La Turchia nell’Ue: partner scomodo o alleato strategico per la politica estera europea?

La politica estera europea, da tempo tacciata di non essere in grado di esprimere posizioni comuni come converrebbe ad un soggetto non a caso denominato“Unione europea”, spinge a riflettere su uno dei vari fronti aperti che, in vista degli accadimenti attuali quali la guerra in Libia, torna prepotentemente alla ribalta: l’ingresso della Turchia nell’Ue. In realtà sarebbe più esatto dire che non è mai stato accantonato ma, lo schieramento degli attori internazionali nella vicenda libica, chiamando in causa inevitabilmente anche la Turchia, ha evidenziato come l’Europa sia praticamente spaccata a metà tra turco-scettici e ferventi sostenitori dell’adesione turca.

Il Sud America e i Caraibi sono lo scenario in cui i paesi del...

L'era dell’unipolarità statunitense è in declino; dopo lo tsunami che ha distrutto le idee neoliberiste, il Sudamerica dovrebbe trarre vantaggio da questi tempi di multipolarità e di cambiamenti dei paradigmi economici. Le risorse naturali dell'Amwerica indiolatina dovrebbero essere usate per creare una nuova area continentale ed industriale, autocentrata, e non solo un area principale di esportazione dei prodotti, come attualmente è.

La cooperazione nucleare tra India e Giappone. Delhi guarda a est

Negli ultimi anni le relazioni tra India e Giappone sono state contraddistinte dall’attenzione posta sulla possibile cooperazione energetica tra i due paesi. A questo proposito lo scorso 8 aprile si è verificato un importante incontro tra il segretario del ministero degli esteri indiano Nirupana Rao e il viceministro degli esteri giapponese Kenichiro Sasae, con al centro delle discussioni le tematiche energetiche riguardanti il nucleare.

La Guerra in Libia, una guerra per l'Africa

L'Africa è la scacchiera in cui si gioca la partita tra un occidente sempre meno credibile sul piano diplomatico, e perciò guidato da una violenza disperata, e il blocco anti-egemonico in ascesa del BRICS. Alle mosse sconclusionate e azzardate della NATO in Libia e nella Costa d'Avorio, il BRIC risponde con la spettacolare ed efficace contromossa in Sud Africa: sviluppo e progresso contro violenza e distruzione.

L’approccio della Turchia alla crisi libica

L’iniziativa diplomatica turca nella crisi libica va proiettata lontana nel tempo. Se allo stato attuale è difficile prevedere come si evolveranno gli eventi nel breve-medio periodo, resta il fatto che il modello turco nel futuro potrà essere per la Libia un valido punto di riferimento per la sua capacità di coniugare Islam e democrazia, modernità e tradizione.

Il “fermento arabo” e la Giordania

In una regione in totale fermento, anche la Giordania rischia di subire delicate conseguenze a fronte della crescente insoddisfazione interna. Tra necessità di riforme interne e superamento della crisi economica, anche i paesi vicini, ed in particolar modo Israele ed Arabia Saudita, tengono d'occhio l'evolversi della situazione. Saprà il regno hashemita restare al passo con i nuovi tempi?

Accordo di Schengen: quando molto dipende dall’ampiezza interpretativa

Persiste da mesi nel Mediterraneo una situazione tragica a livello umano e politico, che pone inevitabilmente l’Italia nell’esigenza di fronteggiare in tempi rapidi un’emergenza data dal peculiare status di Paese euro mediterraneo. Come è noto, questi giorni vedono i ministri degli Interni italiano e francese sfidarsi in un aspro dibattito circa le posizioni assunte dai due Paesi relativamente all’accoglienza da offrire agli immigrati tunisini.

L'Europa non è terra per russi. La russofobia dilaga nel continente europeo

Le decisioni politiche come gli Accordi di Ohrid del 2011 - che sarebbero state appropriate per l'Estonia e la Lettonia - non sono pensate per i russi. Nemmeno la Carta Europea per le Lingue Regionali lo è. E neppure la tolleranza o la lotta contro la discriminazione nazionale. Persino i verdetti del Processo di Norimberga diventano nulli e vuoti, quando si arriva a coloro che combatterono contro i russi.

Le minoranze etniche nel conflitto libico

I Tuareg sostengono Gheddafi, mentre gli Amazigh stanno con gli oppositori. Gli interessi dei Tuareg sono sempre stati nel sud— a differenza della gente amazigh, che ha studiato in Europa e ha costantemente coordinato i propri sforzi con Parigi.

Guerra civile ed ingerenza umanitaria: parlano gli studenti libici in Italia

I nostri redattori Stefano Vernole e Claudio Mutti hanno intervistato rappresentanti della Lega degli Studenti Libici in Italia, i quali hanno potuto esprimere le loro posizioni sulla guerra civile in patria e l'ingerenza "umanitaria" della coalizione guidata da Parigi, Londra e Washington.
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