Dopo le rivolte arabe: il nuovo Mediterraneo

Proponiamo qui la registrazione video integrale dell'evento che ha inaugurato il Ciclo 2011-2012 dei Seminari di Eurasia, la conferenza Dopo le rivolte arabe: il nuovo Mediterraneo tenutasi a Brescia sabato 17 settembre scorso. Sono intervenuti come relatori Tiberio Graziani (presidente dell'IsAG e direttore di "Eurasia"), Daniele Scalea (segretario scientifico dell'IsAG e co-autore di Capire le rivolte arabe), Aldo Braccio (redattore di "Eurasia" e autore di Turchia, ponte d'Eurasia) e Stefano Vernole (redattore di "Eurasia" e saggista). L'organizzazione è stata a cura dell'IsAG e dell'associazione "Nuove Idee".

Loretta Napoleoni: "L'Italia faccia come l'Islanda, scelga il 'default pilotato' ed esca dall'euro"

Il libro di Loretta Napoleoni "Il contagio" fotografa l'attuale situazione internazionale nella quale anche l'Italia di qui a poco potrebbe trovarsi - drammaticamente - ad essere protagonista. L'esigenza (leggasi l'urgenza) è quella di uscire dalla fase del "non ritorno". Come? La soluzione c'è, dice Napoleoni: l'Italia, d'accordo con l'Europa, scelga il "default pilotato".

Destabilizzazione interna ed intervento NATO. Dal Kosovo alla Libia, Conferenza a Benevento

L'Associazione culturale "Millennium" organizza la conferenza "Destabilizzazione interna ed intervento NATO. Dal Kosovo alla Libia". Interviene Stefano Vernole, giornalista e redattore della rivista di studi geopolitici Eurasia,...

La marcia su Fiume e la geopolitica italiana verso i Balcani dopo la Grande...

La notte dell’11 settembre 1919, anniversario del blitz con cui fece clamorosamente irruzione nella baia di Buccari, Gabriele d’Annunzio, assieme ad un pugno di volontari e soldati che si sarebbe irrobustito strada facendo, partì dalla località giuliana di Ronchi alla volta di Fiume, città del dissolto impero austro-ungarico abitata in maggioranza da italiani, i quali nelle tumultuose giornate che segnarono la fine della monarchia asburgica nell’ottobre 1918 avevano plebiscitariamente chiesto l’annessione all’Italia.

La Siria sveglierà il BRICS?

Lavrov: Le nazioni BRICS cercheranno di impedire che uno scenario di tipo libico sia usato in Siria

Alessandro Lattanzio, Terrorismo sintetico

Alessandro Lattanzio raccoglie in questo testo i principali capi d’accusa mossi da studiosi di tutto il mondo alla “versione ufficiale” degli attentati dell’11 Settembre 2001, versione elaborata e diffusa (troppo velocemente?) da gran parte della stampa mondiale previa approvazione del governo statunitense.

Convegno a Torino: «LA ROMANIA E I DIRITTI UMANI»

Un convengo internazionale italo-­romeno a Torino «LA ROMANIA E I DIRITTI UMANI» A vent’anni da una tragedia misconosciuta

Chi crede nell’autarchia nordamericana?

Quando nel 2009 la Berkshire Hathaway Inc ha acquisito la Burlington Northern Santa Fe Corp. per 44 miliardi di dollari il mondo della finanza si è interrogato sulle reali intenzioni di Warren Buffet. Le ferrovie americane hanno perso smalto, nel tempo. Tuttavia l’interesse di Buffet per le ferrovie potrebbe essere analizzato in chiave strategica, come un approccio alla verticalizzazione delle sue attività e compagnie possedute.

A chi giova la tesi della cosiddetta "unicità" del genocidio ebraico?

Faccio riferimento a due pagine del Corriere della Sera del 31 agosto e del 1° settembre 2011, con interviste di Stefano Montefiori a Pierre Nora e Claude Lanzmann, e commento dell’intellettuale di regime Pierluigi Battista. Essi si indignano per il fatto che sui manuali francesi di storia la parola “Shoah” sia stata sostituita da termini come genocidio, sterminio ed annientamento, perché temono che dietro questa vaga terminologia ci sia una strategia non certo di “negazionismo”, ma anche soltanto di relativizzazione e di “banalizzazione” (termine usato in Francia) della cosiddetta “unicità” del genocidio ebraico.

Il collasso della globalizzazione neoliberale

Il casinò globale in cui il mercato finanziario deregolamentato è degenerato, deve essere chiuso una volta per tutte. Non c’è dubbio che questo obiettivo possa essere raggiunto solo dall’azione comune degli stati come attori principali della politica internazionale e, per questo, garanti dell’ordine globale. Solo passi audaci, intrapresi di comune accordo, verso una regolazione responsabile della finanza, renderanno possibile la fondazione di ciò che i membri delle Nazioni Unite avevano immaginato, cioè un nuovo ordine mondiale equo come sistema di relazioni internazionali all’interno del quale, tutte le nazioni possano guidare le proprie politiche economiche ed essere coinvolte negli scambi economici, sulla base di uguali sovranità.
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