La crisi libica e i suoi sciacalli

Nonostante il “disgelo” intervenuto da circa 10 anni tra la Libia e gli anglo-americani, l’attuale crisi in cui è precipitato il paese arabo è diventato il nuovo round del match che oppone l’ormai vecchio colonnello alle vecchie Potenze imperialiste. Questa è l’unica cosa certa in una situazione che pare piuttosto difficile da decifrare e che viene raccontata in modo ancor più confuso dai media.

Il mondo applaude mentre la CIA affonda la Libia nel caos

Gi stessi gruppi che gli Stati Uniti hanno finanziato per decenni, stanno ora cercando la loro occasione per ottenere il controllo della Libia. Perché gli Stati Uniti si oppongono a Gheddafi? E' la principale minaccia all'egemonia statunitense in Africa, poiché tenta di unire il continente contro gli Stati Uniti. Il loro piano è mettere in ginocchio la Libia attraverso il caos e l'anarchia.

Continuano gli attriti “geopolitici” in Giappone.

Continuiamo a seguire l’evoluzione della politica estera giapponese: dopo il periodo Hatoyama, dove si è cercato di smarcarsi dal rapporto soffocante con gli Stati Uniti, ora avanza una "restaurazione".

Israele guarda oltre il Sinai

Piazza Tahrir e le ripercussioni in Israele: tra ansie e nuove opportunità, la dirigenza israeliana guarda con estrema attenzione ai vicini avvenimenti egiziani. Quali le prospettive più probabili di uno scenario in continua evoluzione?

Cina ed Egitto. La storia di una virtuosa cooperazione sud-sud e l’incognita della transizione...

L‘impero del dragone sembra comportarsi come recita il nono stratagemma cinese: "osserva l'incendio sulla riva opposta del fiume" e attende il momento più opportuno per incassare il massimo dei benefici, sempre perseguendo una cooperazione paritaria.

Le rivoluzioni colorate in Eurasia

"La situazione del mondo arabo scossa dalle rivolte popolari rischia di culminare nella disintegrazione di taluni Stati e nel loro frazionamento in minuscole realtà. Uno scenario simile è stato previsto allo stesso modo per la Russia, ma tale scenario non ha alcuna possibilità di diventare reale". - Dimitri Medvedev, Vladikavkaz, Ossezia del Nord, 22 febbraio 2011.

La Crisi in Libia e le sue ripercussioni economico-energetiche in Italia

Se il controllo esercitato a Tripoli dovesse collassare, o anche indebolirsi di molto, non è improbabile che s’instauri nel paese nordafricano una situazione di crisi e instabilità prolungata. Una tensione e un conflitto che verrebbero alimentati appunto dalla disponibilità di risorse energetiche da esportare sul mercato internazionale.

Libia: Golpe e Geopolitica

Le potenze occidentali, comunque assai indebolite da questi anni di guerre e crisi da esse stesse indotte e provocate, non hanno la forza di imporre un nuovo ordine regionale, ma semmai di creare il caos regionale e di frammentare la realtà comunque omogenea del Maghreb/Mashreq.

La Turchia mantiene la sua rotta nella “tempesta” araba

La Turchia si muove sullo scenario libico con prudenza, ma, dalle prime indicazioni (contrarietà all’istituzione di una no-fly zone, freddezza sull’eventualità di interventi esterni) non sembra disposta a buttare all’aria i propri interessi e il proprio ruolo di potenza regionale in sintonia e non più in opposizione con il mondo arabo.

Libia: L'Impero colpisce ancora

Gli eventi in Libia sono l'inizio di una controffensiva da parte dell'Impero, per cercare di riprendere il controllo della situazione. Si tratta del tentativo da parte USA/UE di intercedere direttamente e militarmente nella situazione in Medio Oriente/Nord Africa, molto probabilmente attraverso l'uso della NATO.
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