Il prossimo Nobel per la pace
La morte violenta di Mu'ammar Gheddafi ha subito richiamato alla mente quella di Saddam Hussein, solo di pochi anni precedente. Malgrado certe differenze palesi (Hussein non fu assassinato da una manica di balordi armati di telefonini, ma giustiziato dopo un più o meno regolare processo), le analogie sono evidenti, tanto che il parallelo è stato subito fatto proprio dalla stampa. Un paio di similitudini si sono però perse nel discorso “mainstream”.
Il linciaggio di Muammar Gheddafi
La morte di Muammar Gheddafi è stata accolta da una esplosione di gioia nei palazzi dei governi occidentali, in assenza da parte del popolo libico. Per Thierry Meyssan, questo omicidio militarmente inutile, non è stato perpetrato dall'Impero solo per dare l'esempio, ma anche per decostruire la società libica tribale. La morte della Guida avrà un effetto traumatico durevole sulla società libica tribale. Uccidendo il leader, la NATO ha distrutto l'incarnazione del principio di autorità.
Lo sguardo argentino al futuro delle relazioni internazionali
Il 21 Settembre 2011, in occasione della 66ª Assemblea Generale dell’Organizzazione Delle Nazioni Unite, il presidente argentino Cristina Fernández ha tenuto il suo discorso affrontando diverse tematiche rilevanti. Pur allineandosi, sostanzialmente, ai contenuti espressi in occasioni simili dagli altri presidenti dell’area latino-americana, l’intervento della Fernández offre tuttavia una serie di spunti interessanti per un’analisi dell’evoluzione economica e politica della Nazione latinoamericana.
Cambio di stile per la campagna presidenziale
Mancano ancora 14 mesi al voto che deciderà il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti, ma Obama e i suoi esperti stanno delineando una nuova rotta per la campagna elettorale. Il target cui rivolgersi, ora, sembra essere quello delle minoranze etniche e, in particolare, l’attenzione è stata spostata sugli afroamericani e sulla comunità ebraica.
La geopolitica "verde" in Russia
La Federazione Russa ambisce a “rinverdire” la propria economia sfruttando in maniera più sistematica e lungimirante l’energia da fonti rinnovabili. La congiuntura particolare del declino dei combustibili fossili e dei dubbi sul nucleare spinge il Cremlino a cercare soluzioni anche riguardo l’efficienza energetica. A tali progetti, inclusi nei documenti ufficiali e nelle dichiarazioni pubbliche, spesso non seguono impegni concreti. Tuttavia, un significativo sforzo per il rinnovamento del mix energetico potrebbe aprire nuovi scenari geopolitici sia per la Russia, sia per i suoi vicini.
"Il risveglio del Drago" di D.A. Bertozzi e A. Fais: nuova pubblicazione IsAG
Dopo Capire le rivolte arabe di P. Longo e D. Scalea e Progetti di egemonia di F. Brunello Zanitti, l'IsAG propone un terzo volume scientifico, concernente questa volta la Cina. Il risveglio del Drago. Politica e strategie della rinascita cinese - questo il titolo dell'opera - è pubblicato assieme alle Edizioni all'Insegna del Veltro di Parma. Gli autori sono Diego Angelo Bertozzi, già artefice del recente La Cina da impero a nazione e Andrea Fais, studioso di geopolitica già contributore di "Eurasia".
L’11 settembre: la fabbrica del consenso
Gli attentati dell’11 settembre sono stati l’occasione per dare un’accelerazione fuori dal comune alla trasformazione dei codici penali e di procedura penale. Questo cambiamento...
"Primavera araba" o "risveglio islamico"? D. Scalea a Firenze (video)
La sera di giovedì 6 ottobre scorso Daniele Scalea, redattore di "Eurasia" e segretario scientifico dell'IsAG, ha presentato a Firenze presso il Circolo Vie Nuove l'opera Capire le rivolte arabe, di cui è co-autore con Pietro Longo. Intervenendo dopo Giovanni Armillotta e Vincenzo Durante, ha illustrato come la "primavera araba" possa intendersi innanzi tutto come un "risveglio islamico", ossia una generalizzata ascesa del cosiddetto "Islam Politico". Di seguito il video dell'intervento di D. Scalea.
Occupare Wall Street e l’”autunno americano”: si tratta di una “rivoluzione colorata”?
C’è un movimento di protesta popolare che si diffonde in tutta l’America, che comprende persone di ogni ceto sociale, di tutte le età, consapevoli della necessità di un cambiamento sociale e impegnate a invertire il corso. La base di questo movimento costituisce una risposta all’”agenda di Wall Street” di frodi e di manipolazioni finanziarie che sono servite a innescare la disoccupazione e la povertà in tutto il paese.
Israele e Libia: Preparare l’Africa allo “scontro di civiltà”
Ancora una volta, Mahdi Darius Nazemroaya toglie via la patina di legittimità e di inganno che avvolge il genocidio USA/NATO in corso in Libia. Nel suo primo articolo, Nazemroaya ha esposto il meccanismo con cui il mondo è venuto a “conoscere” la necessità di un intervento umanitario nella Jamahirya araba libica e le ammissioni USA/NATO dei tentativi di assassinio mirato contro il leader della rivoluzione libica del 1969, Muammar Gheddafi.

















