Inghilterra: un impero destinato al tramonto?

“Situazione imbarazzante” potrebbe essere la frase in grado di riassumere il pensiero della Regina Elisabetta e del Primo Ministro Britannico Cameron. Ad oggi sembrano ben lontani i tempi in cui l’Inghilterra si ergeva al centro delle strategie geopolitiche del Vecchio Continente: da qui partivano le direttive d’oltre oceano (Stati Uniti) per il vecchio continente, sulle politiche internazionali da spalleggiare. L’Inghilterra oggi sembra un po’ più sola, intenzionata a trarre in salvo la propria economia dal vortice instabile della Comunità Europea, ma allo stesso tempo priva dell’appoggio del transatlantico Statunitense, arenatosi in un improvvisa multipolarità mondiale. Oggi l’Inghilterra appare meno forte ed alla ribalta della cronaca solo per gossip reali che tutt’al più la dipingono simpatica e lungi dall’essere temibile come in passato. Forse è proprio questa parvenza di vulnerabilità a spingere alcuni membri del Commonwealth a palesare una voglia di cambiamento sino ad oggi impensabile.

Mikis Theodorakis, una scintilla per la Grecia

Mikis Theodorakis, il maggiore compositore greco moderno, ha 87 anni, una tempra e un coraggio ancora invidiabili. Celebrato in tutta Europa negli anni Settanta per la sua opposizione al regime dei colonnelli, è poi caduto nel dimenticatoio dei benpensanti di ogni tendenza per le sue intemperanze poco gradite agli “occidentali”: oggi è in prima fila nella contestazione del superpotere finanziario che sta mettendo in ginocchio la Grecia, costituendo anche un movimento – Spitha, “la scintilla” – che ha lo scopo di “resistere direttamente alle pressioni di Stati Uniti, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea”. “La sovranità nazionale – osserva Theodorakis – viene ceduta alle potenze straniere”.

La successiva fase della rinascita della Russia: Ucraina, Bielorussia e Moldavia

Gli stati ex-sovietici dell'Europa orientale Ucraina, Bielorussia e Moldavia sono importanti per la Russia per vari motivi, tra cui l'ubicazione geografica e le relazioni economiche. In genere, tutti questi stati cooperano con Mosca, ma i gradi di cooperazione variano. L'Ucraina comprende la necessità di forti legami con la Russia, ma lavora per giocare tra la Russia e l'Occidente per ottenere il maggior numero possibile di concessioni. La Bielorussia, in gran parte isolata dall'Occidente per motivi politici, dipende molto dalla Russia ed è già membro dell'unione doganale di Mosca con il Kazakhstan, quindi sarà meno resistente alla integrazione nell'Unione eurasiatica. La Moldavia è un paese diviso all'interno, trascinato da una parte verso le potenze occidentali e dall'altra parte verso Mosca, ed è destinato a rimanere politicamente paralizzato per il breve e medio termine.

La Cina e la Russia dovrebbero stabilire un'alleanza eurasiatica

Dai Xu, 14 febbraio 2012 Non è che nel 2012, che il presidente statunitense Barack Obama ha presentato la nuova strategia militare che si concentra...

Siria: la prossima guerra "umanitaria" della NATO?

Prof. Michel Chossudovsky, Global Research, 11 febbraio 2012 Introduzione "Al fine di facilitare l'azione delle forze di liberazione (sic), ... uno sforzo particolare dovrebbe essere...

Pechino scopre in Berlino un alleato vulnerabile

La visita di due giorni della Cancelliera tedesca Angela Merkel in Cina la scorsa settimana è coincisa con notevoli progressi nella cooperazione bilaterale nonostante...

Intervista a Sergei Martynov, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Bielorussia

Il nostro redattore Stefano Vernole ha intervistato per "Eurasia" il Ministro degli Affari Esteri della Bielorussia, Sergei Martynov, che ringraziamo per la disponibilità e la cordialità mostrate nel rispondere alle nostre domande.

Discorso di Obama sullo stato dell'Unione

Attesissimo da amici e nemici, in patria e fuori, l’annuale discorso sullo stato dell’Unione è stato pronunciato dal presidente Obama la sera del 24...

Il doppio veto che impedisce la guerra imperiale contro la Siria. Il GCC e...

Réseau Voltaire, Damasco (Siria), 5 febbraio 2012 Contrariamente a quello che era successo durante l'attacco contro l'Iraq, la Francia non ha difeso i principi del...

Kazakhstan. Il nuovo “ponte” geopolitico fra Europa e Asia

Possedendo circa il 60% delle risorse minerarie dell’ex Unione Sovietica, il Kazakhstan può considerarsi il Paese con la maggiore ricchezza pro capite al mondo. Oltre ai principali partner privati, come l’Eni e la Chevron Corporation, lo Stato kazako dal 2005 ha attirato l’attenzione della Turchia, concretatasi con la realizzazione di un accordo “energetico - militare” fra i due Paesi. L’importanza del ruolo internazionale del Kazakhstan si è, inoltre, incrementata con l’assunzione della presidenza dell’O.S.C.E., avvenuta nel 2010. Nel frattempo, il Parlamento kazako ha approvato una legge che intende contribuire alla difesa contro il terrorismo, dopo che alcuni attentati hanno fortemente turbato la popolazione.
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