Chi crede nell’autarchia nordamericana?

Quando nel 2009 la Berkshire Hathaway Inc ha acquisito la Burlington Northern Santa Fe Corp. per 44 miliardi di dollari il mondo della finanza si è interrogato sulle reali intenzioni di Warren Buffet. Le ferrovie americane hanno perso smalto, nel tempo. Tuttavia l’interesse di Buffet per le ferrovie potrebbe essere analizzato in chiave strategica, come un approccio alla verticalizzazione delle sue attività e compagnie possedute.

A chi giova la tesi della cosiddetta "unicità" del genocidio ebraico?

Faccio riferimento a due pagine del Corriere della Sera del 31 agosto e del 1° settembre 2011, con interviste di Stefano Montefiori a Pierre Nora e Claude Lanzmann, e commento dell’intellettuale di regime Pierluigi Battista. Essi si indignano per il fatto che sui manuali francesi di storia la parola “Shoah” sia stata sostituita da termini come genocidio, sterminio ed annientamento, perché temono che dietro questa vaga terminologia ci sia una strategia non certo di “negazionismo”, ma anche soltanto di relativizzazione e di “banalizzazione” (termine usato in Francia) della cosiddetta “unicità” del genocidio ebraico.

Il collasso della globalizzazione neoliberale

Il casinò globale in cui il mercato finanziario deregolamentato è degenerato, deve essere chiuso una volta per tutte. Non c’è dubbio che questo obiettivo possa essere raggiunto solo dall’azione comune degli stati come attori principali della politica internazionale e, per questo, garanti dell’ordine globale. Solo passi audaci, intrapresi di comune accordo, verso una regolazione responsabile della finanza, renderanno possibile la fondazione di ciò che i membri delle Nazioni Unite avevano immaginato, cioè un nuovo ordine mondiale equo come sistema di relazioni internazionali all’interno del quale, tutte le nazioni possano guidare le proprie politiche economiche ed essere coinvolte negli scambi economici, sulla base di uguali sovranità.

L'anacronismo di Israele

Mentre i paesi europei si accingevano a chiudere la lunga parentesi coloniale ritirando progressivamente i propri vessilli dai paesi dell'Africa e dell'Asia, un gruppo di ebrei d'Europa si apprestava a dar vita a un impero coloniale nel cuore del mondo arabo, a ridosso delle città sante dell'Islam.

«Con la crisi in Siria è iniziata la terza guerra mondiale»: V. Rashkin (PCFR)

«Con la crisi in Siria è iniziata la terza guerra mondiale» così afferma Valerij Rashkin, membro del Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, deputato della Duma di Stato della Federazione Russa. Antonio Grego, corrispondente di Eurasia a Mosca, durante un sit-in di sostegno a Gheddafi e al popolo libico organizzato dal Partito Comunista della Federazione Russa di fronte agli uffici dell'ONU a Mosca ha incontrato il deputato della Duma e segretario del Comitato Centrale del PCFR.

Quel “buco” che inghiotte popoli e stati

Nel breve periodo e nella contingenza drammatica che stiamo vivendo, ovviamente, si mira a tamponare, a tagliare, a risparmiare, a recuperare. Qualche analista, e in modo trasversale alle categorie di destra e sinistra, comincia tuttavia a mettere in discussione l’intera impalcatura che regge quella che è denominata “la truffa del debito”. Pazzie? Teorie visionarie? Be’, se i lucidi, razionali e ortodossi analisti economici ci hanno portato sin qui, forse vale la pena di tentare la carta della follia...

Due bandiere

Giancarlo Paciello riflette sui cosiddetti "diritti umani" e la "primavera araba"

Islam e Europa: una reazione uguale e contraria

Piuttosto che lo “scontro tra civiltà” evocato dagli islamofobi, coloro che vorrebbero una giustizia sociale ed economica possono trovare ispirazione nelle eterne verità dell’Islam, guardando all’eredità –passata e presente—islamico-cristiana propria dell’Europa per scoprire un’alleanza di civiltà che rifiuta la guerra, il furto, la degenerazione morale e il razzismo. Questa è la lezione che il Ramadan offre all’Occidente oggi.

Avevamo visto giusto: vanno all'attaco dell'oro dell'Italia

Romano Prodi scrive al Sole24ore e propone come soluzione alla crisi gli EuroUnionBond (Eb)!

I giornalisti del Réseau Voltaire sono arrivati sani e salvi a Malta

I giornalisti del Réseau Voltaire sono arrivati sani e salvi nel porto di La Valletta, a Malta. Thierry Meyssan, Mahdi Darius Nazemroaya, Mathieu Ozanon e Julien Teil sono sani e salvi.
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