Tendenze di voto negli Stati Uniti

Alle elezioni del 2008, Obama è stato sicuramente avvantaggiato dalla sua capacità di attrarre le minoranze, le quali si sono presentate alle urne con percentuali più alte del solito, anche se comunque inferiori rispetto a quelle della popolazione bianca. La sua capacità nel mantenere, e magari anche aumentare, questa affluenza al voto potrebbe fare la differenza in alcuni stati in bilico come Virginia, North Carolina, New Mexico, Nevada e forse anche in uno stato tendenzialmente repubblicano come l’Arizona. Appellarsi alle minoranze non sarà tuttavia sufficiente.

Note sul discorso di Nigel Farage

Nelle scorse settimane un nuovo astro ha brillato nel firmamento del web: Nigel Farage, il cui discusso intervento al Parlamento Europeo è stato fatto rimbalzare innumerevoli volte da un capo all’altro della rete. Prima di riproporre il testo integrale del discorso di Farage, e di aggiungervi qualche considerazione a margine (ma forse non marginale), vediamo un po’ chi è questo personaggio.

Le manovre dei paesi del Golfo contro il popolo siriano

Stando a quanto detto da una personalità vicina al Segretario Generale della Lega Araba, Nabil Arabi, emerge l’espressione, durante una riunione formale, della sua reale inquietudine a riguardo dei piani d’integrazione della Giordania e del Marocco all’interno del Consiglio di Cooperazione dei Paesi del Golfo (CCG). Egli suggerisce al proprio uditorio l’esistenza di un pericolo tangibile per la Lega Araba, poiché ne risulterebbe una nuova partizione del Mondo Arabo, con le monarchie e i principati da una parte, il resto dei paesi arabi dall’altra.

Il ruolo della Cina nella crisi del debito europeo secondo gli esperti cinesi

Di pari passo con il perdurare e l’espandersi della crisi del debito europeo, cresce quotidianamente anche l’attenzione verso il ruolo che la Cina può svolgere nell’ambito degli aiuti internazionali diretti all’economia europea. Gli analisti fanno notare che la Cina non sarà la ‘salvatrice’ dell’Europa, incapace com’è di aiutare con le sue sole forze il Vecchio Continente a liberarsi della crisi; ancor meno sarà un semplice spettatore della crisi: l’impegno per quanto riguarda gli aiuti non è mai mancato e la Cina ha messo tutte le sue forze per partecipare attivamente ad essa ed è un’importante forza costruttiva per accelerare la ripresa dell’economia europea.

Il ruolo dell'India in Asia

L’intervento di Francesco Brunello Zanitti, ricercatore presso l’IsAG, alla conferenza “La sfida dell’India. Nascita di una superpotenza?”, svoltasi a Trieste il 1° dicembre scorso presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell’Università degli Studi di Trieste. L’evento è stato organizzato da Lorenzo Salimbeni e dall’associazione culturale “Strade d’Europa” in collaborazione con l’IsAG e il contributo dell’Università degli Studi di Trieste.

La sfida dell'India: nascita di una superpotenza?

Sulla scena geopolitica mondiale sta prendendo corpo un nuovo soggetto, il BRICS, acrostico che indica Brasile, Russia, India, Cina e, da qualche mese, Sudafrica, vale a dire quelle potenze che in questo periodo di crisi economica del mondo occidentale possono invece vantare un trend positivo. Si tratta perciò di capire le basi e le cause di questo fenomeno e in particolare l’India è un Paese di cui neanche troppo se ne parla e poco effettivamente se ne sa. L’associazione Strade d’Europa, grazie al contributo dell’Università degli Studi di Trieste, in collaborazione con l’Istituto di Alti studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie e nell’ambito del ciclo 2011/2012 dei seminari di Eurasia, ha inteso approfondire l’argomento giovedì 1 dicembre organizzando il convegno La sfida dell’India. Nascita di una superpotenza?

Qatar: quanto potere in una striscia di sabbia?

Grande come la Campania, il piccolo Qatar è sempre più potente. Amico degli islamici e degli Usa, il suo ruolo dalla Libia alla Siria è sempre più cruciale. Stretto fra le due potenze più grandi e più reazionarie della regione: l’Arabia Saudita a Sud e l’Iran a Nord- con cui condivide il più grande giacimento di gas naturale del mondo- può contare anche sul potere mediatico garantito da Al Jazeera, il principale canale televisivo della regione.

Tre nuovi ingressi nel Comitato Scientifico di "Eurasia": A. Oganesjan, A. Dugin e V....

L'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) è lieto d'annunciare l'ingresso di tre nuovi studiosi di fama internazionale nel Comitato Scientifico della sua rivista "Eurasia". Si tratta dei russi A.G. Oganesjan, A.G. Dugin e del'ucraino V.A. Dergačёv. Tre studiosi che all'interno del loro paese sono considerati tra le maggiori autorità nel campo della geopolitica e delle relazioni internazionali. Presentiamo qui un breve profilo di ciascuno dei nuovi innesti nel Comitato Scientifico di "Eurasia", che con loro arriva a contare 27 membri, tra autorità della materia italiane e straniere, accademici, militari e diplomatici.

In Marocco il nuovo Premier è un Fratello Musulmano

Le analogie tra la situazione marocchina e quella egiziana di transizione alla democrazia sono forti: in entrambi i Paesi, i movimenti giovanili hanno mosso dure critiche in merito alle rispettive elezioni, considerate “specchietti per le allodole”, un espediente che lascerebbe il potere reale (potere di veto in ambito legislativo, nomine governative, controllo del sistema di sicurezza nazionale) nelle mani del Re, nel caso marocchino, e dell’esercito, nel caso egiziano. Molti giovani hanno così optato per il boicottaggio delle elezioni, continuando a chiedere il passaggio del potere nelle mani di un governo civile. A differenza di quanto accaduto in Egitto, in Marocco il Partito islamista Al-Adl Wa Al-Ihsan si è unito alla protesta dei giovani laici boicottando le elezioni.

Recensione a Libia 2011 di Paolo Sensini

Il saggio di Paolo Sensini Libia 2011 (Milano 2011) rappresenta un’opera fondamentale per chi volesse ripercorrere le vicende belliche che hanno insanguinato l’altra sponda del Mediterraneo nell’anno in corso. L’opera è divisa in due parti: la prima è dedicata ad un secolo di storia libica, chiuso fra i due tragici eventi bellici della guerra coloniale del 1911 e dell’intervento ‘umanitario’ del 2011. La seconda, invece, affronta con rigore i fatti bellici dell’anno in corso su più piani
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