La Libia e la grande bugia: usare le organizzazioni umanitarie per lanciare le guerre

La guerra contro la Libia è costruita sulla frode. Il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha approvato due risoluzioni contro la Libia, sulla base di accuse non provate, in particolare che il colonnello Muammar Gheddafi avesse ucciso il proprio popolo a Bengasi. L'affermazione nella sua forma esatta è che Gheddafi aveva ordinato alle forze libiche di uccidere 6.000 persone a Bengasi. Tali affermazioni sono state ampiamente diffuse, ma sempre vagamente spiegate. Fu sulla base di questa affermazione che la Libia è stata deferita al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, al Palazzo di Vetro di New York, e cacciata dal Consiglio sui diritti umani delle Nazioni Unite, a Ginevra.

Pronti, partenza …

Nelle acque pericolose della crisi economica internazionale, uno sguardo alla Turchia, attore regionale e mondiale di ormai indubbio valore i cui destini politico-economico sono evidentemente legati a quanto sta accadendo negli ultimi mesi, in particolare. Ecco alcune considerazioni sullo stato effettivo dell'economia turca.

E ora tocca alla Siria

Se la somiglianza tra i devastanti scenari di cambio di regime in Iraq e Libia è di qualche indicazione, il futuro del governo di Bashar al-Asad in Siria può essere appeso ad un filo sottile. Il nocciolo della questione – sottolinea questo analista – è che il cambio di regime in Siria è assolutamente centrale nei piani degli Stati Uniti per il Medio Oriente. Le poste in gioco sono così intrecciate che una serie di vantaggi strategici potrebbero essere conseguiti in un colpo solo, tra cui come minimo l’annullamento dell’influenza di Russia e Cina nella regione. Questa è un’opportunità che Washington non vuole lasciarsi sfuggire.

"Il Democratico" intervista Daniele Scalea e Pietro Longo

Due giovani studiosi hanno provato a fare il punto della situazione con un saggio eloquentemente intitolato “Capire le rivolte arabe” (Avatar Editions). Daniele Scalea e Pietro Longo, questi i nomi degli autori, hanno una formazione accademica rispettivamente nel campo della storia e dell’arabistica; inoltre si occupano entrambi di geopolitica, in particolare per la rivista Eurasia, di cui sono redattori. Il saggio in questione si presenta di grande utilità per chiunque voglia orientarsi nella complessità dei rivolgimenti in corso nel mondo arabo, dal momento che analizza in maniera sintetica ma rigorosa le dinamiche di breve e lungo periodo sottese ai fenomeni rivoluzionari, tratteggiandone inoltre in maniera convincente diversi possibili sviluppi futuri.

Il ruolo delle agenzie di rating

Lo scorso 20 settembre l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha degradato il giudizio sulle obbligazioni italiane portandole da A+ ad A per quanto concerne il breve termine e da A1+ ad A1 relativamente al lungo periodo rivedendo in negativo le prospettive per i prossimi tempi (outlook). La motivazione addotta ufficialmente verte sul fatto che “le prospettive di crescita economica dell’Italia si stanno indebolendo”.

Siria: il patriarca maronita vola in aiuto del regime siriano

Quando il 5 settembre Nicolas Sarkozy ha ricevuto all’Eliseo il nuovo patriarca maronita Mgr Béchara Raï quasi sicuramente non si aspettava che il capo della Chiesa maronita gli propinasse senza farsi troppi problemi una lezione di geopolitica che demolisce completamente la nuova dottrina che il presidente francese sta adottando nei confronti del mondo arabo in generale e del Medio Oriente in particolare, nello specifico la promozione di un Islam politico ‘moderato’.

P. Buttafuoco recensisce "Capire le rivolte arabe" su "Panorama"

A pochi passi da casa nostra si sta facendo la storia. Capire le rivolte arabe non è solo un imperativo che ci riguarda, ma anche il titolo di un libro proprio necessario. È quello di Pietro Longo e Daniele Scalea, due studiosi orientalisti e non due generici “analisti” improvvisati, quelli che dai giornali ancora prima di verificare notizie e accadimenti fanno da mosche cocchiere alla xenofobia e all’islamofobia. Recensione pubblicata nel settimanale Panorama, 28 settembre 2011, anno XLIX n. 40 (2368), pag.142.

L’Ucraina sospesa tra Est e Ovest

Da circa un mese, Yulia Tymoshenko è in carcere con l’accusa di abuso d’ufficio nella risoluzione della crisi energetica russo-ucraina del 2009. Nei giorni scorsi, Kiev ha insistito sulla rinegoziazione dei contratti, in particolare per quanto riguarda il prezzo del gas naturale che importa. Tutto fa pensare a un inverno freddo alle porte, ma considerare solamente la “guerra energetica” quale causa degli ultimi avvenimenti risulterebbe parziale e non permetterebbe un giudizio equilibrato dei rapporti tra Mosca e Kiev e, più in generale, della situazione politica in Ucraina.

Turchia e Qatar: i nuovi leader regionali?

Dopo la cosiddetta “Primavera Araba” che ha contagiando diversi paesi arabi, il Vicino Oriente sta vivendo la mancanza di un leader. Questa situazione permette alla Turchia e al Qatar di assumere un ruolo strategico, che alla fine potrebbe portare ad un conflitto politico tra i due ambiziosi stati.

Dopo le rivolte arabe: il nuovo Mediterraneo

Proponiamo qui la registrazione video integrale dell'evento che ha inaugurato il Ciclo 2011-2012 dei Seminari di Eurasia, la conferenza Dopo le rivolte arabe: il nuovo Mediterraneo tenutasi a Brescia sabato 17 settembre scorso. Sono intervenuti come relatori Tiberio Graziani (presidente dell'IsAG e direttore di "Eurasia"), Daniele Scalea (segretario scientifico dell'IsAG e co-autore di Capire le rivolte arabe), Aldo Braccio (redattore di "Eurasia" e autore di Turchia, ponte d'Eurasia) e Stefano Vernole (redattore di "Eurasia" e saggista). L'organizzazione è stata a cura dell'IsAG e dell'associazione "Nuove Idee".
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