Intervista a Fabio Falchi, redattore di “Eurasia”

A cura di N. Speranskaja e A. Bovdunov (Movimento Evrazija, Mosca) D.- Qual è la tua visione del mondo di oggi e dell’attuale sistema...

Centralità della Romania

Riportiamo qui di seguito il testo della relazione del direttore di "Eurasia", Claudio Mutti, esposta in occasione della conferenza: "CONDUCĂTOR, l’edificazione del socialismo romeno".     Attraverso...

Il ruolo della Cina nello sviluppo economico dell’Africa

La rapida crescita economica registrata negli ultimi anni ha portato la Cina ad aumentare significativamente le importazioni di risorse energetiche non rinnovabili il cui approvvigionamento risulta cruciale per lo sviluppo industriale del paese. Al fine di sostenere le crescenti necessità di approvvigionamento energetico del tessuto industriale locale, la Cina ha elaborato molteplici strategie volte a creare ed intensificare nel tempo i propri rapporti commerciali con paesi esportatori di risorse energetiche. Un esempio di efficace “diplomazia dell’energia” è rappresentato dalla fitta rete di relazioni politiche e finanziarie tra Cina ed Africa che oggi permette al governo cinese di assicurarsi un continuo approvvigionamento di petrolio dal continente africano grazie alla realizzazione di progetti infrastrutturali e alla predisposizione di canali di finanziamento volti a sostenere e sviluppare le realtà imprenditoriali africane. Tale fenomeno porta a chiedersi se gli stretti legami economici tra Cina e Africa costituiscano un’opportunità per gli stati africani o, se ancora una volta, la corruzione politica immobilizzerà il paese lasciando spazio allo sfruttamento delle risorse locali

L’Egitto tra l’incudine della crisi istituzionale e il martello dell’indebitamento

Mentre l’Egitto si prepara alle elezioni presidenziali del prossimo mese e i candidati sono impegnati a presentare le loro liste, la discussione sul futuro economico del paese sembra aver ricevuto una battuta d’arresto. Il paese è in bilico sull’orlo di una crisi economica: l’aumento del deficit di bilancio e il rapido calo delle riserve di valuta estera stanno minacciando una situazione già molto fragile.

Teoria di un mondo multipolare

Natella Speranskaja ha intervistato il direttore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, Claudio Mutti, sul tema "Teoria di un mondo multipolare", al quale è dedicata la conferenza internazionale che il Movimento Eurasiatico ha organizzato all’Università di Stato di Mosca per i giorni 25-26 Aprile 2012. Riportiamo qui di seguito domande e risposte.

Il sogno proibito boliviano

La Bolivia è attualmente un Paese senza sbocco sul mare, uno Stato “mediterraneo” racchiuso nelle Americhe. Dalla fine del XIX secolo soffre per questa situazione di “annegamento”, circondata dai territori di Argentina, Brasile, Cile, Paraguay e Perù. Specificatamente, è stata la Guerra del Salnitro – che ha avuto luogo tra il 1879 e il 1883 – a causare la perdita di ogni accesso alla costa.

Il Politico e i “Mercati”

Scrive Massimo Riva che «non c'è bisogno di rifarsi ai recenti allarmi della Corte dei conti per sapere che, togliendo ancora più soldi dalle tasche dei contribuenti, si deprime la crescita». (1) E si potrebbe aggiungere che non c'è bisogno di essere economisti per capire che far cadere la domanda interna per evitare il tracollo finanziario non può che danneggiare gravemente l'economia del nostro Paese - notoriamente fondata sulle Pmi e su quelle (poche) grandi imprese strategiche (pubbliche) che non sono state "liquidate" negli anni Novanta.

Intervista al Dr. Viaceslav Chirikba, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Abkhazia

“Nella sostanza come secondo previsione l’incontro tra noi e i georgiani si è risolto con un nulla di fatto. Nella pratica però qualcosa abbiamo ottenuto, poco ma ugualmente importante: a livello internazionale si continua a parlare di Abkhazia, l’attenzione nei nostri confronti è elevata e questo oggi è fondamentale”. Nessun giro di parole, va subito al sodo il Dr. Viaceslav Chirikba, Ministro degli Esteri della Repubblica di Abkhazia, il 27-28 marzo scorsi protagonista a Ginevra, presso le Nazioni Unite per un nuovo incontro con i rappresentanti della Georgia riguardo l’indipendenza del suo Paese (indipendenza che i georgiani continuano a negare), mentre il 30 marzo e il 3 aprile è stato a Roma, per presentare il paese di cui è rappresentante agli organi di informazione italiani.

La débacle in Siria

Con 83 Stati e organizzazioni intergovernative rappresentati, la seconda conferenza degli "amici" della Siria è stato un successo mediatico. Ma questa messa in scena...

L'Ungheria, l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale

Sembrano tramontati i tempi in cui l’Ungheria anelava ad un ingresso ad ogni costo in Europa: “l’Ungheria non è una colonia” ha tuonato il primo ministro Orbán durante le celebrazioni della festa nazionale per il ricordo della rivoluzione del 1848, paragonando l’Unione Europea all’Unione Sovietica. L’idillio con le istituzioni comunitarie è, quindi, terminato: a questa situazione hanno contribuito, oltre alla svolta nazionalista della Costituzione, le tre procedure di infrazione avviate da Bruxelles nei confronti dell’Ungheria e la minaccia, ormai divenuta realtà, del blocco dei fondi destinati ad aiutare l’economia ungherese in recessione.
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