"Bandits" di M. Alberizzi, G. Olimpio e C. Biffani

Dal 2005 ad oggi sono più di duecento i bastimenti assaltati dai nuovi bucanieri del XXI secolo. I villaggi costieri del Puntland, dal 1998 autoproclamatosi indipendente dalla Somalia, sono divenuti ormai la Tortuga del Corno d'Africa, dove centinaia di ex pescatori si sono convertiti al business del banditismo di mare assaltando, con sempre più frequenza ed audacia, le navi che percorrono rotte marittime fondamentali per l'economia non solo dell'Occidente, considerando che su queste autostrade del mare passa più del 20% del traffico commerciale mondiale. Ed è proprio la lotta alla pirateria lungo le coste della Somalia, che viene analizzata nel saggio dei giornalisti del Corriere della Sera, Massimo Alberizzi e Guido Olimpio, con l'apporto di Carlo Biffani, il maggior esperto di security in Italia. I tre autori affrontano con l'autorevolezza di chi del problema si è occupato in prima persona, sia le vere soluzioni al fenomeno, che spesso, però a livello politico si fa fatica a recepire, sia le sue radici più profonde, le cui origini non sono solo da ricercare nel vuoto istituzionale ed economico post Siad Barre del Paese africano, ma anche negli appoggi e connivenze delle gangs di pirati presso le leaderships politiche perfino di Paesi vicini, oltre che nelle preoccupanti "simpatie" di organizzazioni criminali internazionali attratte sempre più dai riscatti milionari che armatori e governi sono costretti a pagare per il rilascio di uomini e mezzi.

Il Turkmenistan guarda a est

L’avvio di un nuovo gasdotto, il 14 dicembre, che collega il Turkmenistan e la Cina, è diventato uno dei momenti chiave nel gioco geopolitico volto ad ottenere nuove rotte per l’esportazione del petrolio e del gas dell'Asia centrale. Il nuovo gasdotto sarà il primo a consegnare il gas turkmeno (fino a 40 miliardi di metri cubi all'anno) ai mercati esteri, aggirando la Russia. Fino a poco tempo fa, la Russia acquistava la maggior parte del gas turkmeno, ma ora ha in programma di acquistarne quattro volte di meno.

Montano le tensioni politiche con Stati Uniti, Russia e Cina che competono per il...

Con il completamento, da parte della Cina, dello storico gasdotto per il gas naturale dal Kazakhstan, che aggira la Russia, questa settimana, il colosso asiatico stringe la morsa sulle risorse energetiche necessarie per alimentare un'economia fiorente; un desiderio che l’ha anche costretta a una ricerca di giacimenti di petrolio e gas in altri angoli del globo. La Cina non è sola in questa lotta per la sicurezza energetica.

Afghanistan 1979. destabilizzazione del Vicino e Medio Oriente e origine del collasso sovietico nella...

Tra i vari avvenimenti di politica internazionale del 1979, ve ne sono due particolarmente importanti per aver contribuito allo sconvolgimento del quadro geopolitico globale, allora basato sulla contrapposizione tra gli USA e l’URSS. Ci riferiamo alla rivoluzione islamica dell’Iran ed all’avventura sovietica in Afghanistan.

Carl von Clausewitz, ufficiale e teorico militare prussiano

Fonte: http://www.egaliteetreconciliation.fr E&R - Egalité et Réconciliation organizza la conferenza Carl von Clausewitz, ufficiale e teorico militare prussiano Sabato 19 dicembre , ore 14.00 Théatre de...

Sul capitalismo manageriale degli USA

La Seconda Rivoluzione industriale in Usa, successiva al 1870, creò un certo dualismo industriale: un area di Prima Rivoluzione Industriale di più antica formazione,...

Corsi di Arabo on Line

In attivazione i nuovi corsi di arabo via Internet. "Corsi di Arabo on Line" garantisce il 10% di sconto sulle tariffe normali agli abbonati di "Eurasia".

I contratti sono firmati, i problemi restano

L’improvviso riscaldamento dei rapporti nel settore del gas russo-ucraino come esito degli accordi di Yalta firmato tra i due primi ministri di entrambi i paesi e dai negoziati di “Gazprom” con “Naftogaz di Ucraina” che li hanno sottoscritti, suscita sentimenti ambigui. Il fatto che il tradizionale conflitto invernale sul gas si sia rinviato, come minimo, fino alle elezioni in Ucraina, è evidente che costituisce un buon regalo di Anno Nuovo per tutti, persino per l’Europa. Ma è difficile parlare sul tema concernente le prospettive che si apriranno dopo la collaborazione, soprattutto, analizzando la situazione in maniera più tranquilla, escludendo il fattore preelettorale.

Non scienza, ma geopolitica

"Chiediamo ai leader del mondo [quelli riuniti a Copenaghen per il vertice sull’ambiente; ndr] di raggiungere un accordo globale sui cambiamenti climatici che sia ambizioso, robusto e giusto e che dia una risposta credibile alla crisi che il mondo ha davanti". Seguono le firme di 500 top manager di numerosissime fra le maggiori multinazionali del mondo: la petrolifera Chevron, Nike, Virgin, ecc. Quelle multinazionali che la Moltitudine dovrebbe travolgere, una volta venuti a mancare (nella testa di alcuni sciagurati; o meglio imbroglioni) gli Stati nazionali, sono in piena buona salute invece e sempre più “vispi” nell’avvio della fase multipolare.

Prepararsi al futuro: le nuove possibilità

La crisi finanziaria in corso dipende dagli squilibri tra interessi divergenti, e va osservata attraverso il prisma delle dinamiche geo-economiche mondiali, che mostrano uno spostamento di potenza economica dall'Atlantico all'Asia. Il primato economico dell'Occidente dipende dal ruolo del dollaro come valuta di riserva mondiale, che garantisce enormi profitti agli USA e al FRS. La domande del dollaro come merce è tendenzialmente in calo, e la crisi è un metodo drastico per rilanciarla creando penuria del bene. Tuttavia, la sorte del dollaro è segnata, anche se non sono escluse possibili tensioni internazionali di vasta portata se la NATO scegliesse di ricorrere alla forza. La tendenza è ad una regionalizzazione dei sistemi economici e valutari, e la Russia pare decisa a creare una propria zona geo-economica.
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