Bombardamenti umanitari? Gli obiettivi geostrategici della guerra alla Libia

Si è svolta sabato 25 giugno 2011 a Milano, presso il Centro Culturale San Fedele, la conferenza Bombardamenti umanitari? Gli obiettivi geostrategici della guerra alla Libia, organizzata dall'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie. Sono intervenuti, davanti ad alcune decine di persone, Aldo Braccio (redattore di "Eurasia"), Maurizio Cabona (giornalista e saggista), Roberto Giardina (redattore del "Quotidiano Nazionale"), Luca Tadolini (difensore di Nuri Ahusain) e Joe Fallisi (testimone oculare dello scoppio della guerra). Di seguito i video integrale dell'evento.

Al-Qaida e la ribellione libica

Un nuovo rapporto di due think tank francesi conclude che i jihadisti hanno giocato un ruolo predominante nella ribellione della Libia orientale contro il governo di Muammar Gheddafi, e che i "veri democratici" rappresentano solo una minoranza della ribellione. Il rapporto, inoltre, mette in discussione le giustificazioni addotte per l'intervento militare occidentale in Libia, sostenendo che essi sono in gran parte basati su esagerazioni dei media e su "una sfacciata disinformazione."

Guerre umanitarie: la pulizia etnica dei Libici Neri

I "ribelli" a Misurata in Libia hanno cacciato l'intera popolazione nera della città, secondo un racconto agghiacciante di «The Wall Street Journal» con il titolo “Città libica lacerata da faida tribale”. I "ribelli" ora si trovano in vista della città di Tawergha, a 40 km di distanza, e giurano di ripulirla da tutte le persone di colore, una volta che si impadroniscano della città. Non è questa la perfetta definizione del termine "genocidio"? Secondo l'articolo del «Wall Street Journal», i "ribelli" si riferiscono a se stessi come «la brigata per l'eliminazione degli schiavi, pelle nera».

Il ruolo del Consiglio di Cooperazione del Golfo nel panorama del Vicino Oriente

Un'analisi dell'evoluzione di un'organizzazione regionale sempre più rilevante nel panorama vicinorientale, il Consiglio di Cooperazione del Golfo. Alla luce di possibili nuove adesioni e degli scenari che mutano al mutare stesso degli interessi geostrategici e delle convergenze con il partner d'oltre oceano, gli Stati Uniti.

Il capitale strategico del Pakistan

La caduta del bipolarismo coincisa con il collasso dell'Unione Sovietica ha sortito numerosi effetti collaterali che sono andati a scompaginare i rigidi rapporti...

Kosovo: anche gli “eletti” cominciano a tremare

La partizione del Kosovo, della quale negli ultimi tempi hanno parlato a più riprese esponenti politici serbi, non ha incontrato il favore degli americani. La Serbia ritiene che sia l'unica soluzione realistica all'impasse che persiste sulla questione di tale paese, del quale Belgrado si rifiuta di riconoscere l'indipendenza. Ma la Germania ha già dettato a Belgrado le condizioni necessarie affinché la Serbia possa entrare a far parte dell'UE: il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo e l'ingresso nella NATO. Intanto si aprono spiragli affinché si apra un'inchiesta sul traffico di organi internazionale nella regione kosovara.

MERCOSUR o morte

Secondo l'analisi di Andrés Soliz Rada, ex Ministro degli Idrocarburi della Bolivia, qui riportata, la scelta tra MERCOSUR o morte è tutta nelle mani delle generazioni di latinoamericani di oggi. La prima opzione implica nel medio periodo la configurazione della Nazione Continente dell’America Latina. La seconda vuol dire rassegnarsi al fatto che il Sudamerica si converta in tanti nuovi Puerto Rico.

La situazione in Siria

A cinque mesi dall'inizio delle pressioni che stanno interessando la Siria non si è ancora assistito al cedimento di un regime che risulta più solido di quanto ci si aspettasse. A tal punto risulta opportuno interrogarsi sulla natura di tali avvenimenti, quantomeno per formulare alcune ipotesi realistiche sugli avvenimenti stessi, nonché sul futuro prossimo della Siria.

Rivoluzioni arabe: la parola agli esperti

In questi mesi Agenzia Stampa Italia ha ovviamente dedicato ampio spazio alle rivolte scoppiate nel basso Mediterraneo offrendo spesso delle visioni molto diverse da quella ufficiali e politicamente corrette offerte dei media embedded. Questa volta per dare ai nostri lettori una visione ancora più precisa abbiamo incontrato due esperti di geopolitica: Daniele Scalea e Pietro Longo che proprio di recente hanno pubblicato, per le Edizioni Avatar, il saggio “Capire le rivolte arabe – Alle origini del fenomeno rivoluzionario”.

Mercato, aiuti e genesi dello sviluppo: il caso scuola del Sud Sudan

Il Sud Sudan sarà qualcosa di più di un semplice stato. Dopo decenni di conflitti e dopo le elezioni del 2010, sembra essere giunto a compimento il processo che porterà, in Luglio, alla creazione del nuovo stato. Ma cosa succederà quando il più esteso e convulso stato Africano si spaccherà in due? Quale strada si deciderà di intraprendere per risollevare quello che, una volta dichiarato indipendente, sarà uno degli Stati più poveri al mondo?
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