Russia e India: aspettando futuri cambiamenti positivi
Il 15 Dicembre il Primo Ministro dell’India, il Dott. Manmohan Singh, ha iniziato una visita ufficiale in Russia. Come previsto, la natura del business verrà enfatizzata: i leader dei due paesi stanno per firmare alcuni contratti a lungo termine. Per quanto riguarda le questioni separate, ovvero quelle nelle quali si sta lavorando su significativi progetti bilaterali, ci imbattiamo costantemente in problemi di natura comune, come il concetto (strategia) a lungo termine delle relazioni tra Russia e India che non è ancora stato elaborato.
Elezioni egiziane: primo turno elettorale
Una lettura attenta dei risultati di questa prima tornata elettorale suggerisce alcune considerazioni. La prima riguarda il risultato ottenuto dai Partiti islamisti (i quali hanno raggiunto complessivamente un sostegno di oltre il 60%). E’ innanzitutto utile contestualizzare la vittoria dei movimenti islamisti all’interno di un percorso caratterizzato dalla svolta partecipazionista dell’Islam politico moderato e segnato dalla vittoria del movimento islamista palestinese di Hamas alle consultazioni del 2006. L’intento partecipazionista dimostrato da Hamas è stato riproposto, sebbene in tempi più lenti, dai Fratelli Musulmani egiziani del Partito di Libertà e Giustizia.
Colpo di Stato sotto mentite spoglie: il modello della 'democratizzazione' di Washington
L’azione “globale” di protesta a favore di «elezioni giuste in Russia», organizzata dai suoi promotori per il 10 dicembre, ha cominciato a coinvolgere le capitali europee e, come ci si attende, le maggiori città statunitensi... L’opposizione liberale non ha alcuna possibilità di avere un ruolo significativo nella vita politica russa senza il grande sostegno finanziario di Washington. In questo modo, mostra i propri punti e le carte senza valore. L’isteria odierna riguardo alle elezioni della Duma russa rappresenta un test, oppure un modo di preparare il terreno per bandire Putin dalle elezioni presidenziali. Lo scopo è quello di destabilizzare la situazione nel paese e di rendere impossibile lo svolgimento delle elezioni.
La Siria diventa il bersaglio di un complotto imperialista, dopo la sua sospensione da...
Il termine di tre giorni imposto alla Siria dalla Lega Araba, per adempiere ai propri impegni è una provocazione politica. Essa contiene dei termini che il governo siriano non potrebbe accettare, che permettono ad altri regimi del Medio Oriente di portare avanti un'azione sostenuta dall'imperialismo contro Damasco.
Il piano della Lega araba vuole che la Siria ritiri i suoi carri armati dalle città tormentate dalle agitazioni, cessi gli attacchi contro i manifestanti, rilascia i prigionieri e apra il dialogo con l'opposizione. Alle condizioni attuali, ciò richiederebbe che il regime baathista del presidente Bashar al-Assad commetta un suicidio politico. Ciò vorrebbe dire accettare di abbandonare ogni azione militare, mentre gli insorti armati operano sotto la protezione di Turchia, Stati del Golfo, Libano e dietro le quinte, di Stati Uniti e Francia.
IRAN-DRONEGATE: l'acrimonia di Washington per l'abbattimento del drone da spionaggio Top Secret
L'abbattimento del drone spia è un segno che l'Iran è militarmente potente ed efficiente. Tuttavia, la missione segreta del drone, che si presume fosse la raccolta di dati segreti sui siti nucleari iraniani, consolida l'idea che Washington è più che mai intenzionata a realizzare operazioni segrete in Iran e che cova un piano malintenzionato per orchestrare un attacco contro i siti nucleari iraniani, se non un Armageddon nella regione.
In quello che sembra essere nient'altro che la sfacciata arroganza in stile USA, il presidente Barack Obama ha chiesto la restituzione del drone spia che ha violato lo spazio aereo della Repubblica islamica, ma il cui abbattimento dall'esercito iraniano, ha umiliato i funzionari degli Stati Uniti.
Un libro …per le feste: "La sfida dell'India"
Da Indika: Spetta a Francesco Brunello Zanitti aprire la rassegna di letture consigliate per le feste di Natale che Indika ha deciso di promuovere in questa fine d’anno. Dalla saggistica, alla narrativa saranno diversi i contributi letterari presentati e proposti all’interno di “Un libro…per le feste”, veri e propri spunti di lettura che non si limitano ad un semplice consiglio, ma che si accompagnano a recensioni e approfondimenti da parte di altrettanti specialisti ed esperti di Asia e di India .
L’Egitto dopo la “rivoluzione del 25 gennaio”
Il successo dei partiti che rappresentano l’Islam politico al primo turno delle elezioni parlamentari in Egitto merita una certa attenzione. Le nuove forze politiche, che si erano formate dopo la rivoluzione del 25 gennaio e che non sono legate al regime corrotto di Mubarak, godono della fiducia del popolo. È abbastanza probabile che esse riusciranno a trovare un linguaggio comune con gli intellettuali egiziani dotati di maggior esperienza nella politica del mondo arabo, e che riusciranno a costruire una società più equa basata sulle tradizioni della cultura islamica.
Quante guerre nel Vicino Oriente?
Mai come ora l’area del Vicino Oriente sembra una polveriera pronta ad esplodere. La “Primavera Araba” ha causato la caduta di diversi regimi fino ad allora apparentemente stabili, come in Tunisia, Egitto e Libia. Le proteste popolari sono in continuo aumento, la guerra civile ha ormai preso piede in Siria e i Fondamentalisti Islamici guadagnano consensi. Soprattutto sembra che i preparativi per un’altra guerra siano già in atto. Fantageopolitica? Cosa succederebbe portando alle estreme conseguenze i segnali di fuoco che partono da ogni angolo del Vicino Oriente?
L'IsAG diviene partner del World Public Forum "Dialogue of Civilizations"
L'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) è lieto d'annunciare d'essere divenuto un partner ufficiale del World Public Forum "Dialogue of Civilizations" (WPC). Il WPF è nato nel 2002 su iniziativa di rappresentanti della società civile russa, indiana e greca, desiderosi di tradurre in atto la risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU del 9 novembre 2001 sulla "Agenda globale per il dialogo tra civiltà".
Nel mezzo di guerre di fede e di droni
L’ascesa dei partiti islamici terrorizza Israele. E così sulla sponda Sud del mediterraneo sono tornati a volare i droni, i velivoli che non hanno bisogno di pilota perché basta schiacciare da lontano un bottone, e la macchina parte e bombarda scatenando le guerre senza uomini. Sono le unmanned wars (così le chiamano) nelle quali traiettorie e bersagli da colpire sono decisi da cerchie di tecnici e politici che sfuggono ad ogni controllo poiché non hanno le salme dei propri soldati di cui devono dar conto.

















