seguito alle sanzioni ed isolamento da parte dell’Occidente, nonostante il significativo e parziale segnale di disgelo con gli Stati Uniti, la repubblica slava ha saputo resistere ai colpi e per evitare un contraccolpo alla sua economia, ha dirottato rapidamente i suoi investimenti e risorse altrove, verso mercati e paesi desiderosi di accedere a nuovi circuiti commerciali, come dimostrato dal caso dell’Oman o dal gigante mercato asiatico e latinoamericano.

Il tutto senza alterare la storica alleanza politico-militare con Mosca, ma ponendosi come un polo geopolitico che cerca di ritagliarsi una sua autonomia e spazio a livello internazionale, oltre ad essere uno degli stati aderenti al Movimento dei Paesi Non Allineati.


Questo articolo è coperto da ©Copyright, per cui ne è vietata la riproduzione parziale o integrale. Per maggiori informazioni sull'informativa in relazione al diritto d'autore del sito visita Questa pagina.