L'ascesa della potenza iraniana e i nuovi equilibri
Le manovre iraniane in corso nella regione del Golfo e nei dintorni sul fronte della disputa tra Teheran e Washington, porta una serie di...
La crisi che verrà
Alla fine degli anni Trenta, anche se la quota dell'industria italiana nel prodotto nazionale era leggermente superiore rispetto a quella dell'agricoltura, circa la metà della forza lavoro italiana era agricola e poco meno di un terzo era industriale. Il potenziale industriale totale del nostro Paese era inferiore a quello russo e ammontava a poco più del 20% di quello tedesco. Il prodotto nazionale lordo pro capite era superiore a quello russo, ma ammontava a meno del 50% di quello tedesco o britannico. E se in Germania l'analfabetismo era quasi del tutto scomparso, in Italia nel 1931 il tasso di analfabetismo era ancora del 20,9% tra i cittadini sopra i sei anni.[...]
Siria, Iran, Pakistan, un anello di fuoco in tutto il continente eurasiatico!
Per i non illuminati, il momento presente, dopo la guerra di Libia e la febbre di Cairo, mentre la stampa evoca aneddoticamente la situazione in Yemen, Bahrain e Somalia, sussistono in Medio Oriente, mediaticamente parlando, due epicentri di queste crisi, per contro, che sono quotidianamente sotto i riflettori: la Siria e l'Iran, con una estensione e un contrappeso nella guerra nascosta in Pakistan. Guerra dei robot volanti - droni assassini incaricati per sostituire le truppe di carne e ossa - che riscopriamo periodicamente nel corso di un "errore" sempre sanguinoso: in questo caso la distruzione per errore una unità del Pakistan il 26 novembre; un centinaio di uomini colpiti e 24 finito all'obitorio. Errore notevole perché rivela il livello di intensità dei combattimenti sul suolo pakistano cui si dedicano le forze aeree degli Stati Uniti, e di cui la ferma intenzione di Obama ... è quella di non "scusarsi".
La guerra in Iran: l’invio di migliaia di soldati degli Stati Uniti in Israele,...
La Repubblica islamica dell’Iran è stata minacciata di azioni militari dagli Stati Uniti e dai loro alleati, negli ultimi otto anni. L’Iran ha eseguito esercitazioni belliche nel Golfo Persico. La Marina degli Stati Uniti vi si è schierata. Le esercitazioni navali dell’Iran, iniziate il 24 dicembre, sono stati condotti in una zona pattugliata dalla quinta flotta statunitense, con sede in Bahrain.
Mitt Romney, il “presidente” degli ebrei sionisti americani
Dietro le grandi tragedie di quest'ultimo cinquantennio si scorge quasi sempre, purtroppo, la mano statunitense. Solo per riferirci al recente passato, Iraq, Afghanistan, Serbia, Libia...e ora si prepara l'attacco all'Iran, previo isolamento forzoso dai suoi possibili alleati, almeno quelli abbordabili, leggi Siria.
L'arcobaleno della “Rivoluzione Colorata” di Budapest
Sono elencati qui di seguito i gruppi, le associazioni e i partiti che hanno partecipato alla mobilitazione contro il governo ungherese in seguito alla "chiamata alle armi" della signora Clinton. Come si può notare, accanto a formazioni politiche liberali (LiFE ecc.), sedicenti socialiste (SzDSz ecc.), zingare (Neo Drom), antifa ("Civili contro l'estrema destra"), figurano i più diversi movimenti della "società civile" (p. es. la Federazione Ungherese Lesbiche, Omosessuali, Bisessuali e Transessuali, l'Unione delle Lesbiche ecc.). In prima linea, il Movimento Ungherese di Solidarietà (Magyar Szolidaritás Mozgalom), fondato da un ex ufficiale che ha frequentato un corso d'istruzione negli USA.
Che cosa sta realmente succedendo in Ungheria?
Pubblichiamo qui di seguito un documento del Munkaspart, un minuscolo partito comunista ungherese che si richiama al periodo precedente il 1989. Qualora sia in grado di prescindere dalle inevitabili astrazioni ideologiche, dai criteri sociopolitici condizionati da un rozzo schematismo classista e dalla pilatesca posizione di neutralità che il partito assume di fronte allo scontro in atto, il lettore potrà apprezzare il significato di questo documento, che fornisce qualche buona informazione sull'attuale situazione ungherese.
Verso un mondo incerto?
Alexandre Latsa ha fatto per Ria Novosti il punto della situazione dell'anno appena trascorso, analizzando la situazione economica e politica nel contesto dei più importanti scenari della politica internazionale. Dalla crisi finanziaria che dura dal 2008 alla crisi dell'eurozona, passando per la cosiddetta primavera araba.
Il 2012 potrebbe anche essere un trauma
La premio Nobel birmana Aung San Suu Kyi ci racconta che il 2012 sarà l’anno della ricerca di un nuovo equilibrio, in un mondo...
L’Unione Eurasiatica: proiezioni e potenzialità di un nuovo polo geopolitico
Il primo ministro Vladimir Putin ha scelto l’obiettivo da raggiungere durante il prossimo mandato presidenziale: la creazione di un grande spazio economico e politico nel cuore dell’Eurasia. Un nuovo polo nello scacchiere internazionale che possa interpretare ruoli diversi: quello di referente alternativo per i paesi delusi da Bruxelles, così come di ponte tra l’Europa e l’Asia, nonché di elemento di contrasto all’unilateralismo occidentale.

















