La geopolitica dell'energia virtuale

La geopolitica dell’energia viene tradotta sempre più come battaglia sui prezzi, sugli approvvigionamenti, sulle vie di trasporto, sugli attori e gli Stati coinvolti. Tuttavia, può anche divenire il motore di una cooperazione indispensabile tra paesi non necessariamente inclini alla collaborazione. L’esame di Kurmangazy, un caso particolare, poco studiato e di importanza relativamente bassa per i mercati, può forse aiutare a leggere le dinamiche energetiche con maggiore oggettività, evitando l’influenza dei pregiudizi causati dalle contingenze.

E se non pagassimo il debito?

Esiste ormai in Europa una corrente di pensiero (vedi il libro “Les dettes illégitimes” di François Chesnais) che arriva addirittura a proporre il non rimborso del debito a certe condizioni. Un esempio di non pagamento del debito, con ri-negoziazione con i creditori, spiega ancora l’economista francese, è quanto realizzato nel 2007 dal presidente dell’Ecuador, Rafael Correa. Cose da terzo mondo, si dirà, ma la Grecia non ha dimostrato che la situazione in Europa può essere analoga e che quindi il problema non può essere eluso? Anche perché come si può pensare davvero di rientrare da un debito del 120% per Pil senza annientare il nostro Paese?

Europa: Integrazione dell'Islam

Dall’11Settembre, la crescita della popolazione musulmana dell'Europa Occidentale è stata al centro del dibattito su temi che vanno dalla politica dell'immigrazione, alla identità culturale, alla sicurezza. Nonostante i segnali che i musulmani stanno iniziando ad avere successo nel mondo degli affari e nel mondo accademico in Paesi come Francia e Germania, molti analisti sostengono che la maggior parte dei musulmani dell'Europa Occidentale sono poco integrati nella società.

Quattro mesi di guerra in Libia

L'operazione militare della Nato contro la Libia, condotta principalmente dalle forze armate di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, sta accelerando la formazione di un nuovo sistema di relazioni internazionali. Allo stesso tempo, la guerra funge da poligono di tiro per testare la strategia degli Stati Uniti con l'Africa Command (USAFRICOM) in una situazione di combattimento reale, così come l'efficienza delle nuove armi ...

La destabilizzazione del Vicino e Medio Oriente

Allo spazio concesso dal tritacarne mediatico alle sommosse che hanno agitato il Libano, l’Iran e la Siria fa da palese contraltare all’occultamento di cui sono stati oggetti i moti in Arabia Saudita e Bahrein, in cui le rivolte delle rispettive componenti sciite rischiavano di alterare i precari equilibri geopolitici e provocare pericolosi slittamenti filo iraniani che avrebbero minato i piani egemonici statunitensi ed israeliani.

Gli Usa e il Mediterraneo: una nuova visione è possibile?

Fin dall’antichità il Mare Nostrum è stato al centro di dispute, guerre e contese tra i popoli. Le preziose risorse energetiche che custodisce e la sua posizione strategica tra alcune delle più importanti vie di comunicazione del mondo continuano a mantenerlo al centro dei dibattiti geopolitici. Attraverso una speciale chiave di lettura, quella della Nuova Geografia Culturale, è forse possibile scoprire le ragioni profonde della sua centralità.

La crisi del Nagorno-Karabakh: ricostruzione storica e prospettive

Con il seguente articolo cercheremo di fare il punto sulla situazione del Nagorno-Karabakh, partendo dalle radici storiche del conflitto per poi discutere delle prospettive future. La struttura dell’articolo, dopo la descrizione dei fatti storici dal 1920 ai nostri giorni, comprenderà una presentazione dei tentativi di mediazione internazionale per poi concludere con delle considerazioni sul valore strategico dell’area e sulle conseguenti difficoltà di pacificazione della stessa.

A Bengasi l'insurrezione colorata si disintegra

I musulmani sono invitati a cessare le ostilità durante il mese di Ramadan. Niente di significativo dovrebbe aver luogo sul piano militare in Libia fino al 28 agosto. Ma chi si avvantaggia del tempo che passa? Oggi ci sono più di 70 gruppi armati, noti come “ribelli”. Quasi tutti riconoscevano l’autorità di Abdel Fatah Younes, che ha tentato di coordinarli. Dal momento dell’annuncio della sua morte, ogni gruppo ha ripreso la sua autonomia. Alcuni, che hanno creato un proprio governo, cercano di ottenere il riconoscimento dagli Stati membri della Coalizione, tra cui il Qatar, allo stesso titolo del CNT.

OCS vs Bilderberg: dove vengono prese le vere decisioni?

Fonte: http://ericwalberg.com/ Mentre l’elite dell’Occidente si è radunata nella pittoresca St. Moritz per lottare contro le pressanti crisi mondiali, gli outsider si sono incontrati nelle...

Cortocircuito fra Paraguay, Uruguay e Argentina

L'Uruguay vuole comprare l'energia paraguayana, il Paraguay vuole vendere l'energia all'Uruguay ma per via delle reti energetiche argentine non riesce a soddisfare i propri intenti. Per alcuni “osservatori” siamo di fronte ad un nuovo conflitto che nessuno dei governi coinvolti desidera far prendere il volo, al quale però nessuna soluzione è stata fin ora proposta.
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