La ‘Primavera araba’ serve alla NATO per controllare l’Eurasia
L’obiettivo finale degli Stati Uniti è prendere le risorse dell’Africa e del Medio Oriente sotto il loro controllo militare per bloccare la crescita economica di Cina e Russia, tenendo così l’intera Eurasia sotto controllo, spiega lo storico William F. Engdahl. La crisi economica degli Stati Uniti e del sistema del dollaro, la condptta della politica estera degli Stati Uniti, sono tutte parte del crollo della struttura della superpotenza costruita dopo la fine della seconda guerra mondiale, sostiene Engdahl.
L’assassinio di Muammar Gheddafi: un’operazione della NATO dalla A alla Z
Muammar Gheddafi – leader rivoluzionario della Jamahiriya araba libica – è stato assassinato il 20 ottobre 2011, nella città libica di Sirte. Le circostanze precise della sua morte sono offuscate dal mistero e da contraddizioni, ma i media sostengono è che i tirapiedi della NATO, i ‘ribelli’, l’abbiano catturato e ucciso. Questo ha dato al governo d’occupazione del CNT, non eletto e universalmente disprezzato, una vittoria decisiva nella guerra di propaganda sulla Libia
Opportunità di business in Uzbekistan
"Uzbekistan e Italia: i rapporti economici e culturali" è l'incontro curato dall'associazione "Pensieri in azione" e in programma a Modena sabato 5 novembre 2011 alle ore 15.30 presso la sala conferenze della Circoscrizione 1 Centro Storico, in piazzale Redecocca. Nuove opportunità di crescita economica offerte ancora una volta dal mondo asiatico. Con rinnovato interesse si guarda ora ad un paese dell’ex costellazione sovietica che risulta essere il secondo al mondo per la produzione di cotone grezzo, in cui cresce la produzione agricola, gli investimenti infrastrutturali, i rapporti economici con l’estero, oltre che ricco di materie prime: l’Uzbekistan.
L’instabilità politica del Pakistan e il possibile modello turco
Nawaz Sharif, capo del partito d’opposizione pakistano, il Pakistan Muslim League (Nawaz), ha recentemente fatto visita al presidente turco Gül. Sembra che Sharif sia interessato ad emulare il primo ministro Erdogan per riconquistare il potere e tenere a freno l’apparato militare. Tenendo conto anche dell’emergere del partito di Imran Khan, così come dell’elevata frammentazione politica, è possibile un cambiamento governativo in Pakistan collegato alle rivolte arabe? Il ruolo degli Stati Uniti e degli attori regionali è fondamentale per comprendere i cambiamenti in corso in Asia Meridionale e Vicino Oriente.
"La NATO vuole indirizzare le rivolte arabe contro la Cina": F. Brunello Zanitti all'IRIB
Francesco Brunello Zanitti, redattore di “Eurasia” e ricercatore dell'IsAG, è stato intervistato lo scorso 31 ottobre da “Radio Italia” dell'IRIB a proposito dell'intervento NATO in Libia. Brunello Zanitti, dottore in Storia della società e della cultura contemporanea all'Università di Trieste, è autore del recente libro Progetti di egemonia. Neoconservatori statunitensi e neorevisionisti israeliani a confronto (IsAG / All'insegna del Veltro, Roma-Parma 2011).
L'IsAG e l'Università Kore di Enna lanciano un ciclo di seminari sul Mediterraneo
L'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), di cui Eurasia è rivista ufficiale, e la Cattedra di Diritto internazionale della Facoltà di Scienze Economiche e Giuridiche dell'Università "Kore" di Enna, detenuta dal professor Paolo Bargiacchi, propongono il ciclo di seminari Difesa, sicurezza e diritto internazionale nel Mediterraneo. Il ciclo si comporrà di dodici seminari, di cui i primi cinque si terranno questo mese (novembre 2011) e gli altri sette nel secondo semestre accademico.
Giovanni Armillotta presenta "Capire le rivolte arabe"
Quello che segue è il testo dell'intervento pronunciato da Giovanni Armillotta (direttore della rivista “Africana”, frequente contributore alle due maggiori riviste italiane di geopolitica, “Limes” e “Eurasia”) giovedì 6 ottobre 2011, alle ore 21.00, presso il Circolo Vie Nuove di Firenze, in occasione della presentazione del libro dei nostri redattori Pietro Longo e Daniele Scalea Capire le rivolte arabe. Alle origini del fenomeno rivoluzionario, edito dall'IsAG assieme a Avatar.
Tawergha, genocidio nella "nuova" Libia
Insieme a Sirte assediata e distrutta, Tawergha, la città dei neri libici, diventa il simbolo della Libia “liberata” grazie alla Nato. Situata a qualche decina di chilometri da Misurata, Tawergha contava circa 30mila abitanti, in gran parte libici di pelle nera: nacque nel XIX secolo come città di transito nel traffico degli schiavi. E “schiavi” (abeed) è l’insulto che più ricorre sui muri della città dopo la conquista in agosto da parte delle truppe dei “ribelli della Nato” provenienti da Misurata. Il suo nome è stato cancellato sul cartello stradale e sostituito da “Nuova Misurata”.
Armenia, Italia e …rivolte arabe: intervista all'Ambasciatore armeno
Rouben Karapetian, dal 2009 ambasciatore della Repubblica d'Armenia in Italia, oltre che un esperto diplomatico è anche uno studioso poliglotta delle relazioni internazionali e del Vicino e Medio Oriente, con all'attivo diversi libri, decine d'articoli ed altre attività accademiche. Il direttore Tiberio Graziani, Matteo Pistilli e Giuliano Luongo l'hanno incontrato per “Eurasia”. Di seguito l'intervista che S.E. Karapetian ha gentilmente concesso.
T. Graziani al IX Forum di Rodi "Dialogo di civiltà"
Dal 2003 si svolge annualmente sull'isola di Rodi (Grecia) il World Public Forum "Dialogue of Civilizations", presieduto da Vladimir Jakunin ed organizzato in collaborazione con vari enti nazionali ed internazionali tra cui UNESCO, Lega Araba, ASEF e IPO. Anche quest'anno, in occasione della nona edizione svoltasi dal 6 al 10 ottobre, è stato invitato Tiberio Graziani, presidente dell'IsAG e direttore di "Eurasia".

















