Eredità sovietica e prospettive in chiaroscuro
Le tendenze degli ultimi anni hanno dimostrato che la Russia post-sovietica vive continuamente, anche quando non lo vorrebbe, sul terreno del passato e della memoria storica. Le tracce, materiali, storiche e persino spirituali, dell’era sovietica restano incancellabili, e tornano regolarmente a porre interrogativi epocali nella società russa contemporanea. Soltanto una pacificazione reale con la propria storia ed una obiettiva interpretazione del passato, potranno perciò costituire il punto di partenza per un rinnovamento sociale, politico ed istituzionale che sia in grado di rilanciare con forza e con saggezza il prestigio di Mosca nel pianeta.
Guerra di Libia, guerra d'Africa
Il conflitto in Libia ripropone sulla scena internazionale l’importanza di un quadrante geopolitico, quale quello nordafricano, di per sé non scindibile dalle dinamiche che attengono ai delicati equilibri internazionali. Eppure, esso non è solo parte delle fibrillazioni in atto sulle sponde del Mediterraneo e nella vasta area arabo-mussulmana fino al Golfo Persico. La guerra di Libia è un’altra guerra d’Africa. Geograficamente, ma ancor di più strategicamente.
La Costituzione italiana e le sfide internazionali: intervista a Paolo Maddalena
In occasione dell'uscita del numero XXIII (2-2011) di “Eurasia”, dedicato a Geopolitica e costituzioni, il nostro redattore Antonio Grego ha incontrato il prof. Paolo Maddalena, giurista e magistrato, vice-presidente emerito della Corte Costituzionale. Con lui si è discusso della condizione della Costituzione italiana alla luce delle incalzanti sfide geopolitiche e della Costituzione europea. L'intervista è stata raccolta a margine del seminario scientifico internazionale “Aspetti giuridici del BRICS”, svoltosi a San Pietroburgo (Russia) l'8-9 settembre scorsi.
Su Stalin e la natura sociale della Cina
Venerdì 23 settembre 2011 nella mitica “Sezione Trentanove” di Torino, luogo storico del comunismo critico torinese, Domenico Losurdo ha presentato e discusso il suo saggio su Stalin. Losurdo ha fatto ripetutamente il mio nome, chiarendo le nostre differenze di valutazione, particolarmente su due punti cruciali, la questione di Stalin e la questione della connotazione della natura sociale della Cina del 2011. Tutto questo merita un chiarimento ed un approfondimento, soprattutto per i lettori estranei alla disputa, che hanno però il diritto a precisazioni.
Bahrayn: false prove contro gli attivisti condannati a morte?
Sono emerse nuove prove a sostegno del fatto che il caso del regime del Bahrein contro due attivisti democratici condannati a morte per aver ucciso due poliziotti contenga evidenti falle. Nell’ultimo colpo di scena del controverso processo per omicidio, un impiegato del Ministero dell’Interno ha confessato la non colpevolezza degli uomini in attesa di esecuzione. Il presunto omicidio dei due ufficiali di polizia sarebbe avvenuto nel corso della repressione delle manifestazioni pro-democratiche di inizio anno nel regno del Golfo Persico, alleato degli Stati Uniti.
Destabilizzazione interna ed intervento NATO. Dal Kosovo alla Libia
Il nostro redattore Stefano Vernole, autore di vari libri sul Kosovo, ha tenuto la conferenza Destabilizzazione interna ed intervento NATO: dal Kosovo alla Libia a Benevento, il 24 settembre scorso. L'evento è stato organizzato dall'associazione locale "Millenium" ed introdotto da Orazio Maria Gnerre. Di seguito il video integrale dell'incontro.
Cause e conseguenze dell’allontanamento tra Turchia e Israele
La recente crisi dei rapporti diplomatici tra Turchia e Israele può essere spiegata in diversi modi. Vi sono delle ragioni di carattere geopolitico, ma anche della cause connesse alle strategie in politica estera adottate negli ultimi anni dai gruppi politici al potere ad Ankara e Tel Aviv, intenti a potenziare il ruolo regionale dei rispettivi paesi. La crisi diplomatica s’inserisce, inoltre, in un delicato contesto, connesso alla questione palestinese, alle rivolte arabe e all’attuale situazione in Siria ed Egitto, alla competizione tra l’Iran e l’Arabia Saudita, nonché agli interessi statunitensi nel Vicino Oriente.
Clio Evans: "Cosa ho visto in Libia (e cosa i media hanno taciuto)"
Clio Evans ha incontrato più volte la guida della Jamahiriya libica, Muammar el Gheddafi, e si è recata in Libia anche durante la guerra. L’abbiamo incontrata per conoscere il suo parere sugli eventi in corso. "Molte delle cose che ho visto con i miei occhi - racconta - non sono mai arrivate nelle case degli italiani. Ad esempio le vittime civili della guerra. Noi in un ospedale abbiamo visto molti giovani con le gambe spappolate dalle bombe della Nato, alcuni li abbiamo anche intervistati. Oppure le immagini dei libici dalla pelle scura brutalmente deturpati e massacrati in pubblico dai ribelli, con l’accusa di essere mercenari stranieri. Di queste cose i principali media italiani non hanno mai parlato."
La sedicente democratizzazione siriana: sulle tracce della realpolitik
Analizzare e comprendere le rivolte arabe oggi è diventato molto difficile. Questa difficoltà è in parte dovuta ai mass media che spesso trascurano la specificità di tali rivolte. “Istanze democratiche e richiesta di diritti” è la tesi più diffusa per giustificare la Primavera Araba. Ma c’è di più: i movimenti di protesta non sono tutti uguali e soprattutto non lo sono gli interessi geopolitici delle potenze in gioco. Il caso della Siria è emblematico in questo senso e ancora di più lo è notare come gli USA, ancora una volta, siano riusciti a muovere le proprie pedine in un Paese per loro strategicamente importante.
Tra Egitto e Israele? La politica estera della Turchia nel Vicino Oriente
Una folla di diverse migliaia di persone ha accolto il 12 settembre scorso Recep Tayyip Erdogan al suo arrivo al Cairo. Il primo ministro turco è sempre di più uno dei leader politici più amati della regione. Superato l’iniziale imbarazzo per il “caso siriano”, l’uomo forte di Ankara ha iniziato il suo tour rinnovando gli attacchi all’ex alleato Israele. Che cosa significa questa visita in Egitto per la regione? Un nuovo asse turco-egiziano sta emergendo nel Vicino Oriente, come suggerito da diversi osservatori? Nonostante l’entusiasmo suscitato da questa visita, Turchia ed Egitto restano due potenziali rivali-due leader regionali in pectore il cui momentaneo allineamento è dovuto più che altro all’attuale debolezza e instabilità del gigante arabo nell’immediato dopo-Mubarak.

















