La Fratellanza Musulmana verso le elezioni parlamentari e presidenziali
Lo scenario del fronte islamista egiziano, se pur unito nei suoi obbiettivi, sembrerebbe presentare diverse tendenze, una maggiormente aperta ad uno scenario pluri-confessionale rappresentato...
War is (not) over
Ripercorrendo i recenti anni di decisioni e azioni di guerra che hanno sconvolto e continuano a mietere vittime e alimentare violenze, ecco l'Iraq di oggi, un calderone in perenne ebollizione il cui destino è legato ancora a doppio filo alle volontà degli Stati Uniti. Cosa ha portato a tutto questo? Favorevoli e contrari ad un intervento militare i cui esiti, in fondo, si stanno dimostrando più che esplosivi.
Tripoli: capo di un gruppo islamista alla guida dei "ribelli" libici
La ribellione armata di Tripoli, secondo quanto riportato giovedì scorso dal giornale argentino El Khabar, sarebbe stata guidata da un ex emiro del Gruppo islamico dei combattenti libici ( (LIFG), Abdelhakim Belhadj. Secondo la stessa fonte, Abdelhakim Belhadj, sarebbe stato detenuto, in passato, nel 2004, per fatti di terrorismo dagli statunitensi in Asia e in seguito inviato in Libia.
Le relazioni russo-statunitensi, tra reset e nuovi screzi
Con il seguente articolo cercheremo di analizzare gli effetti dell’incontro Lavrov – Clinton e del caso Magnitsky sulle relazioni tra Mosca e Washington. Dopo un sintetico background dei principali problemi che i due Paesi dovevano discutere, analizzeremo successi e fallimenti dell’incontro citato per poi concentrarci sul’importanza della presa di posizione statunitense riguardo a Magnitsky e su quanto questo atto sembri conflittuale con la politica perseguita da Washington. Chiuderemo con alcune considerazioni sui possibili sviluppi futuri.
Kim Jong-Il rafforza i rapporti con la Russia e apre al Sud
Il 24 agosto il leader coreano Kim Jong-Il ha incontrato il presidente della Federazione russa Dimitri Medvedev in una base militare nei...
La primavera araba e il balance of power in Medio Oriente
La Primavera Araba ha profondamente segnato il panorama politico del Medio Oriente. Spentosi rapidamente l’entusiasmo per l’ondata democratica, è opportuno domandarsi se e come i cambiamenti occorsi fino ad oggi abbiano influenzato il delicato equilibrio geopolitico della regione. La configurazione pre-rivolta vedeva in Israele, Egitto ed Arabia Saudita i principali alleati della superpotenza americana, con l’asse Iran-Siria a capo dello schieramento “anti-egemonico”. Poco più di sei mesi dopo la “Rivoluzione dei Gelsomini” in Tunisia quest’articolo traccerà un bilancio (parziale) degli effetti delle rivolte nel mondo arabo sugli equilibri geopolitici del Medio Oriente.
"La Cina da impero a nazione": intervista a Diego Angelo Bertozzi
Ormai da anni la Cina è additata come la grande potenza del futuro: la sua inesorabile ascesa commerciale, economica e sempre più anche politica, culturale e militare, è sotto gli occhi di tutti. Eppure della Cina – della sua realtà presente e della sua storia, della sua cultura e visione del mondo – in Italia si sa poco o nulla. Prova, nel suo piccolo, a colmare parzialmente questa lacuna un libro di recente pubblicazione, La Cina da impero a nazione, di Diego Angelo Bertozzi, Edizioni Simple.
Daniele Scalea: “In Libia la guerra proseguirà ancora a lungo”
(ASI) Agenzia Stampa Italia ha incontrato Daniele Scalea, segretario scientifico dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), redattore della rivista di studi geopolitici Eurasia, autore de “La Sfida Totale” e co-autore, insieme a Pietro Longo, di “Capire le rivolte arabe”.
Intervista esclusiva a Sergej Baburin
Sergej Baburin, rettore dell’Università Statale Russa del commercio e dell’economia, ex deputato della Duma di Stato della Federazione Russa, ex vice-presidente della Duma, attualmente presidente del comitato russo di solidarietà con i popoli della Libia e della Siria, ha rilasciato questa intervista esclusiva per la rivista Eurasia sui rapporti tra Italia e Russia e sulla guerra in Libia. L'intervista è stata raccolta da Antonio Grego a Mosca, il 5 giugno scorso
L’energia nell’Artico: geopolitica tra i ghiacci
Tra i ghiacci del Mar Glaciale Artico si sta giocando una partita geopolitica molto importante. La corsa agli approvvigionamenti energetici passa per il Polo Nord, la cui calotta è contesa tra gli Stati che vi si affacciano. Le stime prevedono riserve molto ricche di idrocarburi, ma al tempo stesso ammoniscono del rischio ambientale e delle difficoltà tecnologiche per esplorazione e produzione di petrolio e gas. L’energia è ancora una volta il motore per il dialogo diplomatico tra paesi, più lontani in termini politici che in termini geografici. Il giacimento di Shtokman e gli instabili dialoghi tra British Petroleum e Rosneft ne sono prova.

















