I rapporti con la Chiesa cattolica e con i cristiani nella prospettiva della nuova...
Nello scorso febbraio il Patriarca ecumenico e arcivescovo ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo I, è stato ricevuto dalla commissione parlamentare che lavora alla redazione della nuova Costituzione turca. Nel corso dell’audizione si era discusso della possibilità di un riconoscimento della personalità giuridica delle comunità religiose, condizione imprescindibile – fra l’altro – per l’acquisizione diretta di proprietà senza l’intervento di problematici intermediari.
Il Mondo Arabo alla ricerca di una "soggettività"
La grande irritazione dimostrata dai paesi che attualmente sono alla guida dell'"integrazione" del mondo arabo - Arabia Saudita e Qatar - durante e...
Giordania. Dove porterà il nuovo processo politico?
A più di un anno dall'inizio delle proteste, la Giordania, circondata da una situazione molto delicata, cerca di lanciare un processo di democratizzazione che conduca ad un cambiamento. In attesa delle elezioni, il popolo invia chiari segnali al Re Abdallah II, che promette di riportare serenità alla nazione.
Se l’Iraq si sveglia dal letargo… Il grande ritorno alla casa araba
Molto è stato scritto sul periodo successivo all’occupazione americana dell’Iraq, e anche prima del ritiro delle forze di occupazione … Purtroppo molti sono gli...
L’Egitto tra l’incudine della crisi istituzionale e il martello dell’indebitamento
Mentre l’Egitto si prepara alle elezioni presidenziali del prossimo mese e i candidati sono impegnati a presentare le loro liste, la discussione sul futuro economico del paese sembra aver ricevuto una battuta d’arresto. Il paese è in bilico sull’orlo di una crisi economica: l’aumento del deficit di bilancio e il rapido calo delle riserve di valuta estera stanno minacciando una situazione già molto fragile.
La débacle in Siria
Con 83 Stati e organizzazioni intergovernative rappresentati, la seconda conferenza degli "amici" della Siria è stato un successo mediatico. Ma questa messa in scena...
Algeria: “La Lega araba non è più né Lega né Araba”
Il ministro algerino di Stato e segretario generale del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), Abedelaziz Belkhadem, ha criticato la posizione della Lega Araba sugli eventi in Siria, stimando che tale posizione debba essere radicalmente rivista.
Belkhadem, che ricopre anche la carica di rappresentante personale del presidente algerino Abed Al-Aziz Bouteflika, ha detto a Radio Nazionale 3 – che trasmette in lingua francese – attraverso un’intervista diffusa pure dalla France Presse – che “la Lega Araba non è una lega e meno ancora araba.
Algeria: la CIA finanza quattro associazioni per i diritti umani
La segretaria generale del Partito dei lavoratori algerini, Louisa Hanoune, ha accusato la CIA di finanziare quattro associazioni per i diritti umani. Secondo il sito online del quotidiano londinese in lingua araba “Al Quds al Arabi”, Hanoune ha affermato di avere documenti che provano le sue accuse contro queste quattro organizzazioni, tra cui “Associazione Nazionale per la Difesa dei Diritti Umani” e “SOS Scomparsi”.
Libia: decine di morti in scontri tribali a Sebha
Decine di persone sono rimaste uccise in scontri tra elementi dell’etnia Tebu e di altre tribù a Sebha, nel deserto del sud della Libia, mentre le nuove autorità tardano a reagire per contenere una situazione che sta diventando incontrollabile nel sud del Paese. “Oggi (martedì 27 marzo) il bilancio è stato di quindici morti e sessantatre feriti”, ha detto ‘Abd er-Rahmân ‘Arîsh, il quale ha aggiunto che sedici persone erano state uccise e sessanta ferite il giorno precedente. Fino a lunedì il totale dei morti in questi scontri nel sud era stato di dieci.
Il peso delle politiche neoliberali nelle recenti sommosse egiziane
Le sommosse popolari in Egitto nel 2011 non erano dirette solo contro il regime autoritario di Mubarak ma anche, e soprattutto, contro un ordine economico profondamente ingiusto. Le riforme neoliberali imposte al paese dalle istituzioni finanziarie e dalle maggiori potenze occidentali, le stesse che in questi giorni stanno tentando di creare una transizione gestita del Paese in cui i volti delle più alte cariche del regime possono cambiare ma tutto il resto dovrà rimanere invariato, hanno difatti marginalizzato la maggior parte della popolazione egiziana, aggravando le condizioni non solo dei più poveri ma anche delle classi medie che non riescono a trovare un impiego adeguato ai propri studi.

















