"L'Italia sta diventando terra di conquista". Intervista all'on. Polledri
Durante la recente discussione generale sul ddl stabilità – che ha portato alla caduta del Governo – un parlamentare ha concluso così il proprio discorso: «Preferiamo morire in piedi che vivere strisciando, come forse farà – ahinoi – una parte di questo Parlamento. Devo però registrare che quando uno straniero si è presentato in questo paese due “schioppettate” le ha sempre prese […]. Oggi si presentano da noi e in qualche modo metteranno un'ipoteca sulla democrazia». Si tratta dell'onorevole Massimo Polledri. Daniele Scalea lo ha intervistato per noi.
Lo stato di eccezione
Qualora il postulato di Carl Schmitt risulti valido e applicabile a qualsiasi situazione politica si evincerebbe il fatto che in Italia regna un sovrano assoluto, impersonato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha fatto leva sulle pesanti pressioni internazionali esercitate dai grandi organi informativi (The Economist, Wall Street Journal, ecc.) di riferimento dei poteri forti angloamericani (Gruppo Rothschild, Rockefeller, ecc.) per proclamare l’assodata “impotenza della normatività” comune e la conseguente apertura di uno stato di eccezione squisitamente politico.
Il "fallimento controllato" dell'Italia
I richiami alla “responsabilità” ed alla difesa del “interesse del paese”, che si susseguono in questi giorni, non bastano a coprire la triste realtà: che l'Italia sta per perdere quel poco controllo che le rimaneva su settori strategici per la forza e prosperità nazionale; che l'economia italiana sarà soffocata dall'esiziale combinazione di tassazione “scandinava” e servizi “all'americana”. Soprattutto, che un'alternativa c'era ma non è stata nemmeno presa in considerazione. È davvero per l'interesse dell'Italia, come si proclama a gran voce, che i nostri dirigenti stanno agendo in questi giorni?
Uzbekistan e Italia: i rapporti economici e culturali. Video e resoconto dell'evento
Nel pomeriggio di sabato 5 novembre scorso si è tenuto a Modena, presso la Sala Conferenze della Circoscrizione Centro Storico ed alla presenza di alcuni rappresentanti della Provincia, l'incontro "Uzbekistan e Italia: i rapporti economici e culturali", parte del Ciclo 2011-2012 dei Seminari di Eurasia. Sono intervenuti tra gli altri l'ambasciatore dell'Uzbekistan J. Ganiev e il presidente dell'IsAG e direttore di "Eurasia" T. Graziani. Proponiamo di seguito la registrazione video dell'evento ed il resoconto.
L'IsAG e l'Università Kore di Enna lanciano un ciclo di seminari sul Mediterraneo
L'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), di cui Eurasia è rivista ufficiale, e la Cattedra di Diritto internazionale della Facoltà di Scienze Economiche e Giuridiche dell'Università "Kore" di Enna, detenuta dal professor Paolo Bargiacchi, propongono il ciclo di seminari Difesa, sicurezza e diritto internazionale nel Mediterraneo. Il ciclo si comporrà di dodici seminari, di cui i primi cinque si terranno questo mese (novembre 2011) e gli altri sette nel secondo semestre accademico.
T. Graziani al IX Forum di Rodi "Dialogo di civiltà"
Dal 2003 si svolge annualmente sull'isola di Rodi (Grecia) il World Public Forum "Dialogue of Civilizations", presieduto da Vladimir Jakunin ed organizzato in collaborazione con vari enti nazionali ed internazionali tra cui UNESCO, Lega Araba, ASEF e IPO. Anche quest'anno, in occasione della nona edizione svoltasi dal 6 al 10 ottobre, è stato invitato Tiberio Graziani, presidente dell'IsAG e direttore di "Eurasia".
La Commissione salva il corridoio Berlino-Palermo
Sostanzialmente dovrebbe essere un buona notizia che un mezzo 'civile' per antonomasia, quale il treno e le reti ferroviarie sono, rientri nei piani di sviluppi infrastrutturali dell'UE; pur non eliminando il sospetto che questa vittoria sia un 'prezzo pagato' agli interessi di un nuovo raggruppamento politico-imprenditoriale che incomberebbe, più che altro, sul futuro elettorale d'Italia, piuttosto che su quello strategico-industriale.
L'ultimo messaggio di Gheddafi all'Italia
Ieri, 24 ottobre, il settimanale patinato francese "Paris Match" ha rivelato e pubblicato quello che si presume essere l'ultimo messaggio del colonnello Mu'ammar Gheddafi, Guida della Giamahiriya Libica, a Silvio Berlusconi e - per suo tramite - all'intero popolo italiano. Riportiamo di seguito la traduzione integrale della lettera del colonnello Gheddafi al presidente Berlusconi e all'Italia. Questa lettera, a quanto è dato sapere, non solo è stata mantenuta segreta dal Governo italiano, ma non ha avuto seguito in nessuna iniziativa italiana di mediazione o negoziazione per fermare la guerra.
I cristiani d'Oriente contro l'ingerenza occidentale
La guerra contro la Siria, pianificata da Stati Uniti, Francia e Regno Unito per metà novembre 2011, è stata bloccata in extremis dai veti di Russia e Cina, al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Secondo Nicolas Sarkozy, che ha informato della questione il Patriarca maronita durante un burrascoso incontro all'Eliseo il 5 settembre 2011, il piano prevede l'esclusione dei cristiani mediorientali da parte delle potenze occidentali. In questo contesto, in Europa ha preso il via una campagna mediatica che accusa i cristiani d'Oriente di collusione con le dittature. Madre Agnès-Mariam della Croce, madre superiora del monastero di San Giacomo il mutilato, a Qara (Siria), risponde a questa propaganda bellica.
Accordo in Belgio: verso la fine della crisi politica
Il Belgio sembra finalmente vedere la fine del tunnel, quello di un interminabile governo provvisorio, durato 18 mesi, il più lungo della storia, anche più di quello dell’Iraq. Dalla metà di settembre, infatti, i rappresentanti di otto partiti sembrano aver raggiunto un accordo per la riforma dello Stato, che entro due o tre settimane dovrebbe portare alla formazione di un governo effettivo. L’urgenza Dexia, il gruppo bancario franco-belga che per primo in Europa rischia il fallimento, avrebbe contribuito alla risoluzione dell’impasse politica.

















