Il corridoio Nord-Sud: le prospettive del commercio multilaterale in Eurasia
Mentre le attuali politiche internazionali ruotano intorno alle aspre questioni di Siria e Iran, gli sviluppi in altre parti del mondo sono abbastanza interessanti, soprattutto dal punto di vista della geopolitica dell'Eurasia, in cui l'India e la Russia hanno un'importante partecipazione.
Il collegamento dell'India con la Russia attraverso l'Iran e l'Asia centrale non fornirà beneficio solo ai paesi coinvolti nel progetto del corridoio nord-sud, ma faciliterà anche il commercio nella regione euroasiatica, aprendo vasti mercati e riducendo i costi di trasporto e viaggio. Alla fine di questo mese, i paesi coinvolti nel progetto si incontreranno a New Delhi per deliberare ulteriormente e dare una forma concreta a questo progetto.
Kabul. Il disimpegno mortale
Il bersagliere ucciso nell’attacco talebano di pochi giorni fa rende ancor più pesante il fallimento della missione italiana in Afghanistan. Da una parte cresce a cinquanta il numero dei nostri caduti, dall’altra parte il fatto che le grandi potenze occidentali riunite nella Nato non possono che proclamare la sconfitta, dopo oltre dieci anni di conflitto. Tuttavia, nonostante il nostro contingente in Afghanistan sia il quarto per numero non ha impedito che in Italia più che altrove la politica estera resti un’appendice della politica interna anche con il governo Monti (si tenga a mente come si sta gestendo la vicenda dei due marò imprigionati in India). Infatti, per cause storiche e culturali abbiamo una classe dirigente restia non solo a pensare la politica estera in termini globali, ma persino a coltivare curiosità per quelle zone dove sono presenti i soldati italiani e lo Stato spende.
La Russia e il mondo che cambia – seconda parte
Nella seconda parte del suo articolo sulla politica estera, Putin ha fornito un aggiornamento sulle relazioni della Russia con l'Asia e il nuovo partenariato con la Cina, affronta il problema dello scudo missilistico degli USA, della crisi in Europa e il progetto di Unione Economica Eurasiatica, l'adesione della Russia all'OMC e il soft-power russo nel mondo. La politica estera intesa da Vladimir Putin, dimostrata dalla posizione di Mosca al Consiglio di sicurezza, tiene conto degli interessi della Russia, ma apre anche una via ai paesi che cercano di liberarsi dal dominio imperiale.
La Russia e il mondo che cambia – prima parte
Réseau Voltaire riproduce l’articolo che il candidato Putin ha dedicato alla sua futura politica estera, sul quotidiano Moskovskie Novosti. In questa prima parte, ha osservato l’erosione del diritto internazionale derivante dall’ingerenza politica dell’Occidente, e presenta l’interpretazione russa della “primavera araba” come una rivoluzione colorata. Torna sulla catastrofe morale e umanitaria risultante dall’attacco alla Libia ed esamina le origini della bellicosità occidentale in Siria. Infine, parla delle sfide per la Russia in Afghanistan e Corea del Nord. Cinque anni dopo il suo discorso alla conferenza di Monaco, rimane fedele agli stessi principi. La Federazione Russa si pone come garante della stabilità globale e del dialogo tra le civiltà, basandosi sul rispetto del diritto internazionale.
Putin fino al 2018
Il 4 marzo 2012 il popolo russo ha votato. E, non dispiaccia a taluni, ha votato in maniera massiccia affinché Vladimir Putin diriga la...
La contesa strategica dei gasdotti
Il 1° marzo il governo di Islamabad ha annunciato che entro il 2014 verrà ultimata la costruzione gasdotto Iran – Pakistan, per un costo che si aggira attorno agli 1,5 miliardi di dollari.
Inizialmente tale gasdotto era stato progettato per raggiungere i terminali indiani di Fazilka, ma nel 2009 Nuova Delhi ha ceduto alle fortissime pressioni esercitate da Washington, che ha offerto le proprie tecnologie nucleari d’avanguardia per uso civile in cambio della rinuncia indiana alla finalizzazione del gasdotto.
Ancora nessuna apocalisse
L’apocalisse prevista non è venuta per passare. Le elezioni presidenziali in Russia hanno fatto il corso, Putin è stato regolarmente eletto e, con grande stupore dell’opposizione, le folle miliardarie che chiedono il sangue del tiranno, non si sono materializzate. Solo circa 15.000 manifestanti riuniti nel centro di Mosca e dispersi pacificamente nel giro di due ore. Solo un centinaio di attivisti “hardcore” sono risoluti nel “voler rimanere fino a quando Putin non se ne andrà”, vicino alla fontana cittadina ghiacciata. Essi sono stati arrestati, accusati e rilasciati. Che flop!
L'Ungheria tra l'Eurasia e l'Occidente
Un paesaggio geografico segna il destino del popolo che lo abita. Un popolo che conquista un territorio e vi si insedia, accetta la legge di quel territorio, consapevole o no che esso ne sia. Si potrebbero fare parecchi esempi a questo proposito; ma, siccome qui ci interessa l'Ungheria, cercherò di delineare il profilo dello spazio geografico storicamente occupato dal popolo ungherese, perché esso ha influito in maniera decisiva sulla sorte storica di questo popolo.
Intervista a Lizzie Phelan
Lizzie Phelan, londinese, 25 anni, è una giornalista inglese – anche se ci tiene a specificare le sue marcate origini irlandesi – divenuta nota al pubblico per le sue attività di corrispondente di guerra per i network internazionali Russia Today e Press TV, dal teatro di conflitto libico nei mesi della drammatica contrapposizione interna e dei bombardamenti della Nato sul Paese mediterraneo. Contestata da alcuni colleghi per aver riportato verità evidentemente non in linea con il quadro (poi effettivamente dimostratosi distorto e manipolato) degli eventi, fornito dai principali canali informativi occidentali, Lizzie Phelan è tutt’ora impegnata in prima linea per cercare di informarci sui fatti che stanno agitando la Siria. L’abbiamo contattata per alcune domande e per conoscerla meglio.
Guerra di movimento e "geopolitica del caos"
Non sono passati neanche due anni dacché, l'11 maggio 2010, si verificò l'incidente della Freedom Flotilla, ovvero l'attacco, in acque internazionali, da parte della...
















