Il percorso iniziato all’indomani del crollo dell’URSS era denso di insidie e di pericoli che avrebbero potuto esporre la giovane repubblica del Kazakistan, guidata da Nursultan Nazarbaev, ai rischi della speculazione e della disintegrazione sociale e politica. Attuando un programma audace e lungimirante, frutto di un’abile combinazione tra statalismo e ponderata apertura ai mercati, l’economia kazaka è riemersa dalla crisi, facendo prezioso tesoro di tutte le lezioni storiche del passato, custodite dalla leggendaria Via della Seta.