Politica economica post-Mubarak: quale interpretazione?
L’economia è da sempre il metro di giudizio per eccellenza nelle decisioni politiche e militari egiziane. Come sta reagendo l’economia egiziana alla fase post-Mubarak? Perché proprio in questa delicata fase sembra rinunciare agli aiuti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale? Quali sono i possibili risvolti nel gioco degli equilibri tra la sponda atlantica e il Medio Oriente e Africa del Nord?
Finale di partita
E’ ormai palese a chiunque che il ciclo storico che si era iniziato con la liquidazione della classe dirigente che aveva retto le sorti del Paese negli anni del bipolarismo si sta per compiere definitivamente. Svenduta gran parte del patrimonio pubblico, consegnato il Paese a banche e ad istituti finanziari italiani e stranieri, americanizzato il sistema educativo, penalizzato in ogni modo lo Stato sociale a vantaggio dello Stato assistenzialepersa la sovranità monetaria con la creazione di Eurolandia, non rimane che privatizzare le ultime imprese strategiche della Nazione: Eni, Enel e Finmeccanica, in particolare.
Libia e diritto internazionale visti dalla Russia
Il 6 luglio a Mosca, presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università Statale Russa del Commercio e dell’Economia (RSUTE), ha avuto luogo la tavola rotonda dal titolo: "LIBIA, LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE E I PROBLEMI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE". La discussione ha visto la partecipazione di diplomatici russi e stranieri, esperti di diritto internazionale delle principali università del paese, politologi, giornalisti, membri di organizzazioni e movimenti sociali. La tavola rotonda è stata organizzata dal Comitato russo di Solidarietà con i popoli della Libia e della Siria.
A Beirut la formazione di un governo non risolve i problemi
Il Libano continua a vivere momenti delicati anche dopo la formazione del governo Miqati e la fiducia ottenuta in Parlamento. Le novità della compagine governativa, con la presenza rilevante di membri di Hezbollah, deve però tener conto dell'operato del Tribunale Speciale. Tutto ruota attorno alla commistione tra sfera politica e giudiziaria e da tali intrecci dipende il futuro del Paese dei Cedri.
Tra censura e tecniche di ritocco: politica e informazione in Cina
Il rapporto tra i mezzi d’informazione e il potere politico in Cina è sempre stato strettissimo. Infatti, fin dalle epoche dinastiche più remote alla più recente contemporaneità, la Storia e le storie vengono scritte e diffuse da organi di potere appositamente pensati e congeniati. In questo rientra anche il gigantesco strumento della censura, tuttora perfettamente funzionante. Questo articolo si pone dunque come obiettivo quello di indagare tali connessioni da un punto di vista storico ed evolutivo, spiegando quali sono le motivazioni soggiacenti, e di mostrare quanto tale processo sia così radicato a livello culturale da essere quasi inavvertito dai cinesi.
Attacco all'oro dell'Italia
Cosa si nasconde dietro gli attacchi all’italia? L’italia è un paese in crisi economica con un debito pubblico che rappresenta praticamente il 120% del PIL, ma ha ancora enormi ricchezze e tante imprese pubbliche che fanno grossi guadagni e quindi molto appetibili. Ma c’è una ricchezza di cui nessuno parla: l’Italia ha la quarta riserva di oro al mondo. L’attacco all’Italia è finalizzato a “derubarla” delle sue imprese pubbliche e delle sue immense riserve auree. L’oro è un prodotto strategico e lo sarà sempre di più nel futuro immediato, per cui fa gola.
I quartieri libici si preparano all’invasione terrestre della NATO
I quartieri si stanno preparando ad un'invasione di terra e a confrontarsi direttamente con gli invasori con un piano che si immagina non suonerebbe estraneo ad un generale Giap del Vietnam o ad un generale cinese, essendo un'enorme difesa popolare. E` stato organizzato casa per casa, strada per strada per ogni quartiere ed avrà a disposizione tutto l'arsenale disponibile. Seguendo il modello Hezbollah, essi si sono organizzati in squadre di cinque persone, una volta completato l'addestramento: ecco come funziona.
Un video manipolato e tanti pappagalli di guerra
Raccontiamo qui nuovamente un video, una storia che forse si è già impressa nelle vostre menti: la morte in presa diretta, il cecchino che spara al ragazzo che lo filma, voi che vi siete affacciati sulla Siria attraverso la sua paura e poi il suo buio, i giornali che scrivono che questa è «la nuova strategia repressiva del regime: sparare dritto su chi filma.» Vi proponiamo un’analisi tecnica stringente, che smonta pezzo dopo pezzo il video, scompone le sequenze, spiega i segreti dell’audio, fa tutto quello che non hanno fatto Enrico Mentana, Francesco Battistini e tutti gli altri che hanno raccolto la velina e l’hanno rilanciata. Come vedrete tutto fa pensare che il video sia una clamorosa bufala.
Il paradigma del Bahrein
Nei giorni in cui Hillary Clinton ha pubblicamente gettato benzina sul fuoco che da mesi incendia la società siriana e Sarkozy pare abbia innestato...
Aldo Braccio: “La Turchia sta diventando un Paese sovrano”
Aldo Braccio, redattore di "Eurasia", è stato intervistato da Fabrizio di Ernesto per l'Agenzia Stampa Italia a proposito dell'imminente uscita del suo nuovo libro, Turchia ponte d'Eurasia (Fuoco Edizioni, Roma 2011). Nell'intervista Braccio discute il ruolo internazionale della Turchia, il difficile avvicinamento all'Unione Europea, le rivolte arabe e la politica interna del paese anatolico. Riportiamo il testo integrale dell'intervista.

















