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Parola chiave: Cina

"La lotta per l'Africa", resoconto, foto e video

Alla presenza di un folto pubblico che ha riempito la sala dell’Hotel Farnese quasi in ogni ordine di posti, si è svolto venerdì 20 aprile il Seminario di “Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici” dal titolo: “La lotta per l’Africa. Il neocolonialismo occidentale in Africa, l’ingerenza di Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia. La nuova politica africana della Repubblica Popolare Cinese“. L’incontro è stato introdotto e moderato dal prof. Claudio Mutti, direttore di “Eurasia”, che ha premesso come gli USA vogliano usufruire entro il 2015 del 25% del petrolio presente in Africa e a questo proposito tentino di disturbare la proficua politica di cooperazione della Cina con numerosi paesi africani.

Il ruolo della Cina nello sviluppo economico dell’Africa

La rapida crescita economica registrata negli ultimi anni ha portato la Cina ad aumentare significativamente le importazioni di risorse energetiche non rinnovabili il cui approvvigionamento risulta cruciale per lo sviluppo industriale del paese. Al fine di sostenere le crescenti necessità di approvvigionamento energetico del tessuto industriale locale, la Cina ha elaborato molteplici strategie volte a creare ed intensificare nel tempo i propri rapporti commerciali con paesi esportatori di risorse energetiche. Un esempio di efficace “diplomazia dell’energia” è rappresentato dalla fitta rete di relazioni politiche e finanziarie tra Cina ed Africa che oggi permette al governo cinese di assicurarsi un continuo approvvigionamento di petrolio dal continente africano grazie alla realizzazione di progetti infrastrutturali e alla predisposizione di canali di finanziamento volti a sostenere e sviluppare le realtà imprenditoriali africane. Tale fenomeno porta a chiedersi se gli stretti legami economici tra Cina e Africa costituiscano un’opportunità per gli stati africani o, se ancora una volta, la corruzione politica immobilizzerà il paese lasciando spazio allo sfruttamento delle risorse locali

La débacle in Siria

Con 83 Stati e organizzazioni intergovernative rappresentati, la seconda conferenza degli "amici" della Siria è stato un successo mediatico. Ma questa messa in scena...

Seminario: "La lotta per l’Africa"

Venerdì 20 Aprile, a Parma, con inizio alle ore 20.30, presso il Best Western Hotel Farnese, in Via Reggio 51/A, presso la sala...

AFRICOM, imperialismo, petrolio, geopolitica e "Kony2012"

Mentre pochi criticherebbero l'incarcerazione del criminale di guerra ugandese Joseph Kony, i motivi della campagna video virale lanciata da una ONG dal nome angelico, sono meno chiari. Invisible Children ha offuscato il confine tra carità e politica, sostenendo un'azione militare diretta. Ciò che è chiaro, secondo Engdahl, è che "Kony2012" è propaganda manipolatrice utilizzata per far avanzare la presenza militare di AFRICOM nella regione mineraria più ricca del mondo, prima che la Cina e altri paesi stabiliscano la loro presenza.

La Russia e il mondo che cambia – seconda parte

Nella seconda parte del suo articolo sulla politica estera, Putin ha fornito un aggiornamento sulle relazioni della Russia con l'Asia e il nuovo partenariato con la Cina, affronta il problema dello scudo missilistico degli USA, della crisi in Europa e il progetto di Unione Economica Eurasiatica, l'adesione della Russia all'OMC e il soft-power russo nel mondo. La politica estera intesa da Vladimir Putin, dimostrata dalla posizione di Mosca al Consiglio di sicurezza, tiene conto degli interessi della Russia, ma apre anche una via ai paesi che cercano di liberarsi dal dominio imperiale.

La contesa strategica dei gasdotti

Il 1° marzo il governo di Islamabad ha annunciato che entro il 2014 verrà ultimata la costruzione gasdotto Iran – Pakistan, per un costo che si aggira attorno agli 1,5 miliardi di dollari. Inizialmente tale gasdotto era stato progettato per raggiungere i terminali indiani di Fazilka, ma nel 2009 Nuova Delhi ha ceduto alle fortissime pressioni esercitate da Washington, che ha offerto le proprie tecnologie nucleari d’avanguardia per uso civile in cambio della rinuncia indiana alla finalizzazione del gasdotto.

I BRICS vogliono abbandonare il dollaro

Polina Chernitsa, "Voix de la Russie", 14.03.2012 I tentativi da parte dei BRICS di ridurre l'uso del dollaro sono ben fondati e non...

Guerra di movimento e "geopolitica del caos"

Non sono passati neanche due anni dacché, l'11 maggio 2010, si verificò l'incidente della Freedom Flotilla, ovvero l'attacco, in acque internazionali, da parte della...

La fiamma del BRICS continua a brillare

Melkulangara Bhadrakumar, Strategic Culture Foundation, 29/02/2012 Mentre il gruppo BRICS sembra in effervescenza, i paesi membri si sono prodigati per poter agire in modo coordinato....
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