"L'Italia sta diventando terra di conquista". Intervista all'on. Polledri

Durante la recente discussione generale sul ddl stabilità – che ha portato alla caduta del Governo – un parlamentare ha concluso così il proprio discorso: «Preferiamo morire in piedi che vivere strisciando, come forse farà – ahinoi – una parte di questo Parlamento. Devo però registrare che quando uno straniero si è presentato in questo paese due “schioppettate” le ha sempre prese […]. Oggi si presentano da noi e in qualche modo metteranno un'ipoteca sulla democrazia». Si tratta dell'onorevole Massimo Polledri. Daniele Scalea lo ha intervistato per noi.

Bolivia: accordo di reciprocità con gli USA – evoluzione o ritorno al passato?

Di seguito riportiamo la traduzione di un articolo comparso sul quotidiano boliviano LA RAZÓN mercoledì 9 novembre e riguardante il recente accordo bilaterale tra Bolivia e Stati Uniti. Come avvenuto altre volte questi accordi bilaterali nel concreto hanno dimostrato un’asimmetria in favore del Paese maggiormente sviluppato – nel caso specifico gli Stati Uniti. Tale asimmetria si giustifica con una, oggettiva, disuguaglianza nella forza contrattuale delle parti in causa.

Lo stato di eccezione

Qualora il postulato di Carl Schmitt risulti valido e applicabile a qualsiasi situazione politica si evincerebbe il fatto che in Italia regna un sovrano assoluto, impersonato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha fatto leva sulle pesanti pressioni internazionali esercitate dai grandi organi informativi (The Economist, Wall Street Journal, ecc.) di riferimento dei poteri forti angloamericani (Gruppo Rothschild, Rockefeller, ecc.) per proclamare l’assodata “impotenza della normatività” comune e la conseguente apertura di uno stato di eccezione squisitamente politico.

La Siria nel mirino

È in corso un tentativo di stabilire tramite il caos un riassetto del Medio Oriente funzionale agli interessi dell’imperialismo e dei suoi alleati locali. Gli Usa sfruttano la loro ampia esperienza nella strategia di frantumazione delle nazioni puntando su forze endogene disgregatrici. Bisogna avere coscienza che queste forze possono esistere e manifestarsi in qualsiasi paese. Qualsiasi Stato-nazione è composto da elementi più o meno eterogenei e basta un momento di crisi e del volgare mercenariato politico per accendere la miccia. Ancora una volta gli Usa, paladini dell’Occidente, cantori dell’esportazione della democrazia o profeti dello scontro di civiltà a seconda delle convenienze propagandistiche, si alleano con i terroristi islamici contro un paese laico.

“Rovescia il regime, ripudia il debito!”

All’insegna di questo slogan si è svolta la Conferenza promossa dai membri della Campagna popolare per l’estinzione del debito egiziano lo scorso 31 ottobre. Obiettivo della stessa quello di rinegoziare e ripudiare i debiti della nazione, quando provati ingiusti e illegittimi, in base alla dottrina del “debito odioso”. S’intuisce facilmente l’enorme potenziale di tale principio, una volta applicato a istituzioni internazionali quali Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.

Palestina, in caso di stato

A neverending story: la Palestina è uno Stato? La recente ammissione quale nuovo membro dell'UNESCO crea uno scompiglio internazionale del tutto diplomatico e filosofico, piuttosto che fattuale e di sostanza. Ecco un'analisi senza timori e pregiudizi che tocca tutti gli aspetti cruciali della questione. Indubbia la centralità del rapporto stesso tra Israele e ANP, ed è forse proprio in questo rapporto che si può cercare la soluzione.

La crisi del debito in Italia e la lezione argentina

La situazione che oggi vive l’Italia corrobora quella frase di Carl Marx: “La storia si ripete due volte, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”. L'Argentina ha già attraversato nei primi anni del secolo l'esperienza che oggi tocca all'Italia. L'Italia d'oggi rispecchia il fallimento argentino del 2001 e lo manifesta nel contenuto dei due piani di aggiustamenti.

Il "fallimento controllato" dell'Italia

I richiami alla “responsabilità” ed alla difesa del “interesse del paese”, che si susseguono in questi giorni, non bastano a coprire la triste realtà: che l'Italia sta per perdere quel poco controllo che le rimaneva su settori strategici per la forza e prosperità nazionale; che l'economia italiana sarà soffocata dall'esiziale combinazione di tassazione “scandinava” e servizi “all'americana”. Soprattutto, che un'alternativa c'era ma non è stata nemmeno presa in considerazione. È davvero per l'interesse dell'Italia, come si proclama a gran voce, che i nostri dirigenti stanno agendo in questi giorni?

Dove va la Turchia? Intervista ad Aldo Braccio

Europeanphoenix incontra Aldo Braccio, turcologo, studioso della Turchia contemporanea e redattore della rivista di Studi Geopolitici “Eurasia”, autore di vari saggi ed articoli pubblicati sia sulla rivista che sul suo sito. Di recente pubblicazione è il suo “Turchia ponte d’Eurasia – Tra Mediterraneo e Asia centrale il ritorno di Istanbul sulla scena internazionale”: http://turchiapontedieurasia.blogspot.com/

Ascesa e declino strategico degli Stati Uniti

Il sorgere di una nuova entità asiatica - di cui la Russia è chiamata a svolgere il ruolo cruciale - capace di escogitare nuove strategie finalizzate all'integrazione dell'Europa, rappresenterebbe quindi la principale minaccia (mortale) rispetto al sistema unipolare dominato dagli Stati Uniti. Su questo Zbigniew Brzezinski ha sempre avuto ragione.
error: Tutti i diritti sono riservati.
0
    0
    Il tuo carrello
    Il tuo carrello è vuotoRitorna al negozio