Gli alleati USA nel Golfo: repressione e tortura in Arabia Saudita

Il Dipartimento di Stato degli USA ha recentemente pubblicato il suo “2010 Country Reports on Human Rights Practices”. Sono inclusi i rapporti sui paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), che ha appoggiato l'imposizione di una no-fly zone in Libia e ne ha supportato l'attacco da parte degli Stati Uniti e delle potenze europee. Mentre gli Stati Uniti cercano di mascherare l'aggressione imperialista alla Libia in termini "umanitari", i suoi alleati del GCC perpetuano violazioni diffuse dei diritti umani, repressione e tortura nei loro stessi paesi.

La Libia e la nuova Divisione Imperiale dell'Africa

I piani per attaccare la Libia erano pronti da molto tempo. La macchina da guerra imperiale di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, e dei loro alleati della NATO, è coinvolta in una nuova avventura militare analoga alle vicende che portarono alle guerre contro la Jugoslavia e l'Iraq. La macchina da guerra è stata mobilitata sotto la copertura dell'"intervento umanitario".

Scoperto "l'accordo Libia" fra Stati Uniti e Arabia Saudita

Voi invadete il Bahrain. Noi cacciamo Muammar Gheddafi dalla Libia. Questa, in breve, è l’essenza di un accordo raggiunto fra l’amministrazione Obama e la dinastia saudita. Due fonti diplomatiche, presso le Nazioni Unite, confermano indipendentemente che Washington, tramite il Segretario di Stato, Hillary Clinton, abbia dato il via all’Arabia Saudita di invadere il Bahrain.

"L'Italia conta? Molto poco"

A p. 15 de "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 21 aprile scorso è comparso il seguente articolo, a firma Manlio Triggiani, che presenta il numero 2/2010 di "Eurasia": Italia: 150 anni di una piccola grande potenza. Il numero, per chi lo desiderasse, è ancora disponibile per l'acquisto. Cogliamo l'occasione per ricordare un'offerta riservata ai nostri abbonati, valida ancora per pochi giorni.

Il matrimonio reale inglese e il suo "piccolo sporco segreto" in Bahrain

I reali britannici sono finiti, in questi ultimi giorni, sotto il fuoco della stampa britannica, per aver invitato il principe del Bahrein, che è anche il vice comandante supremo delle forze di difesa del Bahrain. Nonostante la mancanza di copertura nei media mainstream britannici, e occidentali in generale, tuttavia, c'è stata una protesta pubblica in Gran Bretagna per la brutale repressione del movimento pro-democrazia.

La primavera araba e l’Iran

Alla luce di quanto sta accandendo in Nord Africa e nella penisola Araba, non può trascurarsi l'incidenza che tali avvenimenti possono avere in Iran, già lacerato da proteste che non hanno però trovato alcuno sbocco se non la repressione del regime. In un valzer di stagioni che si rincorrono, che sia questo l'inizio dell'autunno iraniano?

Malvine: Israele avrebbe fornito armi alla giunta militare

Messa sotto embargo e bisognosa di armi durante il conflitto delle Malvinas, l’Argentina trovò nello stato ebraico l’alleato esemplare, il quale la rifornì dalle cisterne di combustibile e aerei fino ai giubbotti duvet. L’autore anticipa in questo articolo rivelazioni sconvolgenti documentate nel suo libro Operazione Israele, dove racconta l’intrigo segreto di quei negoziati.

L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a 10 anni dalla sua costituzione

L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (OCS) ha origine nei processi di distensione delle relazioni russo-cinesi, avviati nel corso degli anni’90. In questi dieci anni di attività dell’Organizzazione, gli analisti si sono interrogati sulle finalità della stessa, tanto quelle ‘ufficiali’ quanto quelle ‘ufficiose’. Non vi è dubbio che la lotta ai “tre mali” rappresenti un interesse vivo di tutti i Paesi membri dell’organizzazione: tuttavia, è altrettanto evidente che le due grandi potenze del Gruppo, Cina e Russia, cercano di affidarsi all’Organizzazione per ben più ampie finalità strategiche.

La strana parabola di South Stream

La competizione tra Nabucco e South Stream è destinata a intensificarsi. Nondimeno, l’evoluzione di South Stream da joint-venture bilaterale a progetto genuinamente europeo smentisce coloro che vedevano in questo gasdotto il prodotto di una strategia russa per minare la coesione dell’Unione europea e nella rivalità con Nabucco una nostalgica battaglia geopolitica tra blocchi contrapposti. Le nuove iniziative russe non devono spaventarci: un mercato del gas dove le risorse sono abbondanti e le regole adeguate non subirà contraccolpi anche nel caso di crisi con un singolo fornitore.

Usa: Obama alle prese con un deficit problematico

L’agenzia di rating “Standard and Poor’s” ha recentemente creato un certo scompiglio a Wall Street, dopo aver rivisto l’outlook del deficit statunitense da stabile a negativo. La notizia arriva alla vigilia di una intensa campagna elettorale che culminerà con l’elezione del nuovo presidente nordamericano nel 2012. Immediata è giunta la risposta della Casa Bianca, con il suo portavoce che ha tentato di spiegare come l’economia della nazione sia molto più forte di ciò che è stato detto e che dalla crisi si potrà uscire agevolmente.
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