"Il risveglio del Drago": book trailer

Dopo Capire le rivolte arabe di D. Scalea e P. Longo e Progetti di egemonia di F. Brunello Zanitti, l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) - l'ente che patrocina la rivista Eurasia - propone al pubblico un nuovo libro: Il risveglio del Drago. Politica e strategia della rinascita cinese. Scritta da Diego Angelo Bertozzi e Andrea Fais, quest'opera ripercorre le tappe che hanno portato la Cina, da paese al collasso e preda del colonialismo nella seconda metà dell'Ottocento, a grande potenze in grado oggi di sfidare addirittura gli Stati Uniti d'America per la preminenza mondiale.

Le ultime volontà di Mu'ammar Gheddafi: la versione integrale

Un sito Internet vicino alla defunta Guida della Giamahiria Libica ha pubblicato le presunte ultime volontà di Mu'ammar Gheddafi. Quest'ultimo avrebbe consegnato tre copie del documento a tre distinti parenti, uno dei quali sarebbe stato ucciso, l'altro arrestato ed il terzo ancora in vita dopo essere fuggito da Sirte. Quella che presentiamo di seguito è la traduzione italiana, realizzata a partire dalla versione inglese pubblicata dalla BBC.

L'ultimo messaggio di Gheddafi all'Italia

Ieri, 24 ottobre, il settimanale patinato francese "Paris Match" ha rivelato e pubblicato quello che si presume essere l'ultimo messaggio del colonnello Mu'ammar Gheddafi, Guida della Giamahiriya Libica, a Silvio Berlusconi e - per suo tramite - all'intero popolo italiano. Riportiamo di seguito la traduzione integrale della lettera del colonnello Gheddafi al presidente Berlusconi e all'Italia. Questa lettera, a quanto è dato sapere, non solo è stata mantenuta segreta dal Governo italiano, ma non ha avuto seguito in nessuna iniziativa italiana di mediazione o negoziazione per fermare la guerra.

C. Mutti a due seminari moscoviti sulla società contemporanea

Nei giorni 15 e 16 ottobre si è svolto a Zvenigorod, nei pressi di Mosca, il seminario universitario "Contro il mondo postmoderno", organizzato dal prof. Aleksandr G. Dugin dell'Università di Stato di Mosca. Il 17 ottobre ha fatto seguito al seminario una tavola rotonda organizzata dal circolo Florian Geyer (diretto da Gejdar D. Džemal', presidente del Comitato Islamico della Russia) sul tema "La tirannide e la società contemporanea". A entrambi ha partecipato il nostro redattore Claudio Mutti.

Il "prezzo del sangue": perché Gheddafi è stato ucciso (ma la guerra non finirà...

Se quando la NATO va in trasferta al di là del Mediterraneo prestasse più attenzione alle tradizioni culturali dei Paesi che ‘visita’ molti errori potrebbero essere evitati. Anche nel caso della guerra in Libia e della morte del Colonnello è la chiave antropologica la più adatta a rendere conto delle reali dinamiche sociali che si nascondono dietro i titoli altisonanti della stampa occidentale.

I cristiani d'Oriente contro l'ingerenza occidentale

La guerra contro la Siria, pianificata da Stati Uniti, Francia e Regno Unito per metà novembre 2011, è stata bloccata in extremis dai veti di Russia e Cina, al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Secondo Nicolas Sarkozy, che ha informato della questione il Patriarca maronita durante un burrascoso incontro all'Eliseo il 5 settembre 2011, il piano prevede l'esclusione dei cristiani mediorientali da parte delle potenze occidentali. In questo contesto, in Europa ha preso il via una campagna mediatica che accusa i cristiani d'Oriente di collusione con le dittature. Madre Agnès-Mariam della Croce, madre superiora del monastero di San Giacomo il mutilato, a Qara (Siria), risponde a questa propaganda bellica.

Brevi considerazioni dopo la morte di Muammar Gheddafi

Il coro mediatico di oscena gioia dopo la morte di Gheddafi (ucciso come un topo nascosto in una fogna, eccetera) deve essere per noi motivo di insegnamento. Fra pochi giorni il circo mediatico se ne dimenticherà, come è sua consolidata abitudine, ma è bene fissare subito sulla carta alcuni elementi di riflessione. Il problema è quello di maturare un vero punto di vista alternativo.

"Progetti di egemonia": il book trailer

Progetti di egemonia. Neoconservatori statunitensi e neorevisionisti israeliani a confronto di Francesco Brunello Zanitti è una pubblicazione dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), di cui l'autore è ricercatore, e delle Edizioni all'Insegna del Veltro. Gli stessi editori della rivista "Eurasia" si sono dunque uniti per portare all'attenzione del pubblico questo studio originale e pregno di significato non solo per il passato recente, ma anche per il presente ed il futuro prossimo. Tutte le informazioni sul libro si possono trovare in un blog dedicato (cliccare qui). Proponiamo di seguito la video-presentazione del libro (book trailer).

Il prossimo Nobel per la pace

La morte violenta di Mu'ammar Gheddafi ha subito richiamato alla mente quella di Saddam Hussein, solo di pochi anni precedente. Malgrado certe differenze palesi (Hussein non fu assassinato da una manica di balordi armati di telefonini, ma giustiziato dopo un più o meno regolare processo), le analogie sono evidenti, tanto che il parallelo è stato subito fatto proprio dalla stampa. Un paio di similitudini si sono però perse nel discorso “mainstream”.

Il linciaggio di Muammar Gheddafi

La morte di Muammar Gheddafi è stata accolta da una esplosione di gioia nei palazzi dei governi occidentali, in assenza da parte del popolo libico. Per Thierry Meyssan, questo omicidio militarmente inutile, non è stato perpetrato dall'Impero solo per dare l'esempio, ma anche per decostruire la società libica tribale. La morte della Guida avrà un effetto traumatico durevole sulla società libica tribale. Uccidendo il leader, la NATO ha distrutto l'incarnazione del principio di autorità.
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