Il massacro di Sorman

Per una volta, Thierry Meyssan non fornisce una fredda analisi degli sviluppi geopolitici. Racconta i fatti di cui è testimone: la storia del suo amico, l'ingegnere Khaled K. Al-Hamedi. Una storia di orrore e di sangue in cui la NATO incarna il ritorno della barbarie. L'Alleanza Atlantica, i suoi lindi generali a quattro stelle e i suoi diplomatici benpensanti, hanno deciso di uccidere i figli dei leader libici per spezzarne la resistenza psicologica.

Il risveglio repubblicano: gli Usa verso il 2012

Le campagne elettorali per le prossime presidenziali sono ai nastri di partenza. I motori si sono già accesi e il dibattito politico sta entrando nel vivo. Obama ha già annunciato ufficialmente la sua ricandidatura per il secondo mandato e le risposte dal fronte repubblicano non sono tardate: a oggi sono nove i contendenti ufficiali al titolo di sfidante del presidente uscente. L’occasione per il Partito Repubblicano è storica, la difficile congiuntura socio economica degli Usa lo ha fatto balzare in cima agli indici di gradimento tra gli elettori insoddisfatti. Ma nonostante ciò il Gop ha scelto per ora di mantenere un basso profilo e di marciare verso le Primarie con prudenza a dimostrazione della delicatezza del momento storico.

Nuove possibilità al di là delle Ande

In seguito alla visita del presidente cileno in Italia si prefigurano nuovi scenari senz’altro proficui dal punto di vista commerciale e diplomatico per entrambi i paesi. Il Cile può rafforzare il suo status internazionale di socio affidabile e i vincoli commerciali con l’Europa, anche nell’ottica di ridurre le disuguaglianze sociali interne. L’Italia potrà sfruttare le relazioni con Santiago per guadagnare una posizione migliore all’interno del subcontinente sudamericano e ovviare così anche ai recenti smacchi diplomatici.

Tripoli bombardata, non cede

Un gruppo internazionale di ricercatori della Rete Voltaire è attualmente in Libia. Ha potuto visitare i luoghi dei bombardamenti. Con la fiducia delle autorità libiche, ha incontrato alcuni dei leader politici e della sicurezza, nonostante le condizioni di guerra. La loro conclusione è diametralmente opposta alle immagini trasmesse dalla stampa occidentale. Thierry Meyssan consegna le loro prime osservazioni.

Bombardamenti umanitari? Gli obiettivi geostrategici della guerra alla Libia

Si è svolta sabato 25 giugno 2011 a Milano, presso il Centro Culturale San Fedele, la conferenza Bombardamenti umanitari? Gli obiettivi geostrategici della guerra alla Libia, organizzata dall'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie. Sono intervenuti, davanti ad alcune decine di persone, Aldo Braccio (redattore di "Eurasia"), Maurizio Cabona (giornalista e saggista), Roberto Giardina (redattore del "Quotidiano Nazionale"), Luca Tadolini (difensore di Nuri Ahusain) e Joe Fallisi (testimone oculare dello scoppio della guerra). Di seguito i video integrale dell'evento.

Al-Qaida e la ribellione libica

Un nuovo rapporto di due think tank francesi conclude che i jihadisti hanno giocato un ruolo predominante nella ribellione della Libia orientale contro il governo di Muammar Gheddafi, e che i "veri democratici" rappresentano solo una minoranza della ribellione. Il rapporto, inoltre, mette in discussione le giustificazioni addotte per l'intervento militare occidentale in Libia, sostenendo che essi sono in gran parte basati su esagerazioni dei media e su "una sfacciata disinformazione."

Guerre umanitarie: la pulizia etnica dei Libici Neri

I "ribelli" a Misurata in Libia hanno cacciato l'intera popolazione nera della città, secondo un racconto agghiacciante di «The Wall Street Journal» con il titolo “Città libica lacerata da faida tribale”. I "ribelli" ora si trovano in vista della città di Tawergha, a 40 km di distanza, e giurano di ripulirla da tutte le persone di colore, una volta che si impadroniscano della città. Non è questa la perfetta definizione del termine "genocidio"? Secondo l'articolo del «Wall Street Journal», i "ribelli" si riferiscono a se stessi come «la brigata per l'eliminazione degli schiavi, pelle nera».

Il ruolo del Consiglio di Cooperazione del Golfo nel panorama del Vicino Oriente

Un'analisi dell'evoluzione di un'organizzazione regionale sempre più rilevante nel panorama vicinorientale, il Consiglio di Cooperazione del Golfo. Alla luce di possibili nuove adesioni e degli scenari che mutano al mutare stesso degli interessi geostrategici e delle convergenze con il partner d'oltre oceano, gli Stati Uniti.

Il capitale strategico del Pakistan

La caduta del bipolarismo coincisa con il collasso dell'Unione Sovietica ha sortito numerosi effetti collaterali che sono andati a scompaginare i rigidi rapporti...

Kosovo: anche gli “eletti” cominciano a tremare

La partizione del Kosovo, della quale negli ultimi tempi hanno parlato a più riprese esponenti politici serbi, non ha incontrato il favore degli americani. La Serbia ritiene che sia l'unica soluzione realistica all'impasse che persiste sulla questione di tale paese, del quale Belgrado si rifiuta di riconoscere l'indipendenza. Ma la Germania ha già dettato a Belgrado le condizioni necessarie affinché la Serbia possa entrare a far parte dell'UE: il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo e l'ingresso nella NATO. Intanto si aprono spiragli affinché si apra un'inchiesta sul traffico di organi internazionale nella regione kosovara.
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