La Sfida di Abū Māzen: la Palestina nell'ONU

Sono passati 37 anni dal momento in cui, per la prima volta, venne rivendicato il diritto di autodeterminazione del popolo palestinese nel più grande consesso internazionale. Da allora ad oggi, l’annosa questione ha attraversato numerose trattative senza mai giungere alla costituzione dello stato palestinese né all’approvazione del tanto agognato diritto al ritorno. Il travagliato processo di pace dimostra oggi il suo insuccesso: per la terza volta, il leader palestinese si presenta all’ONU per chiedere il riconoscimento ufficiale dello stato palestinese.

I beni comuni nel codice civile, nella tradizione romanistica e nella Costituzione della Repubblica...

Le disposizioni del codice civile vigente, che parlano di beni demaniali (inusucapibili ed inalienabili), di beni del patrimonio indisponibile (inusucapibili, ma alienabili) e dei beni del patrimonio disponibile, ispirandosi al regime dei beni, anziché alla loro funzione (cadendo anche in palesi errori, come dimostra il fatto che le foreste, incluse nel “patrimonio indisponibile”, vengono poi considerate come rientranti nella nozione del “demanio forestale dello Stato”), hanno da tempo offuscato la summa divisio tra res in commercio e res extra commercium, o, se si preferisce seguire la terminologia di Gaio, tra res in patrimonio e res extra patrimonium, e soprattutto la stretta connessione esistente tra le res extra commercium e le res communes o publicae.

Kosovo: ancora fumo dalla polveriera d’Europa

27 luglio, due giornate di tensioni sui valici di confine Bernjak e Jarinje nella zona nord del Kosovo, municipalità di Mitrovica, si concludono con l’esplosione di un ordigno e scontri che provocano la morte di un poliziotto kosovaro e il ferimento di altri tre. La tensione è salita in seguito alla decisione di Pristina di inviare ufficiali di reparti speciali della polizia kosovara a prendere controllo dei valici nord 1 e 31 che collegano il Kosovo con la Serbia. La decisione ha scatenato la risposta della minoranza serba maggioritaria nell’area, che non riconosce l’autorità di Pristina e continua a fare riferimento alle istituzioni serbe che svolgono de facto la maggior parte delle funzioni amministrative sul territorio.

Lo sviluppo cileno sotto l'ombra dei Chicago Boys

Pinochet affidò le sorti economiche del Paese ai Chicago Boys – giovani economisti cileni istruiti presso l’Università di Chicago e fortemente influenzati dalla dottrina capitalistica e del libero mercato – che ben presto svilupparono una legislazione liberista e favorevole ad una forte privatizzazione di tutti i settori dell’economia cilena e senza risparmiare il sistema pensionistico e scolastico. Prendiamo in esame quattro tematiche critiche nell’attuale Cile: il sistema scolastico, la condizione dei minatori e del mercato del rame, il sistema pensionistico e la “Ley Antiterrorista”.

Islanda, stato di eccezione?

“Sovrano è chi decide lo stato di eccezione”, scrive Carl Schmitt. Applicando tale enunciato all’isolato caso islandese emerge che il governo di Reykjavik è titolare di reale sovranità, specialmente in relazione alla ricetta adottata per superare il totale dissesto finanziario che aveva provocato il fallimento nazionale del 2008. La lezione argentina è stata evidentemente imparata dall’Islanda, che ha scelto di ignorare i precetti del Fondo Monetario Internazionale svalutando la moneta, trasferendo i risparmi della popolazione sui conti correnti delle tre banche nazionali e congelando i fondi dei creditori stranieri depositati negli istituti di credito in fase di liquidazione.

Gli USA all'attacco della Francia?

Nell’ottobre 2005 la Francia ha subito violenti disordini urbani. Presentate come rivolte sociali, erano in realtà per lo più giovani di origine non europea, provenienti principalmente dalla periferia delle grandi città. Nel 2009, un giornalista e romanziere tedesco, Udo Ulfkotte, ha pubblicato un libro piuttosto sorprendente. Nel suo libro, il giornalista ha assimilato quest’agitazione rivoluzionaria ad una variante di rivoluzione colorata. Senza sapere se questa teoria era giusta o giustificata, è da confrontare con una delle conseguenze più inaspettate di questi disordini, l’interesse crescente e affermato degli Stati Uniti a questi giovani provenienti da famiglie di immigrati, francesi e pertanto in rivolta contro lo Stato francese.

"Panorama Difesa" recensisce "Capire le rivolte arabe"

"Panorama Difesa", prestigiosa rivista del settore pubblicata dalla fiorentina Ediservice, ha recensito la pubblicazione dell'IsAG Capire le rivolte arabe. Alle origini del fenomeno rivoluzionario, opera dei nostri redattori Pietro Longo e Daniele Scalea. La recensione, a cura di Angelo Pinti, è comparsa nel numero 301 (ottobre 2011) della rivista, a p. 80. La riproduciamo integralmente di seguito.

Eredità sovietica e prospettive in chiaroscuro

Le tendenze degli ultimi anni hanno dimostrato che la Russia post-sovietica vive continuamente, anche quando non lo vorrebbe, sul terreno del passato e della memoria storica. Le tracce, materiali, storiche e persino spirituali, dell’era sovietica restano incancellabili, e tornano regolarmente a porre interrogativi epocali nella società russa contemporanea. Soltanto una pacificazione reale con la propria storia ed una obiettiva interpretazione del passato, potranno perciò costituire il punto di partenza per un rinnovamento sociale, politico ed istituzionale che sia in grado di rilanciare con forza e con saggezza il prestigio di Mosca nel pianeta.

Guerra di Libia, guerra d'Africa

Il conflitto in Libia ripropone sulla scena internazionale l’importanza di un quadrante geopolitico, quale quello nordafricano, di per sé non scindibile dalle dinamiche che attengono ai delicati equilibri internazionali. Eppure, esso non è solo parte delle fibrillazioni in atto sulle sponde del Mediterraneo e nella vasta area arabo-mussulmana fino al Golfo Persico. La guerra di Libia è un’altra guerra d’Africa. Geograficamente, ma ancor di più strategicamente.

La Costituzione italiana e le sfide internazionali: intervista a Paolo Maddalena

In occasione dell'uscita del numero XXIII (2-2011) di “Eurasia”, dedicato a Geopolitica e costituzioni, il nostro redattore Antonio Grego ha incontrato il prof. Paolo Maddalena, giurista e magistrato, vice-presidente emerito della Corte Costituzionale. Con lui si è discusso della condizione della Costituzione italiana alla luce delle incalzanti sfide geopolitiche e della Costituzione europea. L'intervista è stata raccolta a margine del seminario scientifico internazionale “Aspetti giuridici del BRICS”, svoltosi a San Pietroburgo (Russia) l'8-9 settembre scorsi.
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