Mediterraneo: l’Unione che non c’è
Come diceva Fernand Braudel nel suo saggio “Il Mediterraneo. Lo spazio, la storia, gli uomini, le tradizioni” il Mediterraneo è “mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una cultura, ma una serie di culture accatastate le une sulle altre”, ma negli ultimi decenni è divenuto anche il centro di un insieme altrettanto complesso di politiche di cooperazione, parternariati ed ipoteti-che unioni. La recente crisi mediorientale sta incidendo e inciderà sul progetto di “Union pour la Méditerranée”: Quale futuro è lecito aspettarsi per l’UpM?
Washington affronta le rivolte arabe: sacrificare i Dittatori per salvare lo Stato
Questo saggio considera le ragioni che stanno dietro all’esitazione di Obama, quando è evidente che Mubarak ha terminato il suo ruolo di strumento utile per gli Stati Uniti e la sua destituzione sembrerebbe approvata da tutti, eccetto da Israele.
Il Libano in attesa di un verdetto
La caduta del governo libanese di Saad Hariri è l'ennesima dimostrazione di un Paese senza pace. Con un passato recente il cui peso di violenza e drammi politici grava ancora sulle spalle dell'intera nazione, si affrontano i principali nodi da superare per garantire un futuro di ripresa e stabilità.
Lacrime e sangue
Vladimir Vladimirovic ha un problema che si chiama Caucaso. È un problema che in dieci anni non è riuscito a risolvere e in parte ha contribuito a esasperare. Le repubbliche russe del Caucaso sono praticamente in stato di guerra.
Egitto. L'ombra di Erdogan
Qualsiasi sarà il governo che uscirà dalle prossime elezioni, esso sarà un governo meno vicino a Israele di quanto lo siano stati quelli dell’era Mubarak. L’equilibrio delle forze interne spingerà in questa direzione. L’ombra di Erdogan farà scuola.
Attentato all’aeroporto Domodedovo: analisi e previsioni
L’attacco terroristico avvenuto all’aeroporto Domodedovo di Mosca il 24 gennaio ha dimostrato ancora una volta come nessuno possa ritenersi “immune” dal terrorismo. Ed è proprio una notizia dell’ultima ora la rivendicazione dell’attentato da parte di Umarov, il leader dei separatisti ceceni.
La rivolta araba
La crisi nei paesi del nord dell’Africa e del Medio Oriente si allarga a macchia d’olio, e le spiegazioni che si possono ricavare dalle grandi agenzie informatiche “occidentali” sono di una superficialità enorme.
L’inquieta attesa del "clero" d’Egitto
Non è soltanto quell’inquieta attesa del clero, all’apparenza criptica che disorienta, ma pure le analisi dei tanti politologi dalle quali trasuda una certa difficoltà...
Giordania: gennaio nero per re Abdallah
L’abbandono del ruolo di comprimario degli Stati Uniti nella regione a vantaggio di una politica economica proattiva sulla scena internazionale fornirebbe alla Giordania la possibilità di sfruttare le proprie forze, costituite da posizione geografica centrale e da mancanza di relazioni ostili con i vicini, e di ovviare così agli effetti negativi della scarsità di risorse sulla propria economia.
«Gli USA in Afghanistan per controllare l'Asia Centrale» – Intervista a Simbal Khan
Simbal Khan (Institute of Strategic Studies, Islamabad), intervistata da Daniele Grassi, riflette sulle motivazioni geopolitiche che hanno portato gli USA ad invadere l'Afghanistan, e non manca di considerare ruolo ed interessi dei paesi vicini, dalla Russia all'India, dal Pakistan alla Cina.

















