Intervista a Mahdi Darius Nazemroaya

L’articolo che segue è la traduzione italiana dell’intervista rilasciata da Mahdi Darius Nazemroaya a “Life Week”, un’importante rivista cinese con base a Pechino. Nazemroaya è stato intervistato da Xu Jingjing per il servizio speciale di “Life Week” riguardante l’AFRICOM e la Libia il 1 Aprile.

L'Occidente contro la Cina: una nuova guerra fredda su suolo libico

Basta leggere il briefing strategico nei documenti di AFRICOM USA per comprendere il vero obiettivo in Libia: il controllo di risorse preziose e l'espulsione della Cina dal Nord Africa. Quando gli Stati Uniti formarono AFRICOM, nel 2007, circa 49 paesi hanno firmato la Carta militare statunitense per l'Africa, ma un paese l'aveva rifiutata: la Libia. Infatti, un tale atto di tradimento, da parte del leader della Libia Gheddafi Moummar, avrebbe solo piantato i semi di un futuro conflitto per il 2011.

La Turchia e le rivolte arabe: tra ambizioni e incognite

Mentre si ridisegnano gli equilibri della sponda meridionale del Mediterraneo, sono in molti a guardare alla Turchia come modello per i futuri assetti. Inizialmente contraria all’intervento in Libia, la Turchia è entrata in gioco come attore protagonista svolgendo oggi un ruolo fondamentale di mediazione.

L’Ucraina, in bilico tra atlantismo e riavvicinamento alla “Madrepatria”

Con il seguente articolo si cercherà di fare il punto sull’allineamento politico internazionale dell’Ucraina, Paese di grande interesse strategico per la strategia occidentale/atlantica e quella russa.

La Libia e la nuova dottrina strategica degli Stati Uniti

L'operazione militare alleata in Libia segna un importante cambiamento strategico. Washington ha rinunciato ad una guerra di occupazione e ha affidato ai suoi alleati le future operazioni di terra. Thierry Meyssan delinea il nuovo paradigma strategico degli Stati Uniti: la globalizzazione forzata viene interrotta, l'era dei due mondi comincia.

Mercosur: uno sguardo uruguaiano all’integrazione

La mondializzazione e l’universalizzazione della Società Internazionale non vogliono dire omogeneità priva di problemi. Al contrario. Quello che si percepisce, attualmente, è che i problemi della Società Internazionale sono veramente globali. Il collasso di una porzione della Società Internazionale è probabile che induca, nel complesso, a trasformazioni significative.

Gheddafi, Sarkozy e l'Italia: Intervista a Claudio Mutti

Intervista a Claudio Mutti, redattore di "Eurasia", da parte di Davide D'Amario per il quotidiano "Rinascita", a proposito della Libia, delle idee di Gheddafi, delle motivazioni dietro all'aggressione francese e dell'atteggiamento assunto dal nostro paese.

La geopolitica turca e l’iniziativa statunitense del “Grande Medio Oriente”

Recenti cambiamenti politici in Turchia mostrano che i suoi interessi non corrispondono più con la posizione degli Stati Uniti. Ankara è diventata meno entusiasta di unirsi all’Unione Europea e ora è più attenta al Medio Oriente ed è pronta a prendere in considerazione gli interessi regionali della Russia e dell’Iran.

La Costa d’Avorio e Bretton Woods: lo spettro di Soros

Il cambio di regime, appoggiato dall’ONU, in atto in Costa d’Avorio è l’ultimo di una serie di interventi internazionali giustificati sul piano umanitario, soprannominati dai critici “imperialismo dei diritti umani”. Questa nuova politica è talvolta chiamata “Dottrina Annan”, definita come la perdita delle tradizionali prerogative di sovranità a causa di crimini contro l’umanità.

USA e GB allungano gli artigli sulla Libia

I maggiori politici inglesi – Margaret Thatcher, John Major, Tony Blair, Gordon Brown e David Cameron – sono tutti colpevoli di crimini di guerra; hanno tutti autorizzato l’utilizzo di Armi di Distruzione di Massa (ADM) contro civili innocenti e contro le nostre stesse forze militari ad un livello vicino al genocidio di massa.
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